Prevenzione

Sensori wireless per monitorare la nostra salute

Sensori wireless per monitorare la nostra salute

I sensori che abbracciano la pelle tengono traccia degli indicatori di salute e utilizzano un nuovo tipo di RFID per trasmettere i segnali ai ricevitori agganciati agli indumenti.

Ingegneri di Stanford hanno sviluppato un modo per rilevare segnali fisiologici provenienti dalla pelle con sensori che si attaccano come cerotti e trasmettono letture wireless a un ricevitore attaccato agli indumenti. Per dimostrare questa tecnologia indossabile, i ricercatori hanno attaccato i sensori al polso e all'addome per monitorare il polso e la respirazione della persona, rilevando come la sua pelle si rilassava e si contraeva con ogni battito cardiaco o respiro. Allo stesso modo, gli adesivi sui gomiti e sulle ginocchia della persona tracciavano i movimenti del braccio e delle gambe misurando la contrazione o il rilassamento della pelle ogni volta che il muscolo corrispondente si fletteva.

La dottoressa Zhenan Bao, (1) la professoressa di ingegneria chimica il cui laboratorio ha descritto il sistema in un articolo di Nature Electronics, (2) pensa che questa tecnologia indossabile, battezzata con il nome di BodyNet, sarà prima utilizzata in contesti medici come il monitoraggio di pazienti con disturbi del sonno o condizioni cardiache. Il suo laboratorio sta già cercando di sviluppare nuovi adesivi per rilevare il sudore e altre secrezioni per tenere traccia di variabili come la temperatura corporea e lo stress. Il suo obiettivo finale è quello di creare una serie di sensori wireless che si attacchino alla pelle e lavorino in combinazione con abbigliamento intelligente per tracciare in modo più accurato una più ampia varietà di indicatori di salute rispetto agli smartphone o agli orologi che i consumatori utilizzano oggi.

Auto più sicure ma non per le donne

Auto più sicure ma non per le donne

Studio: le nuove auto sono più sicure, ma le donne hanno maggiori probabilità di subire lesioni.

Le auto costruite nell'ultimo decennio hanno dimostrato essere più sicure rispetto ai modelli più vecchi, anche nei tipi più comuni di incidenti come le collisioni frontali. Tuttavia, un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Center for Applied Biomechanics (1) dell'Università della Virginia, dimostra che le donne, che indossano le cinture di sicurezza, hanno significativamente più probabilità di subire lesioni rispetto alle loro controparti maschili.

Le occupanti dotate di cintura hanno il 73% di probabilità in più di essere gravemente ferite in incidenti stradali frontali rispetto ai maschi con cintura (dopo aver controllato la gravità della collisione, l'età dell'occupante, la statura, l'indice di massa corporea e l'anno del modello del veicolo). La differenza di rischio è maggiore per le lesioni alle estremità inferiori, ma si verifica anche con molti altri tipi di lesioni.

Il dottor Jason Forman, uno scienziato del Center for Applied Biomechanics dell'UVA's School of Engineering and Applied Science, ha affermato: “fino a quando non capiremo i fattori biomeccanici fondamentali che contribuiscono ad aumentare il rischio di lesioni per le donne, saremo limitati nella nostra capacità di comprendere a fondo la problematica. Ciò richiederà notevoli sforzi e, a mio avviso, l'amministrazione nazionale per la sicurezza del traffico autostradale non dispone delle risorse necessarie per affrontare questo problema.”

Inoltre, gli occupanti dei veicoli di età pari o superiore a 66 anni continuano a essere particolarmente sensibili alle lesioni toraciche, probabilmente derivanti dall'aumentata fragilità della cassa toracica con l'età avanzata.

Una tecnologia identifica le malattie delle piante

Una tecnologia identifica le malattie delle piante

I ricercatori della North Carolina State University hanno sviluppato una tecnologia portatile che consente agli agricoltori di identificare le malattie delle piante sul campo.

Il dispositivo portatile, che è collegato a uno smartphone, funziona campionando i composti organici volatili presenti nell'aria (COVs) rilasciati dalle piante attraverso le loro foglie.

Il dottor Qingshan Wei, (1) assistente professore di ingegneria chimica, biomolecolare, corrispondente autore di un documento sull'opera scientifica, membro di facoltà del gruppo Emerging Plant Disease e Global Food Security dello stato della North Carolina, spiega: "tutte le piante rilasciano VOCs (Volatile Organic Compounds - Composti Organici Volatili) (2) mentre respirano, ma il tipo e la concentrazione di tali VOCs cambiano quando una pianta è malata. Ogni malattia ha il suo profilo distintivo dei VOCs. Quindi, misurando il tipo e la concentrazione di VOCs rilasciati dalla pianta, è possibile determinare se una pianta è malata e - se è malata - quale malattia ha. Il nostro contributo in questo ambito è la creazione di un dispositivo che può essere collegato a uno smartphone e utilizzato per effettuare rapidamente le misurazioni dei VOCs sul campo.

Le attuali tecniche di identificazione delle malattie si basano su esami molecolari, che richiedono ore per essere eseguiti e, soprattutto, devono essere eseguite in laboratorio. Trasportare un campione in laboratorio, dove il campione potrebbe dover attendere per essere testato, può ritardare l'identificazione della malattia di giorni o settimane.

La professoressa Jean Ristaino, William Neal Reynolds, (3) distinta insegnante di patologia vegetale presso lo stato della North Carolina, coautore dello studio e direttore del cluster, afferma: “la nostra tecnologia aiuterà gli agricoltori a identificare le malattie più rapidamente, in modo che possano limitare la diffusione della patologia e il relativo danno alle colture. Ora siamo pronti per ampliare la tecnologia.”

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