Povertà

La povertà prodotta dalla globalizzazione

GlobalizzazioneI banchieri centrali non hanno mai fatto tanti danni all’economia mondiale quanti ne hanno fatti in questi ultimi dieci anni.

Possiamo anche dire che finora non hanno mai avuto tanto potere per farlo. Se i loro predecessori avessero avuto questo potere… chissà? Comunque, l’economia globale non è mai stata più interconnessa come lo è oggi, soprattutto per effetto dell’avanzamento del globalismo, del neoliberismo e forse anche della tecnologia.

Ironia della sorte, tutti e tre questi fattori vengono continuamente magnificati come forze del bene. Ma gli standard di vita per molti milioni di persone in Occidente sono scesi – o sono pieni di incertezze – mentre milioni di cinesi ora hanno un livello di vita migliore.

Alle persone in Occidente hanno detto di guardare a questo come ad uno sviluppo positivo; dopo tutto, permette di comprare prodotti che costano meno di quelli che produrrebbero le industrie nazionali. Ma insieme al loro posto di lavoro nella produzione, è sparito anche tutta la loro way of life, il loro modello di vita. O, piuttosto, si è nascosto dietro un velo di debiti, tanto da non poter credibilmente negare che circa tre quarti degli americani hanno difficoltà a pagare le bollette. Cosa che sicuramente non succedeva dagli anni ’50 e ’60.

Economia italiana: peggio dell'Italia solo la Croazia

Crisi economicaAl di là della retorica del governo Pd in Italia, i veri dati su occupazione ed economia sono impietosi, specialmente quando vengono messi a confronto con quelli del resto d'Europa.

L'Italia mostra alcuni segnali di ripresa, ma non ha ancora recuperato il terreno perduto dal 2008 né per il pil né per l'occupazione. Questa è la sintesi dell'approfondito studio della Ces (Confederazione Europea Sindacati) e dell'Etui (European Trade Unione Institute).

Questa debolezza dell'Italia non rispecchia la situazione della Ue: nel periodo 2008-2016 l'intera Ue ha registrato un aumento del Pil di 4,8 punti, anche se le persone occupate sono scese nello stesso periodo nell'intera Europa di 180mila unità.

L'Italia, nello stesso periodo 2008-2016, ha perso circa il 5% del pil. Si registra un leggero recupero nel periodo 2015-2016, ma di decimali. Nella classifica Ue l'Italia è al quartultimo posto: solo Grecia, devastata dalla Troika, Croazia, rovinata dall'ingresso nella Ue e Cipro, che dichiarò default, hanno fatto peggio.

Le migliori performance per il pil 2008-2016 si registrano in Irlanda, Polonia e Malta. Male anche il debito pubblico: l'Italia è il secondo peggior Paese della Ue dopo la Grecia.

Goldman Sachs: l'Italia non ha i mezzi per gestire i migranti

L’Italia scoppia: non può reggere la pressione dei migranti. E ormai, chiusa la rotta balcanica grazie all’accordo tra Germania e Turchia, che ha bloccato il flusso dei profughi dal Medio Oriente, è l’Italia ad accogliere la stragrande maggioranza di persone, per lo più provenienti dal Nordafrica, via Libia. Nel 2017 sono finora stati quasi 200.000, ma il loro numero continua a salire vertiginosamente.

E l’Italia, lasciata sola dall’Unione Europea, è il paese più fragile e meno adatto a reggere l’urto. Lo afferma nientemeno che la Goldman Sachs, preoccupata che la situazione possa condizionare le elezioni politiche del maggio 2018. Lo riferisce “Zero Hedge”, in un post tradotto e ripreso da “Voci dall’Estero”. Il Belpaese, secondo la grande banca speculativa di Wall Street, è in crisi economica e sociale, nonché alle prese con politiche inefficaci.

Come la Spagna e l’Ungheria, afferma la Goldman, l’Italia ha un altissimo tasso di disoccupazione, tale da tendere impossibile l’integrazione economica dei nuovi arrivati, verso i quali si starebbe intesificando una certa insofferenza sociale, anche a fronte delle politiche per l’immigrazione, giudicate inefficienti.

Tasse: la macabra lista che dissangua gli italiani

TasseLa notizia si può riassumere così: le tasse in Italia sono aumentate dell'80% da quando c'è la Ue ed è diventato operativo l'euro. E non si tratta di un'opinione, ma di un rigoroso studio fatto da esperti in materia. L'ufficio studi della Cgia ne ha individuate un centinaio, un elenco, quello delle tasse pagate dagli italiani, composto da addizionali, accise, imposte, sovraimposte, tributi, ritenute.

A un sistema tributario molto frammentato, che continua a tartassare cittadini e imprese, si accompagna un gettito estremamente concentrato in poche voci: le prime 10 imposte, infatti, valgono 421,1 miliardi di euro e garantiscono l'85,3 per cento del gettito tributario complessivo che nel 2015 (ultimo dato disponibile) si è attestato a 493,5 miliardi di euro.

“Anche quest'anno - sottolinea Paolo Zabeo, coordinatore dell'ufficio studi Cgia - ciascun italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. E la serie storica indica che negli ultimi 20 anni le entrate tributarie nelle casse dello Stato sono aumentate di oltre 80 punti percentuali, quasi il doppio dell'inflazione che, nello stesso periodo, è cresciuta del 43 per cento”. Le imposte che pesano di più sui portafogli dei cittadini italiani sono due e rappresentano più della metà (il 54,2 per cento) del gettito totale: l'Irpef e l'Iva.

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