Neurologia

Funzione cognitiva più efficace con muscoli più forti

Funzione cognitiva più efficace con muscoli più fortiL'aumento della forza muscolare attraverso la formazione di resistenza migliora la funzione cognitiva e può impedire la demenza.

In Australia, uno studio dell’Università di Sydney ha collegato una migliore funzione cognitiva con muscoli più forti usando un regime costante di esercizi di sollevamento pesi. Pubblicato sul Journal of American Geriatrics, lo studio ha utilizzato un sistema noto come SMART (Study of Mentally and Resistance Training).

Una prova è stata effettuata su un gruppo di pazienti di età compresa tra 55 e 68 anni, affetti da MCI (lieve compromissione cognitiva). Questa condizione non è altrettanto grave quanto la demenza piena, poiché le persone colpite hanno lievi sintomi cognitivi che non sono abbastanza gravi per renderli inattivi nella normale vita quotidiana.

Le persone che hanno MCI, tuttavia, sono ad alto rischio di sviluppare demenza o Alzheimer: l'80% sviluppa la malattia di Alzheimer entro 6 anni. Il World Alzheimer Report 2016 ha riferito che 47 milioni di persone a livello mondiale sono affette da malattie legate alla demenza, con un aumento previsto di tre volte entro il 2050.

Lo scopo dello studio era quello di misurare gli effetti delle diverse attività fisiche e mentali sul cervello umano. I ricercatori hanno esaminato 100 persone affette da MCI. Sono state divise in quattro gruppi e sono state assegnate loro le attività come segue:

Il trattamento del canale radicolare è la causa di molte malattie croniche

Dentista Hai una malattia cronica degenerativa? Se così fosse, ti è stato mai detto: “È tutto nella tua testa?” Beh, la verità potrebbe non essere poi così lontana… Questo perché la causa principale della tua malattia potrebbe venire dalla BOCCA.

C’è una “comune” procedura dentale che secondo il parere dei dentisti è completamente sicura e non invasiva, ma che al contrario gli scienziati ne conoscono i seri pericoli da oltre 100 anni e stanno cercando in ogni modo di metterci in guardia da essa. Ogni giorno solo gli Stati Uniti eseguono su oltre 41.000 persone questa procedura odontoiatrica e i pazienti sono convinti di risolvere definitivamente e in modo sicuro il loro problema.

Qual’è e in che cosa consiste questa procedura dentale?

Il trattamento del canale radicolare. Ogni anno solo in America, vengono eseguiti più di 25 milioni di trattamenti del canale radicolare. I denti sottoposti al trattamento del canale radicolare sono essenzialmente denti “morti”, in grado di diventare veri e propri incubatori per i batteri anaerobi altamente tossici che possono, in determinate condizioni, farsi strada nel flusso sanguigno ed essere la causa di serie patologie mediche, che non si manifesteranno prima di una decina d’anni.

Secondo Harward facebook, se usato male, altera la salute mentale

facebook dipendenteFacebook fa male alla salute mentale delle persone.

E più lo si usa, più la situazione peggiora. Lo dice uno studio di due ricercatori americani, Holly Shakya e Nicholas Christakis, pubblicato sulla rivista scientifica Harvard Business Review, che hanno messo a confronto il comportamento di un gruppo di individui quando si relazionano con altre persone tramite Facebook e quando lo fanno nella vita reale.

In particolare, è stato chiesto a ogni intervistato di indicare fino a quattro amici con cui ha discusso questioni importanti e fino a quattro amici con cui ha passato del tempo libero.

Il potere benefico delle relazioni reali

La ricerca è stata condotta su 5.208 adulti: ne sono state analizzate le attività compiute su Facebook nell’arco di due anni e le risposte a un questionario sulle loro relazioni sociali. Lo studio è stato condotto su diversi aspetti psicosomatici, quali la soddisfazione, il benessere mentale, il benessere fisico, e la massa corporea.

Un mondo con 300 milioni di persone depresse

DepressionePiù di 300 milioni di persone al mondo soffrono di depressione. Sono le stime più aggiornate che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha diffuso in vista della Giornata Mondiale della Salute che quest’anno è dedicata proprio alla depressione.

Secondo Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, “questi numeri sono una sveglia perché tutti i Paesi rivedano il proprio approccio alla salute psicologica e questa venga trattata con l’attenzione necessaria”. Troppo spesso, però, la paura dello stigma sociale e i pregiudizi spaventano chi ne soffre, rendendo più difficile la richiesta d’aiuto. Per questo motivo la campagna dell’Oms si intitola “Depression: Let’s Talk” (“depressione: parliamone”).

Ulteriore elemento di preoccupazione per l’Oms è l’accesso alle cure. In molti Paesi non esiste, o è molto limitato, il sistema di sostegno per le persone che hanno problemi di salute psicologica. Perfino nei Paesi più ricchi, circa il 50% delle persone che soffrono di depressione non vengono curate e, mediamente, solo il 3% della spesa sanitaria pubblica è investita in questo settore. Uno sforzo troppo ridotto se, come dice l’Oms, il disturbo depressivo maggiore, il caso più grave, è la quarta causa di disabilità a livello globale.

La situazione italiana

I dati del sistema di sorveglianza della salute pubblica Passi, gestito dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dicono che gli italiani che presentano sintomi legati alla depressione sono il 6,2% della popolazione.

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