Fame nel mondo

Sempre più sacrifici per chi risiede in Italia. 2,5 kg in meno di spesa

Sempre più sacrifici per chi risiede in ItaliaLa spesa settimanale delle famiglie italiane per il cibo si è alleggerita in peso di 2,5 chili raggiungendo il minimo storico da 10 anni, accompagnato però da una crescente attenzione alle caratteristiche qualitative e alla sostenibilità ambientale e sociale.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti “Meno peso, più qualità nel carrello” diffusa in occasione dell’incontro nel castello di San Giorgio di Maccarese, a Fiumicino (Roma) promossa dall’azienda agricola Maccarese, il più grande allevamento d’Italia, associata alla Coldiretti.

Nel giro di un decennio il carrello della spesa settimanale – spiega la Coldiretti – è passato da 21,4 chili a 18,9 chili, con un taglio netto delle quantità acquistate.

Un fenomeno che è riconducibile in parte anche alla svolta salutistica affermatasi sulle tavole, con l’affermarsi di una nuova cultura del cibo che vede gli italiani mangiare meno ma mangiare meglio.

Lo dimostra il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti all’ambito Benessere & Salute con un trend positivo di +8,4% sulle vendite in volume e +9% su quelle in valore nell’ultimo anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Nielsen.

In Italia gli stipendi costano alle ditte il doppio del netto

LavoratoriSoprattutto le tasse e poi contributi previdenziali continuano ad alleggerire in maniera eccessiva i salari e gli stipendi, condizionando negativamente la capacità di spesa degli italiani.

A dirlo è l'Ufficio studi della CGIA, che ha esaminato la composizione delle buste paga di 2 lavoratori dipendenti entrambi occupati nel settore metalmeccanico dell'industria.

Il primo caso riguarda un operaio con uno stipendio mensile netto di poco superiore ai 1.350 euro: al suo titolare costa, invece, un po' meno del doppio: 2.357 euro.

Questo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda (1.791 euro) e dal prelievo contributivo a carico dell'imprenditore (566 euro). Il cuneo fiscale (dato dalla differenza tra il costo per l'azienda e la retribuzione netta) è pari a 979 euro che incide sul costo del lavoro per il 41,5%.

Il secondo caso, invece, si riferisce a un impiegato con una busta paga netta di poco superiore a 1.700 euro. In questa ipotesi, il datore di lavoro deve farsi carico di un costo di oltre 3.200 euro.

Gli effetti catastrofici del climate change

Gli effetti catastrofici del climate changeIl crollo della produzione di olio extra vergine in Europa è solo il campanello. Fattela addosso, tuo figlio è nella merda, come si dice in francese. Il mio sforzo, piuttosto disperato nel paese che vede meno che a 7 cm dal suo naso sempre e su tutto, è di farvi capire ciò che tuo figlio/a, oggi di 2 anni, dovranno affrontare quando avranno la tua età. Sono capaci tutti di scrivere le news di oggi.

Ci vuole un certo cervello per offrirvi le news che faranno mettere le mani sulla faccia ai vostri bimbi fra 30 anni, ma offrirvele oggi (vedi pezzo precedente su Agorastrea, anche se in altro ambito). È ciò che sto facendo da due anni, in un paese dove i lettori hanno una visione di 7 cm dal loro naso.

Una siccità senza precedenti nella storia della Siria fu l’innesco della guerra civile là. Orde di disperati fuggirono nel 2006 dalle campagne verso le città perché morivano di fame. Il marasma di povertà, disperazione, orrore governativo di quella bestia umana di Assad, pari solo all’orrore delle bestie umane della “opposizione moderata di Hollywood”, e le tensioni derivanti, è precisamente ciò che oggi vedete come guerra civile in Siria.

Una siccità senza precedenti nella storia… Climate Change.

Sapete cosa poi ci ha portato quella guerra civile, le gigantesche conseguenze sull’Europa, sulle politiche, sull’economia del tuo portafoglio, ci ha portato Trump (in parte), e lo dico a te signor taxista di Novara… (che mai capisce dove sono i veri drammi, ma neppure Barra-Caracciolo ci capisce una mazza, e non fa il taxista).

Eurispes: metà delle famiglie italiane sono indigenti

In Italia indigenti metà delle famiglieAncora sacche di disagio e difficoltà economiche per gli italiani, tanto che quasi la metà delle famiglie non riesce a far quadrare i conti e arrivare a fine mese.

L'impasse emerge dal Rapporto Italia 2017 diffuso oggi dall'Eurispes.

Secondo l'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali, ben il 48,3% delle famiglie non riesce ad arrivare alla fine del mese e il 44,9% per arrivarvi sono costrette a utilizzare i propri risparmi, così solo una famiglia su quattro risparmia.

Le rate del mutuo per la casa sono un problema nel 28,5% dei casi, mentre per il 42,1% di chi è in affitto lo è pagare il canone. Il 25,6% delle famiglie ha inoltre difficoltà a far fronte alle spese mediche.

Molti hanno dovuto mettere in atto strategie anti-crisi come tornare a casa dai genitori (13,8%), farsi aiutare da loro economicamente (32,6%) o nella cura dei figli per non dover pagare nidi privati o baby sitter (23%).

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