Sanità italiana: al sud si vivono 4 anni meno rispetto al nord

Sala ecografiaUna volta si diceva che coloro che nascevano in Sud Italia vivevano più a lungo, ma non è più così.

Le cose si sono capovolte: in questi tempi chi nasce al Nord vive quattro anni in più. I dati medici delle patologie tumorali parlano chiaro: l'evoluzione delle patologie sono in costante incremento al Nord Italia, ma al Sud Italia coloro che si ammalano guariscono di meno.

Su scala nazionale si stima che lo scorso anno (2017) i nuovi casi oncologici sono stati 369mila, decisamente in aumento.

Per combattere il tumore è fondamentale la prevenzione. Il rapporto dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) sostiene che certi tipi di tumore, melanoma ed esofago, si manifestano più al Nord che al Sud e nelle isole. Purtroppo al Sud manca la cultura della prevenzione. Per fare un esempio: in Emilia Romagna lo screening alla mammella viene richiesto dal 76 per cento dei pazienti, mentre in Campania solo dal 22 per cento dei pazienti.

Con questi sconfortanti dati il meridione d'Italia si piazza, su scala europea, all'ultimo posto tra gli indicatori di aspettativa di vita. I dati parlano di una differenza di ben 8 anni in termini di vita rispetto agli altri paesi europei. La peggiore area in assoluto, dove lo screening non viene preso in considerazione, è Napoli e il il suo hinterland.

Molte carceri italiane sono come dei lager

Carceri italianeAricolo pubblicato il 15 aprile 2016. La situazione rimane immutata.

In carcere si continua a morire. Troppi suicidi, troppe ombre su alcuni casi di violenza. E l’apparato continua a costare troppo visti i risultati.

In una parola, il sistema non funziona.

È questo, in estrema sintesi, il quadro (pessimo) che emerge dall’ultimo rapporto della sempre puntuale “Antigone”, l’associazione presieduta da Patrizio Gonnella che monitora tutto quello che avviene nel mondo carcerario.

SOVRAFFOLLAMENTO – E il monitoraggio ha dato i suoi frutti. Partiamo dal sovraffollamento. Al 31 marzo 2016 i detenuti erano 53.495 per 49.545 posti. Insomma, almeno 3.950 persone sono prive al momento di posto letto regolamentare.

La conseguenza è che il tasso di sovraffollamento (numero di detenuti rispetto al numero di posti letto regolamentari) è del 108%. Un tasso spaventoso, dunque. Soprattutto se confrontato con gli altri Paesi: in Germani è dell’81%, in Spagna è dell’85%. Solo il Belgio fa “peggio” di noi raggiungendo quota 118%.

Ma entriamo più nel dettaglio. Antigone, infatti, ha elaborato una classifica anche dei 5 istituti più sovraffollati. E anche qui i dati sono impressionanti. Per dirne una: a Latina si tocca quota 192%. E per quanto riguarda le Regioni? La maglia nera va alla Lombardia: 130%.

Tutte le malattie nascono dallo squilibrio delle emozioni

EmozioniLa Medicina Tradizionale Cinese considera che tutte le malattie e le sofferenze fisiche di origine interna nascono dallo squilibrio delle emozioni.

Il Taoismo, la cui filosofia è alla base dell’energetica cinese, individua cinque emozioni primarie collegandole ai principali organi interni: la gioia al Cuore, la collera al Fegato, la paura al Rene, la tristezza al Polmone, il pensiero ansioso alla Milza.

Questa classificazione non è arbitraria, le emozioni si manifestano nel corpo in maniera fisiologica essendo necessarie alla vita e all’equilibrio degli organi stessi, ma possono manifestarsi in maniera patologica creando degli squilibri:

  • il Cuore si apre in un clima gioioso, ma la troppa gioia fa palpitare il Cuore e sconvolge il plesso solare;
  • la collera può essere una valvola di sicurezza per salvaguardare l’integrità del Fegato, ma la rabbia in eccesso lo danneggia;
  • la paura ci stimola ad agire con prudenza conservando l’energia nei Reni, ma se sproporzionata e irragionevole provoca una perdita di liquidi e di energia essenziale;
  • la tristezza favorisce l’interiorizzazione e la sensibilità percettiva utili al Polmone, ma l’eccesso o la mancanza di pianto blocca il petto e intasa le vie respiratorie;
  • la riflessione è necessaria alla Milza per dare forma ai pensieri, ma l’eccesso di preoccupazione provoca disturbi allo stomaco.

La storia delle foreste islandesi abbattute dai Vichinghi

IslandaCome trovare l’uscita da una foresta islandese? Basta alzarsi in piedi. È la vecchia battuta sulle minuscole foreste del paese, che infatti ricoprono appena il 2 per cento della sua superficie nazionale.

Ma non è sempre stato così. Quando i primi vichinghi sbarcarono sull’isola la trovarono coperta di foreste. Secondo un'antica prime saga, “a quel tempo, l'Islanda era coperta di boschi, tra le montagne e la riva”.

Ma i vichinghi cominciarono prontamente ad abbattere le foreste per fabbricare navi, e a dissodare il suolo per farne campi e pascoli. “Così hanno eliminato il pilastro dall'ecosistema”, spiega al New York Times Gudmundur Halldorsson, ricercatore del Soil Conservation Service island.

E non basta. I vichinghi hanno anche importato pecore nell’isola, che hanno impedito la ricrescita degli alberi “Il pascolo ovino ha impedito la rigenerazione delle betulle dopo il taglio e l'area boschiva ha continuato a ritirarsi”, spiega il Servizio forestale islandese. In passato la scomparsa delle foreste è stata imputata a una specie di la piccola era glaciale, o alle eruzioni vulcaniche, ma la più recente ricerca ha individuato il vero responsabile: l’uomo.

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