Un pupo si muove grazie a un nuovo materiale

Un pupo si muove grazie a un nuovo materiale

PolyCOF: una nuova classe di membrane Covalenti reattive e organiche indipendenti con elevate prestazioni meccaniche conferiscono la capacità di muoversi a un pupo.

I ricercatori hanno conferito a un pupo la capacità di muoversi grazie a un nuovo materiale chiamato covalent organic frameworks (polyCOFs). Lo studio è stato pubblicato su ACS Central Science. (1)

Gli scienziati realizzano covalent organic frameworks (COF) convenzionali collegando semplici blocchi organici, come le molecole contenenti carbonio con acido borico o gruppi aldeidici, aventi legami covalenti. Le strutture porose ordinate mostrano un grande potenziale per varie applicazioni, tra cui catalisi, stoccaggio di gas e somministrazione di farmaci.

Tuttavia, i COF esistono tipicamente come polveri cristalline di dimensioni nanometriche o micro che sono fragili e non possono essere trasformate in fogli o membrane più grandi che sarebbero utili per molte applicazioni pratiche. Gli scienziati Yao Chen, Shengqian Ma, Zhenjie Zhang e colleghi si sono chiesti se potessero migliorare le proprietà meccaniche dei COF usando polimeri lineari come elementi costitutivi.

Ricetrasmettitore wireless più veloce del 5G

Ricetrasmettitore wireless più veloce del 5G

La nuova architettura del Chip, contenuto nel nuovo ricetrasmettitore wireless, consente un'elaborazione dei dati ultrarapida, con un minore consumo di energia

Un nuovo ricetrasmettitore wireless progettato dagli ingegneri elettronici dell'Università della California, Irvine aumenta le frequenze radio in territorio di 100 gigahertz, quadruplicando la velocità del prossimo 5G o dei standard di comunicazione wireless di quinta generazione.

Il congegno è stato battezzato dai suoi creatori, nei laboratori di circuiti integrati di comunicazione su scala nanometrica di UCI, con il nome di 'end-to-end transmitter-receiver'. Il chip di silicio da 4,4 millimetri è in grado di elaborare i segnali digitali in modo significativamente più veloce e più efficiente dal punto di vista energetico nell'ambito dell'architettura analogica. L'innovativo progetto del team è delineato in un documento pubblicato di recente sull'IEEE Journal of Solid-State Circuits. (1)

L'autore senior Payam Heydari, (2) direttore del NCIC Labs e professore di UCI di ingegneria elettrica e informatica, spiega: “chiamiamo il nostro chip 'beyond 5G' perché la velocità combinata di trasmissione dei dati che possiamo raggiungere è superiore di due ordini rispetto alla capacità del nuovo standard wireless. Inoltre, operare con una frequenza più alta significa che tutti noi possiamo fruire di una di larghezza di banda più consistente.”

Lo scienziato asserisce che i ricercatori universitari e gli ingegneri dei circuiti di comunicazione desiderano da tempo sapere se i sistemi wireless sono in grado di raggiungere alte prestazioni e velocità delle reti in fibra ottica. “Se una tale possibilità potesse realizzarsi, cambierebbe il settore delle telecomunicazioni perché l'infrastruttura wireless comporta molti più vantaggi rispetto ai sistemi cablati”, ha affermato Payam Heydari.

Declino del numero di farfalle causato dall'uomo

Declino del numero di farfalle causato dall'uomo

Il programma di monitoraggio degli insetti più esteso e sistematico mai intrapreso in Nord America mostra che il numero di farfalle in Ohio è diminuito annualmente del 2%. Nell'arco dei 21 anni di ricerche la flessione del numero di farfalle ha raggiunto il 33%.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su PLOS ONE, (1) suggerisce che, nonostante la ricerca sia limitata a un gruppo specifico di insetti e ad una area geografica, i risultati forniscono un'importante base per ciò che sta accadendo, in modo più ampio, con le popolazioni di insetti a causa dei cambiamenti climatici e di altri disturbi causati dall'uomo. I risultati sono anche in linea con quelli dei programmi di monitoraggio delle farfalle in diversi paesi europei.

Il dottor Tyson Wepprich, (2) ricercatore dell'Università dell'Oregon che ha guidato lo studio, esprime questa tesi: “queste flessioni del numero di lepidotteri colpiscono le specie comuni. La diminuzione di queste specie mi riguarda perché dimostra che ci sono cause ambientali diffuse che causano il loro declino. Noi pensavamo erroneamente che le farfalle fossero ben adattate per condividere il paesaggio con gli esseri umani. Le specie comuni sono anche quelle che contribuiscono alla maggior parte dell'impollinazione. Inoltre, esse rappresentano una importante fonte di cibo per gli uccelli appartenenti all'ecosistema, quindi il loro lento e consistente declino probabilmente cagionerà nefasti effetti a catena.”

Il ricercatore, che dal 1996 al 2016 ha analizzato più di 24.000 sondaggi sulle farfalle forniti da scienziati addestrati, spiega: “le farfalle tendono a rappresentare la migliore fonte di dati per tenere traccia degli aumenti e delle diminuzioni della popolazione degli insetti. Gli studiosi ambientali usano le farfalle come indicatore per la tracciabilità generale della biodiversità poiché subiscono, come altri gruppi di insetti, le medesime tipologie di pressioni dai cambiamenti di uso del suolo, dai cambiamenti climatici e dal degrado dell'habitat.”

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