Come il cervello apprende le lingue

La predisposizione nei confronti dell'apprendimento delle lingue dipende dalla struttura del cervello. È coinvolto l'emisfero dominante sinistro

Sono stati fatti molti studi per capire come mai il cervello di alcune persone apprende più facilmente le lingue mentre altri faticano.

Sembra che nel mondo vi siano più di 6.000 lingue. Nel XIX secolo Paul Broca fu il primo a sostenere l'esistenza di un'asimmetria funzionale tra gli emisferi cerebrali dell'uomo e a ritenere che, nella maggioranza degli individui, l'emisfero sinistro presiede alla facoltà del linguaggio articolato.

Seguirono altre ricerche, utilizzando soprattutto l'osservazione di pazienti affetti da lesioni di uno o dell'altro emisfero cerebrale. Inoltre si sa che L'abilità di comprendere il linguaggio è una caratteristica della nostra specie. Le aree specifiche del linguaggio sono situate nell'emisfero dominante (sinistro) e comprendono:

l'area corticale anteriore di Broca

l'area corticale posteriore di Wernicke

l'area corticale superiore

Tuttavia, all'elaborazione del linguaggio partecipano anche altre aree come le aree associative parietali di sinistra. Le ricerche hanno evidenziato che in genere la lingua madre ha una rappresentazione corticale più centrale nell'emisfero dominante sinistro, mentre le altre lingue hanno una rappresentazione corticale più estesa rispetto alla prima lingua.

Sindrome della angoscia collettiva

Stati di angoscia, disfunzioni psichiche e ritardi cognitivi conseguenti alla persistenza contemporanea del DUALISMO CARTESIANO tra PENSIERO E MATERIA

Contributi per il superamento di stati di angoscia collettiva: disfunzioni psichiche e ritardi cognitivi conseguenti alla persistenza contemporanea del DUALISMO CARTESIANO tra PENSIERO E MATERIA

Note di EPISTEMOLOGIA in PSICOLOGIA: Nel XVII secolo in corrispondenza alle trasformazioni economico-politiche, della nascita della società industriale, anche la cultura più propria della società nobiliare e contadina, subì profondi mutamenti concettuali di cui il pensiero di René Descartes, detto Cartesio, nato a Le Haye (Francia) nel 1596 ed educato dai Gesuiti nel collegio di La Flèche, rappresento una delle pietre miliari fondamentali del nuovo modo di organizzare la conoscenza.

Il progressivo smantellamento delle concezioni di Cartesio iniziò già con il G.W. Leibniz (Lipsia 1646 - Hannover 1716) nell'ambito della sua concezione delle “monadi”, dove ogni monade è specchio di tutte le altre, ma non semplice riflettore, perché il suo comunicare è interattivo similmente a come può essere rappresentato oggi l'individuo libero da angosce cognitive, davanti ad un monitor in rete la dove lo «spazio» ed il «tempo» si applicano, non a misure, ma piuttosto a definire la interattività di un sistema relazionale tale che tutto stia in armonia attiva con tutto.

Nel mondo contemporaneo alle soglie del terzo millennio il lavoro di demolizione delle concezioni cartesiane non è stato ancora completato per quanto la “Brain Imagin” sulle attività cerebrali tramite tecniche di Risonanza Magnetica e la capacità di elaborare informazione della Artificial Intelligence stiano tecnologicamente avanzando, senza per altro che sul piano teorico si sia aver ancora attuata la completa costruzione di un nuovo paradigma capace di dare spiegazione non più semplicemente dualistica tra interiorità soggettiva (mentale) ed ambiente oggettivo (reale) del raffigurarsi della elaborazione cognitiva della mente.

I mirtilli hanno proprietà curative e antiossidanti

I mirtilli hanno proprietà curative e antiossidanti

Il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) è un piccolo arbusto alto circa 50 cm. che appartiene alla famiglia delle Ericacee, presenta foglie di forma ovale con lati seghettati.

Cresce soprattutto nelle zone montane e nei boschi, allo stato selvatico è presente sia sulle Alpi che sugli Appennini, fiorisce a primavera. Le sue piccole bacche possono essere blu, nere o rosse.

Tra i frutti di bosco più apprezzati, il mirtillo ha proprietà curative e funzione antiossidante. È utilizzato nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, per migliorare la circolazione sanguigna e per rallentare i processi di invecchiamento. Pertanto è una bacca gustosa come alimento fresco e usato per gelatine e marmellate, ma molto interessante anche dal punto di vista della medicina naturale.

Vari sono gli impieghi del mirtillo e delle sue foglie usate per tisane ed infusi.

Vediamone ora le sue proprietà terapeutiche:

Esso è considerato un toccasana per molte problematiche legate al sistema cardiovascolare. Ricco di antocianosidi, che conferiscono al mirtillo la sua colorazione bluastra, esso svolge azione antiemorragica, protegge il microcircolo capillare, aiuta nella insufficienza venosa, rafforza il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni migliorandone il tono, aiuta nella fragilità e permeabilità capillare dell’occhio. I flavonoidi nei mirtilli diminuiscono la probabilità di sviluppare la formazione di placche nelle arterie, aterosclerosi, che possono dare origine ad episodi di infarto e ictus.

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