Diritti umani

Le persone che scompaiono in Italia

ScomparsiQuesto articolo è stato pubblicato il 26 luglio 2017 dalla testata "lanotiziagiornale.it". Purtroppo il fenomeno continua a manifestarsi.

Al 30 giugno sono 47.946 le persone scomparse. Un dato in forte aumento rispetto allo scorso anno, quando erano 11.044 in meno, e che risente del numero di quanti sono arrivati in Italia, sbarcati sulle coste, ma di cui non si hanno più notizie.

Infatti, poco più di 9mila sono gli italiani, scomparsi negli anni, a partire dal 1974, e 38.913 gli stranieri. Questo è quanto emerge dalla relazione semestrale del Commissario straordinario per le persone scomparse, il prefetto Vittorio Piscitelli, presentata oggi alla Camera, nei 10 anni dell’ufficio.

Nel numero enorme rientrano casi diversi: persone che si sono allontanate volontariamente (22.205), malate (519), minori sottratti da un genitore o un familiare (432) e possibili vittime di reato (123). Ma la maggior parte, 31.635, sono minori stranieri non accompagnati, che sono sbarcati in Italia ma poi sono scomparsi. Per questo, ha sottolineato il prefetto Piscitelli, “in 10 anni il nostro lavoro è cambiato, dalla politica di ricercare lo scomparso a quella di prevenire la scomparsa”.

E ancora: dei 2.539 casi censiti nel Registro generale dei cadaveri non identificati, la maggior parte sono collegati al fenomeno dell’immigrazione verso le coste italiane. Il dato è stato diffuso durante la conferenza stampa “Dalla gestione di un emergenza alla creazione di un sistema”.

La guerra al terrorismo degli Usa è solo un orribile business

Guerra al terrorismo76 Paesi sono coinvolti nella guerra al terrorismo di Washington

Lasciò l’Air Force Two alle spalle e, senza preavviso, “avvolto nella segretezza“, volò su un aereo da trasporto C-17 senza contrassegni nella base aerea di Bagram, la più grande guarnigione statunitense in Afghanistan. Tutte le notizie della sua visita furono sottoposte ad embargo fino a un’ora prima della partenza.

Più di 16 anni dopo l’invasione per “liberare” l’Afghanistan, era lì a presentare ancora una volta buone notizie al crescente contingente di truppe statunitensi. Davanti a una bandiera degli USA di 13 metri, rivolto a 500 soldati, il vicepresidente Mike Pence li elogiava quale “maggiore forza del mondo per il bene“, si vantava degli attacchi aerei statunitensi “drammaticamente aumentati“, giurando che il loro Paese era “qui per rimanere” ed insistendo sul fatto che “la vittoria è più vicina che mai”.

Come notò un osservatore, tuttavia, la risposta del suo pubblico fu “sommessa“. (“Diversi soldati erano con le braccia incrociate o con le mani incrociate dietro la schiena e ascoltavano, ma senza applaudire“). Pensate a ciò come ultimo episodio di una fiaba geopolitica capovolta, una storia piuttosto cupa, alla Grimm, che potrebbe iniziare: c’era una volta, nell’ottobre 2001 per la precisione, quando Washington lanciò la sua guerra al terrore.

In Libia aste di schiavi. Video shock

In Libia aste di schiaviQuanto vale la vita di un uomo?

In Libia, se si tratta di un centrafricano «forte, adatto al lavoro nei campi» meno di 800 euro. Con una base d’asta di 500. Una cifra inferiore a quella spesa per arrivare fin lì, affidando il proprio destino ai trafficanti.

È un agghiacciante reportage della Cnn che svela i contorni più crudi della tratta di esseri umani in Libia, dove i migranti vengono venduti all’asta come schiavi. Braccia da sfruttare al di là del Mediterraneo, non essendo più possibile buttare quei corpi su un gommone da mandare in direzione dell’Europa, dell’Italia, alla deriva.

Il documento giornalistico arriva nel giorno della grande accusa lanciata dall’Onu per il piano che ha chiuso la rotta del Mediterraneo Centrale insieme con gli occhi di Italia e Unione Europea. Un patto “disumano” con le autorità libiche - secondo l’Alto Commissario per i diritti umani dell’Onu, Zeid Raad Al Hussein - che ha risolto solo l’ultima parte del problema immigrazione, quello visibile «al di qua». Sono diminuiti gli sbarchi e le vittime in mare. Ma al di là del Mediterraneo continua a succedere quello che succedeva prima. Anzi, con il blocco delle partenze, forse pure peggio.

«Migliaia di detenuti denutriti e traumatizzati».

L'Europa del futuro sarà composta da una civiltà fantasma globalizzata

L'Europa del futuro sarà una civiltà fantasma globalizzataCiviltà fantasma globalizzata. In Giappone le scuole elementari chiudono, dato che il numero dei bambini è sceso a meno del 10% della popolazione.

Il governo sta convertendo queste strutture in ospizi: il 40% della popolazione è di età superiore ai 65 anni. In Giappone, «la nazione più vecchia e più sterile del mondo», l’espressione “civiltà fantasma” è diventata ormai di uso comune, scrive Rosanna Spadini su “Come Don Chisciotte”. Secondo stime ufficiali, entro il 2040 la maggior parte delle città più piccole del paese vedrà un drammatico calo della popolazione, dal 30 al 50%. I consigli dei villaggi spariscono, insieme ai ristoranti: nel ‘90 erano 850.000, ora si sono ridotti a 350.000. «Le previsioni suggeriscono che in 15 anni il Giappone avrà 20 milioni di case vuote.

È forse anche questo il futuro dell’Europa?

Probabile, perché tra gli esperti di demografia c’è una tendenza a definire l’Europa il nuovo Giappone».

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