Tendenze

Centinaia di migliaia di italiani in fuga

EmigrazioneLe anticipazioni del Dossier 2017 del centro studi Idos. Se ne sono andati diplomati, laureati e dottori di ricerca nel cui percorso di studi lo Stato aveva investito quasi 9 miliardi, e la stima è per difetto. Due su tre non ritornano. Il danno è in parte compensato dai flussi d'ingresso degli immigrati: sono sempre di più quelli con alti livelli di istruzione

In Italia si emigra come negli anni del dopoguerra. Il Centro studi Idos stima che nel 2016 285mila italiani hanno lasciato il loro Paese di nascita. Nel dopoguerra erano 300mila. Ad andarsene sono soprattutto laureati e dottorandi in cerca di migliori condizioni lavorative: i “migranti economici” dell’Italia.

Sono più degli stranieri che sbarcano sulle nostre coste: 181mila nel 2016, 200mila quelli attesi quest’anno. Sono le anticipazioni del Dossier statistico sull’immigrazione 2017, che il centro studi cura insieme alla rivista Confronti. Da cui si deriva anche che questa fuga di cervelli costa al Paese che non riesce a valorizzarli almeno 8,8 miliardi di euro: tanto lo Stato italiano ha speso per la loro formazione, prendendo la parte più bassa della forchetta.

Idos raggiunge la cifra di 285mila attraverso la comparazione di diverse fonti.

Nuove tasse in arrivo in Italia. Iva oltre il 25 per cento

TasseIn queste settimane, l’ex sindaco di firenze e mai rimpianto premier, si muove sottotraccia per far star sereno Gentiloni, alla stessa maniera in cui fece star sereno Letta, ovvero trovare l’incidente diplomatico per far cadere il governo formalmente sostenuto dal partito di cui lui è il segretario ed andare al voto anticipato, possibilmente entro ottobre.

Sorvoliamo sul fatto che il “bomba”, avesse giurato e spergiurato che in caso di sconfitta al referendum costituzionale si sarebbe ritirato dalla vita politica, mentre è ancora qui a sproloquiare di una realtà che esiste solo nella sua mente e chiediamoci come mai, nei fatti, voglia porre fine alla vita di un governo di cui il piddì è azionista di maggioranza.

La risposta è contenuta nelle affermazioni del commissario agli affari economici della Ue, l’oligarca Moscovici: “dall’Italia ci attendiamo uno sforzo sostanzioso nella riduzione del debito pubblico nel 2018”, il che, tradotto dal linguaggio tipicamente mafioso degli esponenti della Ue, significa che il governo italiano dovrà imporre un pizzo molto sostanzioso ai cittadini per placare gli appetiti degli oligarchi di Bruxelles e del capobastone tedesco, che hanno concesso qualche zuccherino negli anni precedenti a Renzi - in cambio di 500.000 africani da stipare in Italia senza farli arrivare nella Ue - e che ora vogliono passare all’incasso spolpando quello che resta del tessuto economico nazionale, imprese e risparmi dei cittadini in primis.

Crisi Italia: nei primi 6 mesi del 2017 sono saltate 6188 imprese

Crisi economicaNel secondo trimestre del 2017 sono state 3.190 le aziende che hanno portato i libri in tribunale (facendo così salire a 6.188 il numero nei primi sei mesi dell'anno). Una cifra che, dopo il picco raggiunto nel 2014 quando i fallimenti erano stati 15.336 (4.190 nel secondo trimestre), è calata costantemente anno su anno. Rispetto al 2016, infatti, le imprese fallite sono diminuite del 15,7%, del 17,8% se si fa il confronto con il 2015, e addirittura del 22,2% se si guarda alla situazione del 2014.

Resta il fatto però che questi numeri sono assolutamente abnormi e segnalano che la crisi economica in Italia sia tutt'altro che finita. Tremilacentonovanta aziende fallite dal 1° di marzo 2017 al 30 giugno 2017 stanno a significare che in Italia falliscono 35 aziende ogni giorno. Un numero drammatico.

A rivelarlo è l'Analisi dei Fallimenti in Italia di Cribis, società del Gruppo Crif, che ha indagato la situazione dei fallimenti delle imprese italiane nel corso del 2017. Complessivamente, nel periodo che va da aprile a giugno sono fallite mediamente poco più di un'impresa ogni ora. Malgrado la costante riduzione dei fallimenti sia un segnale incoraggiante di ripresa del tessuto imprenditoriale italiano, le difficoltà degli anni di crisi non sono quindi affatto alle spalle.

Il confronto con la situazione del 2009, quando gli effetti della crisi economica non erano ancora così violenti, è estremamente critico: rispetto a otto anni fa, quando i fallimenti nel secondo trimestre erano stati solo 2.393, le imprese fallite sono aumentate del 34,7%.

Bloomberg: centinaia di milioni di licenziamenti a causa della robotica

Centinaia di milioni di licenziamenti a causa della robotica“Bloomberg” torna ad affrontare il tema del reddito minimo universale, oggetto di un recente studio dell'Ocse, tramite un editoriale a firma di Yuval Noah Harari. Il progresso della robotica e dell'intelligenza artificiale, esordisce l'autore, produrrà quasi certamente un drammatico stravolgimento dell'economia, del commercio e dell'occupazione a livello globale.

La robotica cancellerà molto probabilmente centinaia di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, e potrebbe creare una vasta "classe non lavoratrice" i cui timori e speranze daranno forma alla storia del XXI secolo.

I modelli sociali ed economici esistenti, ereditati dai secoli scorsi, sono inadeguati a gestire dinamiche di questa entità. Harari cita ad esempio il Socialismo, che assume il lavoro, e dunque la classe lavoratrice, sia vitale per l'economia, e su questa imprescindibilità possa poggiare il proprio peso politico. Con la perdita di valore delle masse lavoratrici e del loro lavoro, questa ideologia rischia di divenire “del tutto irrilevante nell'arco dei prossimi decenni”.

Il reddito minimo universale sta ottenendo crescente attenzione da parte di analisti, economisti e accademici proprio perché ritenuto uno dei possibili modelli atti a far fronte alle future dinamiche socio-economiche.

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