Entro il 2090 le Alpi centrali saranno senza ghiacciai

Alpi, cambiamenti climaticiA causa dei cambiamenti climatici il 90% dei ghiacciai nelle Alpi della Svizzera centrale si scioglieranno entro il 2090. Lo rivela uno studio dell'Università di Friburgo, reso noto oggi dall'ufficio per la protezione dell'ambiente del canton Uri.

La preoccupante analisi della situazione, realizzata su incarico della commissione di sorveglianza del Lago dei Quattro Cantoni, si basa anche sul dettagliato inventario dei ghiacciai, che comprende misurazioni iniziate nel 1850.

Gli scienziati hanno esaminato il futuro dei ghiacciai presupponendo che le temperature entro la fine del secolo aumenteranno di quattro gradi Celsius.

Secondo i dati, nel bacino imbrifero della Reuss tra il 1973 e il 2010 è scomparsa una superficie vicina ai 15 chilometri quadrati di nevi perenni e un volume di 1,4 chilometri cubi di ghiaccio.

Nel 2010 l'area ancora ricoperta dalla massa di ghiaccio si estendeva per circa 60 chilometri quadrati, l'equivalente di metà Lago dei Quattro Cantoni, sottolinea un comunicato odierno dell'ufficio urano.

Domani al Senato si vota per la sorveglianza di massa sul web - Fulvio Sarzana

Fulvio SarzanaDomani, in silenzio, il Senato approverà un emendamento già passato alla Camera, del senatore PD Davide Baruffi, che permetterà agli internet service provider, su mandato dell'AgCom e saltando la magistratura (contravvenendo perfino alla UE) di controllare costantemente tutto il vostro traffico (e di conservarlo per sei anni), al fine di impedire la condivisione di contenuti non autorizzati.

È sorveglianza di massa, di nome e di fatto.

E manca poco.

L'unica cosa che può tentare di impedirlo è invitare tutti i senatori a riflettere su quello che stanno facendo, e diffondere queste informazioni a più persone possibili, in modo da mobilitare l'opinione pubblica. L'intervista a Fulvio Sarzana, che per primo ha denunciato sul Fatto Quotidiano.

Questo canale, in dieci anni, ha fatto la storia dell'informazione libera in Italia.

Gli italiani sono costretti a dire sempre si

Italiani schiaviChi sono gli “schiavi” del lavoro in questa nuova Società “flessibile”?

Sin dagli anni ’80 e ’90, con lo sviluppo tecnologico, i mercati di consumo hanno cominciato ad essere saturi, cioè l’industria aveva capacità produttiva in eccesso. Avere capacità produttiva in eccesso significa che il capitale investito non rende o rende poco, cioè il rendimento è basso facendo sì che l’industria veda diminuita la sua rendita.

Un primo problema è che i proprietari di queste imprese, gli azionisti, chiedono rendimenti sempre più alti. Cosa succede allora? Con i bassi profitti, che non possono salire per il fatto che si produce troppo e si vende poco, la classe dirigente delle imprese, che devono accontentare gli investitori, che altro non sono che i proprietari delle imprese stesse, hanno puntato a comprimere il costo del lavoro.

Le imprese, spremute dagli azionisti e dagli investitori, cercano di comprimere i costi del lavoro per inseguire rendimenti elevati, assurdi dal punto di vista industriale ma tipici della speculazione.

I risultati sono: compressione dei salari, intensificazione dei ritmi, emarginazione dei sindacati e aumento del precariato.

Putin ammoderna la marina militare

Vladimi Putin - flotta navale russaUna nuova marina militare, capace di neutralizzare la minaccia Usa rappresentata dal “Prompt Global Strike”, sistema d’arma convenzionale (in fase di sviluppo) in grado di mettere Washington nella possibilità di colpire obiettivi in tutto il mondo in meno di un’ora, con precisione micidiale, attraverso asset ipersonici rivolti contro la deterrenza nucleare russa.

La risposta di Mosca: sviluppare la flotta con potenti navi leggere per avvicinare i missili all’attaccante e scoraggiare il “Prompt Global Strike”, pensando innanzitutto a proteggere le coste da cui dipende la sicurezza russa.

L’altro grande obiettivo strategico del futuro è l’Artico, sul quale la marina della Russia – la seconda forza navale più potente al mondo – è in netto vantaggio. Questa l’analisi che, sul “Giornale”, Franco Iacch propone, presentando i nuovi piani che la marina russa ha presentato a Putin. Punto di forza, il nuovissimo “vettore portaerei leggero” classe Shtorm, a propulsione nucleare, capace di trasportare 40 velivoli. Le nuove mini-portaerei si affiancheranno alla gigantesca Admiral Kuznetsov, risalente agli anni ‘80, tuttora l’unica portaerei al mondo in grado di operare nell’Artico, oggi destinata a tre anni di cantiere per ammodernamenti, dopo le 420 missioni compiute in Siria, centrando oltre 1.250 obiettivi dell’Isis.

La Russia sta perfezionando una nuova “dottrina strategica” per le sue forze navali.

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