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Dieci tecniche per mantenersi calmi

Dieci tecniche per mantenersi calmiNel mondo d'oggi non è sempre facile mantenere la calma, soprattutto in determinate situazioni: durante una discussione, problemi con il partner e via dicendo.

Inoltre un ruolo fondamentale è il tenore della vita moderna, in cui tutti noi dobbiamo confrontarci, con una miriade di problemi, che arrivano in continuazione stressandoci senza sosta.

Mike Fisher, fondatore della British Association for Anger Managment, ha svolto parecchi studi sulla gestione dello stress e sulla rabbia.

Si può dire benissimo che egli sia un esperto in questo ramo.

Di recente Mike ha divulgato alcuni validi consigli, che dovrebbero placare le anime irrequiete.

Si tratta di 10 strategie che aiutano ogni persona a mantenere la calma. Esse sono:

Elaborato uno studio scientifico sul Cubo di Rubik e il Tetris

Cubo di RubikÈ considerato il gioco più venduto al mondo ed è addirittura divenuto oggetto di studio.

È il cubo di Rubik, il celebre rompicapo inventato nel 1974 dal professore di architettura ungherese Erno Rubik per insegnare ai suoi allievi lo studio degli oggetti in 3D.

Il 'cubo magico', come si chiamava originariamente, presenta 9 quadrati che differiscono tra loro per il colore su ognuna delle sue 6 facce. Quando il gioco è risolto, ogni faccia assume un unico colore. “Il cubo di Rubik rappresenta, mediante un oggetto fisico, concetti dell'algebra astratta come la 'teoria dei gruppi'.

I gruppi sono alla base della teoria delle simmetrie ed entrano, per questo motivo, in tante applicazioni, dalla chimica alla fisica teorica”, spiega Roberto Natalini, direttore dell'Istituto di applicazioni del calcolo 'Mauro Picone' (Iac) del Cnr.

Ma perché è così difficile da risolvere?

“Applicando il calcolo combinatorio ai modi di ruotare spigoli e vertici si arriva all'enorme valore di circa 43 miliardi di miliardi di possibili configurazioni.

Ortles: ghiacciaio in movimento dopo 7.000 anni

CNR OrtlesGrazie a una carota di ghiaccio, l’Idpa-Cnr e un team internazionale scoprono l’accelerazione del movimento della parte più profonda del ghiacciaio più elevato dell’Alto Adige, dovuta al riscaldamento atmosferico, per la prima volta dai tempi dell’Uomo del Similaun. Lo studio pubblicato su The Cryosphere

Grazie a uno studio internazionale a cui ha partecipato l’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr), pubblicato su The Cryosphere, è stato rilevato che il ghiaccio più profondo e antico presente sul Monte Ortles (3.905 m, sulle Alpi orientali, a 37 chilometri dal luogo del ritrovamento dell’Uomo del Similaun), ha cominciato a muoversi per la prima volta dai tempi dell’Uomo del Similaun, 7.000 anni fa. Le prime carote di ghiaccio estratte indicano come il ghiacciaio più elevato dell’Alto Adige abbia cominciato una fase di accelerazione del movimento che non avrebbe precedenti nel periodo osservato.

Le prove vengono dagli strati più profondi, datati con la tecnica del carbonio 14, e da misurazioni condotte nel foro di perforazione mediante un inclinometro, strumento in grado di rilevare anche minimi movimenti glaciali. “Queste carote di ghiaccio offrono l’eccezionale opportunità di studiare le caratteristiche dell’atmosfera quando l’Uomo del Similaun viveva in questa regione, in modo da poter conoscere anche l’ambiente ed il clima in cui era immerso”, dichiara Carlo Barbante, direttore dell’Idpa-Cnr di Venezia.

La rapida fusione dei ghiacci è connessa al surriscaldamento globale.

In Europa 68 morti al giorno per batteri resistenti agli antibiotici

Antibiotici“Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici provocano almeno 25 mila decessi all’anno nell'Unione Europea”. La conferma arriva dall'ultimo rapporto curato dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) che ha elaborato i dati provenienti dai 27 Stati membri per l’anno 2015, in merito alla resistenza agli antibiotici dei batteri di Escherichia Coli e Salmonella sia negli umani che negli animali come suini e ovini.

La resistenza agli antibiotici negli animali

E per la prima volta, nell’ambito del monitoraggio annuale a dimensione UE su animali e alimenti, è stata osservata anche la resistenza agli antibiotici carbapenemici, seppur a livelli molto bassi, nei batteri di E.coli rinvenuti in suini e carne di maiale. Un campanello d’allarme da non sottovalutare, però, in quanto i carbapenemi sono di solito l'ultima risorsa terapeutica per i pazienti infettati da batteri resistenti a più di un antibiotico disponibile.

“La resistenza agli antimicrobici è una minaccia allarmante che mette in pericolo la salute umana e animale - ha ribadito Vytenis Andriukaitis, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare - per questo abbiamo messo in campo notevoli sforzi per arrestarne l'aumento, ma ciò non basta. Dobbiamo essere più veloci, più forti e agire su parecchi fronti”.

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