Idiozie burocratiche

Cancro: sospeso medico che consigliava alimentazione vegetale

Dottor Paolo Rege-Gianas, neurologoAllarme tumori nel Salento: 26,5% l’incidenza. Intanto, un neurologo è stato sospeso lo scorso mese di febbraio dall’Ordine per aver proposto ai malati di cancro una dieta povera di glucosio come base ausiliaria alle terapie.

E’ quanto realmente successo. Il dottor Paolo Rege-Gianas, già neurologo dirigente presso la ASL Milano 1, ha utilizzato un fatto scientifico pacificamente accettato dalla comunità scientifica nazionale e internazionale (e confermato dall’Ordine dei Medici cui appartiene), cioè che le cellule neoplastiche si nutrono di glucosio, per aiutare i suoi pazienti affetti da cancro a superarlo e, studiando le proprietà dei vari alimenti, è pervenuto ad elaborare un modello alimentare per quanto possibile privo di glucosio o suoi precursori. Questo modello prevede l’uso esclusivo di frutta e verdura fresche, crude, mediante l’utilizzo di estrattori di succhi vivi.

Basandosi su queste evidenze scientifiche, ha consigliato ai suoi pazienti affetti da varie manifestazioni di cancro, di supportare eventuali terapie seguendo questo tipo di alimentazione, vegetale e povera di glucosio.

Nessun farmaco, nessun trattamento, nessun ricovero, nessuna sostanza sintetica e sicuramente ben poco guadagno, visto che il dottore, oltre a valutare il quadro clinico individuale, si limita a consigliare gratuitamente un regime alimentare.

Nuove super tasse per i greci

Crisi GreciaDopo il saccheggio delle privatizzazioni e l’ulteriore taglio alle pensioni, non si placa il dissanguamento della Grecia, che deve pagare cara la “generosità” dei creditori. Keep Talking Greece riassume in un post gli aumenti delle tasse entrati in vigore col nuovo anno (in un paese che all’opposto avrebbe disperato bisogno di politiche anticicliche, e governato da un partito che si è proposto — in un atto di menzogna politica clamorosa quanto prevedibile, perché aveva preannunciato di non volerne affrontare le implicazioni — di capovolgere l’austerità.)

Suppongo che la maggior parte dei greci abbia passato i tre giorni di vacanza con la televisione spenta. Sarà questo il motivo per il quale sono ancora vivi oggi, lunedì 4 gennaio. Se avessero acceso la televisioni sarebbero stati presi da ictus, collasso cardiaco e arresto respiratorio per lo tsunami di nuove tasse destinate a imperversare tra i contribuenti a tutti i livelli.

Impiegati e pensionati, agricoltori, lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, famiglie, saranno tutti chiamati a pagare per la generosità con la quale i creditori hanno salvato la Grecia.

Per iniziare, il Ministero delle Finanze concederà le agevolazioni fiscali a impiegati e pensionati esclusivamente se questi effettueranno le spese tramite carte di credito o transazione bancaria. Questa classe di contribuenti dovrà spendere il 10% del suo reddito annuo tramite pagamenti elettronici. Si dice che al settore economia stiano considerando di elevare questa quota al 20%.

Saranno esenti da questo obbligo di pagamenti elettronici (per avere le agevolazioni fiscali) solamente i pensionati sopra i 75 anni e coloro che abitano in zone remote.

L'Italia di Renzi: alla fame e in spiaggia se sei italiano, soldi e casa se sei migrante

Clicca per ingrandireGara di solidarietà per la coppia che vive in spiaggia

Nicola ed Elisa, 46 anni lui, 37 lei, dormono in una piccola tenda verde sull’arenile di Motrone a Marina di Pietrasanta. Ma una signora si è offerta di aiutarli, dando la disponibilità di un tetto

MARINA DI PIETRASANTA. Da un mese vivono sulla spiaggia libera di Motrone, accampati in una piccola tenda verde che funziona un po’ come la borsa di Mary Poppins. Lì dentro, infatti, c’è l’intero mondo di Nicola Di Blasi ed Elisa Cammera: 46 anni originario della Sicilia lui, 37enne di Bologna lei.

Il loro non è un nuovo tipo di soggiorno “adventure” proposto da una qualche agenzia di viaggio, ma la condizione forzata in cui li ha costretti la perdita del lavoro e la crisi economica.

Dopo l’articolo uscito sul nostro giornale, però, è scattata la gara di solidarietà: una signora si è offerta di aiutarli, dando la propria disponibilità a mettere a disposizione una casa di sua proprietà.

«Abitavamo a Bologna, in un appartamento in affitto – spiega Nicola – La famiglia di Elisa ci dava una mano ma entrambi non stavamo con le mani in mano: io sono diplomato e ho fatto diversi lavori di ufficio, mentre Elisa faceva le pulizie in casa della gente.

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