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Dieci tecniche per mantenersi calmi

Dieci tecniche per mantenersi calmiNel mondo d'oggi non è sempre facile mantenere la calma, soprattutto in determinate situazioni: durante una discussione, problemi con il partner e via dicendo.

Inoltre un ruolo fondamentale è il tenore della vita moderna, in cui tutti noi dobbiamo confrontarci, con una miriade di problemi, che arrivano in continuazione stressandoci senza sosta.

Mike Fisher, fondatore della British Association for Anger Managment, ha svolto parecchi studi sulla gestione dello stress e sulla rabbia.

Si può dire benissimo che egli sia un esperto in questo ramo.

Di recente Mike ha divulgato alcuni validi consigli, che dovrebbero placare le anime irrequiete.

Si tratta di 10 strategie che aiutano ogni persona a mantenere la calma. Esse sono:

Entro 5 anni l’Ue non esisterà più. Lo dice Carlo De Benedetti

Entro 5 anni l’Ue non esisterà più. Lo dice Carlo De BenedettiPer farsi un’idea dell’incertezza che aleggia sul destino dell’Unione Europea, basta leggere il “libro bianco” di Jean-Claude Juncker riguardo il futuro dell’Europa. Mercoledì questo documento del presidente della Commissione Europea è stato reso pubblico, e conteneva addirittura cinque possibili scenari per l’evoluzione dell’Ue da qui al 2025: “tirare avanti”, “nient’altro che il mercato unico”, “quelli che vogliono fare di più fanno di più”, “fare meno in maniera più efficiente” e “fare molto di più insieme”.

La vaghezza e genericità del “libro bianco” è comprensibile. Mentre si avvicinano le elezioni in Bulgaria, Francia, Germania e in Repubblica Ceca, non c’è praticamente nessun governo che abbia voglia di seguire le ambiziose iniziative di Juncker.

Tuttavia, i governi si rendono conto che l’Europa sta creando rischi al mondo intero in una maniera che non si era più verificata dalla fine della guerra fredda negli anni 1989-91. Gli strateghi di politica estera a Berlino, Parigi e nelle altre capitali stanno rivedendo le loro posizioni a lungo condivise sull’inevitabilità dell’integrazione europea e la stabilità dell’alleanza Europa-Usa nell’ambito della sicurezza.

L’Europa “a più velocità”, che incoraggia alcuni paesi a integrarsi più velocemente di altri, è tornata di moda.

Anche in America le nuove tecnologie mettono in crisi la coppia

Le nuove tecnologie mettono in crisi la coppiaSPEGNETE NETFLIX! - GLI AMERICANI FANNO MENO SESSO PER COLPA DI SMARTPHONE, SOCIAL E SERIE TV - LO SOSTIENE UNO STUDIO DI “ARCHIVES OF SEXUAL BEHAVIOR” - UN MOTIVO POTREBBE ESSERE, ALMENO PER I TRENTENNI, UN CALO DELLE SOPRAVALUTATE FELICITÀ EROTICHE, MEGLIO UNA BUONA CONNESSIONE

Gli americani fanno meno sesso e i responsabili sarebbero le serie tv e i social. Lo dicono gli studiosi. E se stesse succedendo anche a noi in Italia?

LO STUDIO AMERICANO

Un nuovo studio, pubblicato di recente sulla rivista “Archives of Sexual Behavior”, ha dimostrato il gap generazionale in materia di sesso: nel 1990, gli americani in media facevano sesso da circa 60 a 65 volte l’anno; nel 2014, la frequenza è calata a circa 53 volte l’anno. Perfino i Millennials e i giovani della Generazione Z (noti anche come iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals, cioè la generazione nata dopo i Millennials, tra la seconda metà degli anni ’90 e il 2010) fanno meno sesso rispetto a qualsiasi generazione precedente. Gli over 70 invece ci danno dentro più di tutti.

LIBIDO IN CALO TRA LE COPPIE

Si potrebbe ipotizzare che la diminuzione delle attività sessuali sia legato alla solitudine, al fatto che in tanti non hanno una relazione stabile.

L'impatto sociale dell'apocalisse robotica

RoboticaRobotica e intelligenza artificiale continueranno a progredire – ma senza un vero cambiamento politico, come una tassa, quello che succederà potrà oscillare tra “male e male apocalittico”

I robot devono pagare le tasse?

Può sembrare strano, ma parecchia gente importante recentemente si è fatta questa domanda, per timore, forse, che l’impatto di una crescente automazione, possa richiedere che si introduca una “robot-tax” a tempi brevi.

All’inizio di questo mese, il Parlamento europeo ha preso in considerazione una proposta di Benoît Hamon, del partito socialista francese, candidato presidenziale – spesso assimilato nel suo paese a Bernie Sanders – che ha inserito una robot-tax nel suo programma. Anche Bill Gates recentemente ha appoggiato l’idea.

Le proposte variano, ma condividono una premessa comune. Dato che macchine e algoritmi diventano sempre più intelligenti, presto sostituiranno una fetta sempre più ampia della forza lavoro. Una tassa sui robot potrebbe far aumentare le entrate per riqualificare i lavoratori licenziati, o per fornire loro un reddito di base.

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