Neurologia

I neuroni dell'intestino interagiscono con quelli del cervello

I neuroni dell'intestino interagiscono con quelli del cervelloPotremmo quasi affermare che il modo di dire “prendere una decisione di pancia” non sia del tutto sbagliato.

Vi è infatti un fondo di verità: l'intestino è il nostro secondo cervello, composto da oltre cento milioni di neuroni in dialogo continuo con quelli nella testa.

Le cellule nervose nell’addome producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore della felicità, che poi agisce sul cervello: “Se si mangia un cibo gustoso la produzione aumenta e ci sentiamo meglio” spiega Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia, che spiega anche come “un’infiammazione dell’intestino distrugge la serotonina, e se al cervello ne arriva meno stiamo male, fino alla depressione”.

La relazione fra i due cervelli è molto stretta e a due direzioni, così per esempio lo stress si ripercuote sulla salute gastrointestinale.

Un’indagine di Assosalute (assosalute.info) ha dimostrato che nel 78% degli uomini e nell’88% delle donne preoccupazioni e ansia hanno causato problemi a stomaco e intestino.

“In questi casi gonfiore, dolori, difficoltà digestive si manifestano soprattutto di giorno.

Rallenta la ricerca su Alzheimer e Parkinson

RicercaCome riportato dal Wall Street Journal, la multinazionale farmaceutica Pfizer ha annunciato a inizio gennaio che interromperà la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci nel settore neuroscienze, inclusi gli studi per contrastare Alzheimer e Parkinson.

Questo fatto, oltre a portare a 300 licenziamenti di ricercatori, è una cattiva notizia per tutti i pazienti e le famiglie di pazienti affetti da malattie neurodegenerative.

L’Alzheimer rappresenta oggi tra il 50 e l’80 percento delle forme di demenza e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età media della popolazione, in quanto colpisce in genere persone tra i 70 e gli 80 anni di età. La malattia provoca alterazioni della memoria e dell’orientamento, limitazione della concentrazione e della capacità di organizzazione, cambiamenti della personalità e della parola. Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa a evoluzione lenta e progressiva che si manifesta intaccando il movimento e l’equilibrio.

Nonostante la brutta notizia che arriva dagli Stati Uniti, le ricerche vengono portate avanti da altre case farmaceutiche in tutto il mondo e i risultati di queste sperimentazioni verranno resi noti a partire dalla fine di quest’anno.

Gli smartphone disturbano il sonno e riducono le ore di riposo dei bambini

Smartphone - bambiniChe gli stimoli elettronici compromettessero il sonno era noto. Ma ora una ricerca definisce i livelli di stress. E fissa le regole per evitare problemi

Se siete tra quei genitori che ogni sera sono pronti a lanciarsi in lunga lotta pur di togliere il tablet dalle mani dei vostri figli, sappiate che la scienza è dalla vostra parte. Lo schermo di smartphone e tablet disturbano il sonno e riducono le ore di riposo.

La notizia non è nuova, ma il nuovo studio condotto dall’università del Colorado-Boulder(1) pubblicata sulla rivista Pediatrics va oltre e fissa alcune regole utili. In particolare, di 454 adolescenti presi in esame il 60% va a letto con il cellulare e il 45% lo usa come sveglia. Supera invece il 90% la percentuale di bambini e ragazzi tra i 5 e i 17 anni, oggetto di studio che vanno a letto più tardi e che dormono poco e male”.

Ma perché?

Tre sono le principali cause secondo i ricercatori:

Vaccini: l'istituto MDPI di Basilea conferma un legame tra autismo e alluminio

VacciniRiassunto:

L’autismo è una condizione caratterizzata da ridotta capacità cognitive e sociali, associato a compromissione della funzione immunitaria.

L’incidenza è in aumento in modo allarmante, e fattori ambientali sono sempre più sospettati di avere un ruolo.

Questo lavoro analizza modelli di frequenza di parole nel sistema database Vaccine Adverse Events USA System CDC (VAERS).

I nostri risultati forniscono una forte evidenza a sostegno di un legame tra autismo e alluminio nei vaccini.

Una revisione della letteratura che mostra tossicità di alluminio in fisiologia umana offre un ulteriore sostegno.

La segnalazione di autismo in VAERS è aumentata costantemente alla fine del secolo scorso, durante il periodo in cui l’utilizzo del mercurio era in fase di esaurimento, mentre l’adiuvante carico in alluminio veniva aumentato.

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