I benefici dello Shiatsu

ShiatsuLo shiatsu in Italia va sempre più di moda. Sono infatti oltre 600mila gli italiani che non possono più fare a meno di questo trattamento di digito-pressione proveniente dal Giappone. Lo shiatsu è infatti un trattamento manuale, come spiega la parola stessa shi- dito e atsu -pressione, che si effettua di solito, mediante la pressione esercitata dal pollice, il dito che possiede il maggior numero di recettori sensoriali sulla mano.

Questo speciale trattamento si riceve da sdraiati a terra, da vestiti, durante sedute che durano generalmente un’ora anche se come tiene a precisare Valter Vico, operatore e insegnate di Shiatsu, responsabile del Registro Operatori Shiatsu della FISieo “Il trattamento si svolge tradizionalmente a terra, ma se il ricevente è più comodo si può effettuare anche sul lettino o da seduto, perfino sulla sedia a rotelle. Ciò è particolarmente importante per mettere a loro agio le persone anziane o con problemi di mobilità".

SCOPO DELLO SHIATSU

L’operatore non impiega forza per eseguire il trattamento dato che sfrutta il peso del suo corpo in maniera perpendicolare alla zona da trattare. Insieme alle pressioni si utilizzano frequentemente anche gli stiramenti di alcune parti del corpo. La finalità ultima dello shiatsu è riequilibrare l’energia che scorre dentro di noi favorendo il rilassamento, ossia il rilascio delle tensioni che potrebbero avere ripercussioni negative non solo sul corpo ma anche sulla psiche.

Parlare troppo è energeticamente inutile

Parlare troppo è energeticamente inutileParlare di meno ed ascoltare, ascoltarci, di più è un esercizio che tutti dobbiamo praticare quotidianamente.

Le parole sono importanti per comunicare ma ne facciamo un abuso spropositato, abbiamo superato il limite del sano uso delle parole, siamo giunti al punto che non riusciamo più a stare in silenzio e che quest’ultimo, il sacro e prezioso silenzio, non deve esistere ma deve essere annientato anche con le parole più inutili e insignificanti.

Parlare sempre, di tutto, di tutti e non fermarsi mai ci fa perdere una quantità esagerata di energia che potrebbe essere investita in qualcos’altro di più costruttivo. Le chiacchiere di paese, i giudizi sugli altri, le lamentele, le critiche… sono tutti modi per riempire un vuoto che sta dentro di noi e che in realtà non va riempito in questo modo superficiale e malsano ma accolto e trasformato.

Dobbiamo assolutamente tornare a vivere questo vuoto senza sentire il bisogno impellente di riempirlo con qualsiasi spazzatura, non dobbiamo temerlo ma inchinarci ad esso ed abbracciarlo, curiosi di scoprire a quale nuova via ci può condurre.

Cerchiamo allora di ponderare ben bene le nostre parole, quelle dette ma anche quelle scritte: dobbiamo considerarle dei doni preziosi da regalare solo in certe occasioni.

Il calcio manipola le masse

FootballTi guardi intorno, e cosa vedi?

Be intanto non bisogna solo guardare, ma vedere le due cose sono ben distinte.

La gente della nostra epoca si guarda intorno ma non vede nulla se non le cose assolutamente superficiali che non portano nessun beneficio a se stessi e alla comunità.

Non va oltre alla partita di calcio settimanale, arrabbiandosi pure se la propria squadra perde. Abbiamo perso, gridano i tifosi, ma in realtà sono loro stessi ad avere perso, perché i calciatori guadagnano miliardi e non perderanno mai, loro.

Poi il dopo partita, le trasmissioni TV, i giornali, internet, sempre a tenere attaccato il “povero” tifoso alla “propria” squadra, che di proprietà non detiene nulla alla fine.

Gli sfottò via facebook, le pagine anti Inter, anti Juve, anti Milan… fino ad arrivare a veri e propri insulti livello personale, ma ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Ma le avete mai viste queste pagine, fanno rabbrividire…
Quello stato di trans-ipnotico che induce la persona a mettere il calcio prima di ogni cosa, a volte anche prima della famiglia stessa.

Nelle fabbriche turche i bambini siriani vengono sfruttati, minacciati e abusati

Turchia12 ore al giorno di lavoro, 6 giorni su 7, 160 dollari al mese di retribuzione: è sfruttamento a tutti gli effetti, ma ciò che stupisce di più è che gli attori di questo dramma siano bambini.

Sfruttati, minacciati, abusati, l’80% di loro non ha accesso all’istruzione.

È ciò che accade nelle fabbriche turche dove centinaia di bambini siriani rifugiati rinunciano inconsapevolmente ogni giorno ai loro diritti e al loro futuro.

I grandi marchi nell’occhio del ciclone

Hanno tutti meno di 14 anni, cercano di aiutare le loro famiglie, sono le vittime perfette per gli sfruttatori: non rivendicano i propri diritti semplicemente perché non li conoscono.

Secondo i dati Unicef sono 2,8 milioni i profughi siriani in Turchia, di questi la metà sono minori. Per i siriani è impossibile trovare un lavoro con un contratto sicuro: secondo la legge gli è vietato ottenere un visto lavorativo.

I bambini siriani vengono così mandati nelle fabbriche di borse, scarpe, vestiti, specialmente di lavorazione del cuoio. In molte famiglie i minori sono gli unici a portare un salario in casa.

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