Utilizzare le debolezze altrui con la manipolazione

Non c'è bisogno di subire una manipolazione affinché il nostro cervello ceda di fronte alle emozioni, molto prima che di fronte alla logica e alla riflessione

Siamo spesso vittime di manipolazione. Gli esseri umani sono influenzabili per natura. Come possiamo capire, quindi, se qualcuno ci sta usando?

Immaginiamo la seguente scena: camminiamo nella stazione della metro dopo un’estenuante giornata di lavoro. Desideriamo solo buttarci sul divano e svuotare il frigorifero. Ad un tratto, iniziamo a sentire profumo di crepes. La nostra memoria ci ricorda il loro sapore delizioso, ci piacciono moltissimo. Più avanti, un musicista di strada suona con la chitarra una delle nostre canzoni preferite… gli daremo dei soldi?

Lo psicologo Robert Baron, dell’Istituto Politecnico Renssealer a Troy, New York, ha studiato questo fenomeno insieme alla sua equipe. Secondo i risultati ottenuti, sembra che siamo tre volte più propensi a dare dei soldi, se siamo circondati da odori piacevoli piuttosto che neutri.

Gli esseri umani sono influenzabili per natura. Non abbiamo bisogno di un maestro della manipolazione affinché il nostro cervello ceda di fronte alle emozioni, molto prima che di fronte alla logica e alla riflessione. Come riconoscere, quindi, la manipolazione? Come capire se qualcuno ci sta usando?

Le piccole forme di manipolazione quotidiana

È normale non opporsi ad ogni discorso che soddisfa il nostro ego e ci promette felicità. Molte tecniche riguardanti le relazioni sociali e l’avere successo, utilizzano la persuasione in modo implicito ed esplicito. Per natura, infatti, siamo esseri comunicativi e pieni di emozioni e ovviamente la manipolazione ha un potente effetto su di noi. A volte, ci facciamo convincere anche dagli atteggiamenti e dalle azioni più banali.

Forse cediamo alla richiesta dei nostri figli – che sono degli specialisti a giocare con i nostri sentimenti – di passare più tempo con i videogiochi, anche se riteniamo che non dovrebbero farlo. I bambini ci mettono continuamente alla prova e sono la dimostrazione che la manipolazione e le sue tattiche si sviluppano molto presto.

Nuovo modo per rimuovere l'accumulo di ghiaccio senza energia o sostanze chimiche

Il sistema per rimuovere l'accumulo di ghiaccio è basato su un materiale a tre strati che può essere applicato o addirittura spruzzato sulle superfici da trattare

Sistemi solari passivi possono evitare la formazione di ghiaccio sugli aeroplani e su vari altri tipi di superfici.

Un accumulo di ghiaccio nelle ali degli aerei, nelle linee elettriche, nelle pale delle turbine eoliche può compromettere le prestazioni ma anche cagionare conseguenze ben più gravi. Prevenire questo accumulo richiede di solito sistemi di riscaldamento ad alta intensità energetica o spray chimici dannosi per l'ambiente. Ora, i ricercatori del MIT hanno sviluppato un metodo completamente passivo, basato sull'energia solare, per combattere l'accumulo di ghiaccio.

Il sistema, straordinariamente semplice, è basato su un materiale a tre strati che può essere applicato o addirittura spruzzato sulle superfici da trattare. Raccoglie la radiazione solare, la converte in calore e diffonde quel calore intorno in modo che lo scioglimento non si limiti solo alle aree esposte direttamente alla luce solare. E, una volta applicato, non richiede ulteriori azioni o fonti di alimentazione. Può anche fungere da antigelo notturno, usando l'illuminazione artificiale.

Il nuovo sistema è descritto nella rivista Science Advances in un documento del dottor Kripa Varanasi,(1) professore e ingegnere meccanico del MIT di Boston e dei postdottorati Susmita Dash(2) e Jolet de Ruiter.

Il dottor Kripa Varanasi spiega: "La formazione di ghiaccio è un grosso problema per gli aeromobili, per le turbine eoliche, le linee elettriche, le piattaforme petrolifere offshore e molti altri luoghi. I metodi convenzionali per aggirare il formarsi di ghiaccio sono gli spray antighiaccio o il riscaldamento, ma questi possono provocare dei problemi".

Gli esopianeti potrebbero essere palle d'acqua

I dati trasmessi dal Kepler Space Telescope e dalla missione Gaia indicano che molti degli esopianeti conosciuti potrebbero contenere fino al 50% di acqua

Gli scienziati hanno dimostrato che l'acqua è probabilmente un componente importante degli esopianeti in orbita attorno ad altre stelle che sono da due a quattro volte più grandi della Terra.

Lo studio, che è stato presentato lo scorso mese di agosto alla conferenza Goldschmidt,(1) tenutasi a Boston, avrà implicazioni per la ricerca della vita nella nostra Galassia.

Una nuova valutazione dei dati provenienti dal telescopio spaziale Kepler Space Telescope(2) e dalla missione Gaia indicava che molti degli esopianeti conosciuti potevano contenere fino al 50% di acqua, molto più dello 0,02% di acqua della Terra in peso.

Il dottor Li Zeng,(3) ricercatore capo presso l'Università di Harvard, ha asserito: "È stata una grande sorpresa rendersi conto che ci devono essere così tanti mondi acquatici".

Gli scienziati hanno scoperto che molti dei 4000 esopianeti, confermati o candidati, scoperti finora si dividono in due categorie: quelli con un raggio planetario che si aggira intorno a 1,5 rispetto a quello della Terra, e quelli con una media di circa 2,5 volte il raggio della Terra.

"Abbiamo esaminato come la massa si rapporta al raggio e abbiamo sviluppato un modello che potrebbe spiegare la relazione", ha detto il dottor Li Zeng.

Il modello di Li ha indicato che gli esopianeti con un raggio di circa 1,5 volte il raggio terrestre tendono ad essere pianeti rocciosi, mentre quelli con un raggio di 2,5 volte il raggio terrestre sono probabilmente mondi acquatici.

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