Paradossi

La Germania e l'Austria criticano le sanzioni contro la Russia

Mai visto prima: Berlino e Vienna hanno criticato le nuove sanzioni americane alla Russia. Insieme, i due ministri degli esteri, stentoreamente, ufficialmente, hanno minacciato addirittura contro-sanzioni a danno degli Stati Uniti.

Il motivo è presto detto: che le nuove sanzioni – emanate dal Senato Usa – colpiscono direttamente gli interessi germanici. Precisamente, impongono multe, ammende e sanzioni alle aziende che partecipano alla costruzione, o al finanziamento, del Nord Stream 2, il gasdotto che porta il gas russo alla Germania e passa in fondo al Baltico, lasciando fuori Polonia e Ucraina, i nuovi alleati dell’America.

Le ditte minacciate di ritorsione sono la tedesca BASF ed EON, la austriaca OMV, inoltre la Shell, la francese Engie. Niente sanzioni!, hanno detto i due ministri degli esteri di lingua tedesca, uniti in un nuovo Anscluss dei bottegai.

Beninteso, invece l’Italia deve continuare ad obbedire alle sanzioni contro la Russia decretate da Berlino (scusate, dalla UE) per favorire i golpisti di Kiev. Infatti, nello steso comunicato in cui si oppongono fieramente alle sanzioni americane a Mosca, i due ministri Sigmar Gabriel e Christian Kern ribadiscono che “è importante per l’Europa e gli Stati Uniti formare un fronte unito sulla questione dell’Ucraina”, dove secondo la Ue sono i russi ad armare i separatisti del Donbass, e Putin va punito perché s’è ripreso la Crimea.

Terremoto Centro Italia: ancora a terra il 92% delle macerie

Terremoto Centro Italia: ancora a terra il 92% delle macerieInefficienze, ritardi. Le promesse per la ricostruzione dopo il terremoto che ha messo in ginocchio, lo sorso agosto, l’Italia centrale sono state ancora una volta sacrificate sull’altare della burocrazia.

Secondo un’inchiesta realizzata da La Repubblica, a circa un anno dal terremoto che ha colpito le Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria il 92 per cento delle macerie sono ancora a terra, mentre il 92 per cento delle casette di legno non consegnate.

Sulle casette antisismiche le promesse si sono frantumate, fin da subito. “Entro Natale daremo le prime venti ad Amatrice”, dichiarò il 23 settembre l’allora premier Renzi. Le famiglie amatriciane le hanno avute a marzo.
Consegnate? Appena l’8 per cento: 296 in tutto, e quelle effettivamente abitate (188) sono soltanto in due comuni, Amatrice e Norcia. Il “modello Burocrazia” si legge nell’articolo.

Il paragone con i tempi in cui a capo della Protezione Civile c’era Guido Bertolaso viene spontaneo:

Una volta c’era “il modello Bertolaso” che, in nome della rapidità, calpestava regole e aggirava i controlli: la somma urgenza invocata per qualsiasi cosa, i Grandi Eventi, le deroghe, le ordinanze di Protezione civile firmate direttamente dal Presidente del consiglio.

La povertà giova economicamente ai ricchi

PovertàLa pubblicazione dei dati Eurostat sull’aumento della povertà e del rischio-povertà in Europa ha suscitato sui media il solito dibattito, viziato in partenza dal rappresentare l’impoverimento come un “problema”, come un effetto indesiderato delle politiche di rigore.

«In realtà il bombardamento sociale del rigore finanziario non è sostanzialmente diverso dai bombardamenti militari, nei quali l’obbiettivo dichiarato è un pretesto non soltanto per il consumismo delle bombe (tanto paga il contribuente), ma anche per fare il maggior numero possibile di “danni collaterali”, cioè di vittime civili».

Lo scriveva “Comidad” nel 2012, ma sembra scritto oggi. «Anche il rigore è un business, e il “danno collaterale” della maggiore povertà apre a sua volta nuove frontiere al business». In questi anni, aggiunge il blog, è risultato sempre più evidente il nesso consequenziale tra l’aumento della povertà e la finanziarizzazione dei rapporti sociali: «La povertà diventa un business finanziario, costringendo i poveri all’indebitamento crescente».

Lo confermano annunci come quello del governo tedesco, che si vantà di aver raggiunto il pareggio di bilancio con un anno di anticipo. Ma la Germania «ha potuto finanziare il suo debito pubblico a tasso zero, poiché, contestualmente, sono stati i paesi del Sud dell’Europa non solo a pagare tassi di interesse più alti, ma anche a indebitarsi maggiormente».

Viviamo tutti male perché accettiamo tacitamente queste 33 cose

MatrixGuarda questo video e ti accorgerai di tutto!

Miei cari amici,

ognuno di voi percepisce la strana sensazione che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in ciò che vede, molti tuttavia non sanno il perché, né cosa sia.

A prescindere dalle nostre convinzioni o idee politiche, il sistema vigente nel nostro mondo “libero” si basa sulla tacita accettazione di un contratto che lega ciascuno di noi e che a grandi linee espongo:

IO ACCETTO

1) Io accetto la competitività come struttura cardine del sistema in cui vivo, anche se mi rendo conto che questa genera frustrazione e rabbia nella maggior parte degli individui.

2) Accetto il fatto che per vivere debba limitare la mia vita ad un giorno della settimana, mentre gli altri 6 devono essere spesi lavorando per produrre, annichilendo un’intera esistenza.

3) Io accetto di essere umiliato e sfruttato a condizione che mi sia permesso di umiliare e sfruttare un altro che occupi un posto inferiore nella piramide sociale.

4) Accetto che gli indigenti, i malati, e coloro che non riescono a restare a galla vengano esclusi e messi a margine della società e gli vengano negate cure ed assistenza perché questo costo sociale non può incidere sul benessere e sul progresso dei facoltosi, dei benestanti e dei fortunati.

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