Idiozie burocratiche

Nuove super tasse per i greci

Crisi GreciaDopo il saccheggio delle privatizzazioni e l’ulteriore taglio alle pensioni, non si placa il dissanguamento della Grecia, che deve pagare cara la “generosità” dei creditori. Keep Talking Greece riassume in un post gli aumenti delle tasse entrati in vigore col nuovo anno (in un paese che all’opposto avrebbe disperato bisogno di politiche anticicliche, e governato da un partito che si è proposto — in un atto di menzogna politica clamorosa quanto prevedibile, perché aveva preannunciato di non volerne affrontare le implicazioni — di capovolgere l’austerità.)

Suppongo che la maggior parte dei greci abbia passato i tre giorni di vacanza con la televisione spenta. Sarà questo il motivo per il quale sono ancora vivi oggi, lunedì 4 gennaio. Se avessero acceso la televisioni sarebbero stati presi da ictus, collasso cardiaco e arresto respiratorio per lo tsunami di nuove tasse destinate a imperversare tra i contribuenti a tutti i livelli.

Impiegati e pensionati, agricoltori, lavoratori autonomi, piccole e medie imprese, famiglie, saranno tutti chiamati a pagare per la generosità con la quale i creditori hanno salvato la Grecia.

Per iniziare, il Ministero delle Finanze concederà le agevolazioni fiscali a impiegati e pensionati esclusivamente se questi effettueranno le spese tramite carte di credito o transazione bancaria. Questa classe di contribuenti dovrà spendere il 10% del suo reddito annuo tramite pagamenti elettronici. Si dice che al settore economia stiano considerando di elevare questa quota al 20%.

Saranno esenti da questo obbligo di pagamenti elettronici (per avere le agevolazioni fiscali) solamente i pensionati sopra i 75 anni e coloro che abitano in zone remote.

Italia: aumenti da incubo per gli italiani nel 2016

Pressione fiscaleSe il 2015 che sta finendo è stato un anno difficile per i portafogli delle famiglie italiane, il 2016 promette di non essere da meno. Secondo l'analisi dell'associazione di consumatori Codacons, per ogni nucleo familiare ci sarà un aggravio di spesa di 551 euro tra aumento dei prezzi e delle tariffe delle utenze e dei trasporti. Più pessimiste le previsioni di Federconsumatori che si aspettano aumenti generali per 725 euro, con il rischio che arrivino a 840 euro con l'introduzione delle clausole di garanzia Iva del Governo.

Inflazione - Gli analisti, spiega Il Tempo, stimano un ritorno dell'inflazione a circa l'1%. Questo porterà le famiglie a spendere 298 euro con l'aumento dei prezzi al dettaglio e ben 198 euro in più per la spesa alimentare. Costerà di più quindi cenare al ristorante, in media per le spese nel settore della ristorazione si arriverà a spendere 26 euro in più.

Tasse e bollette - Aumenteranno le tariffe per la raccolta rifiuti e i servizi idrici, pensando sui bilanci familiari per 137 euro in un anno. In salita i costi bancari con aumenti medi di 18 euro, 9 per quelli postali. Qualche segnale positivo arriverà dall'eliminazione della Tasi sulla prima casa, che alleggerirà la spesa per famiglia di 194 euro. Sulla stessa scia il Canone Rai che da 113,5 euro passerà a 100, anche se peserà sul costo totale della bolletta elettrica, e anche le assicurazioni Rc auto saranno mediamente più leggere con uno sgravio di 12 euro.

In Italia i cittadini sono costretti a salvare le banche

Banche italiane in default“Il decreto “salva-banche, approvato dal Governo,è un bail-in mascherato ed anticipato per salvare dal fallimento Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Cassa di Risparmio di Ferrara, ma prima di tutto è un bagno di sangue per oltre 100.000 azionisti ed obbligazionisti truffati, ai quali sono state appioppate obbligazioni subordinate, in massima parte senza le previste e doverose informazioni Mifid sulla rischiosità dell'investimento".

La dura e veritiera accusa è espressa in un comunicato di Adusbef e Federconsumatori.

“Un piano diabolico - spiega il comunicato - ideato da quella Banca d'Italia inidonea a garantire i diritti dei risparmiatori, fatto proprio dalle stesse banche socie (Intesa, Unicredit ed Ubi) che hanno anticipato la liquidità al fondo di risoluzione, e che porteranno in perdita 4 miliardi, generando minor gettito per l'erario di 1 miliardo, ma beneficeranno del taglio dell'Ires e con la garanzia della Cassa Depositi e Prestiti e quindi non ci perderanno nulla”.

“È un piano - scrivono Adusbef e Federconsumatori - approvato a scatola chiusa dal governo, che non ha analizzato chi avrebbe poi pagato il conto delle perdite, cioè azionisti e titolari di bond subordinati che si ritrovano in mano carta straccia nell'ennesimo scandalo di 'risparmio tradito'”.

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