La Cina ha progettato la prima nave di ricerca rompighiaccio

La Cina ha progettato la sua prima nave rompighiaccio scientifica equipaggiata con rilevatori oceanografici e di monitoraggio

Con una velocità massima di 27,8 chilometri all'ora il rompighiaccio può affrontare spedizioni di una durata di 60 giorni e ospitare fino a 90 persone tra equipaggio e ricercatori.

La Cina ha presentato la sua prima nave rompighiaccio di ricerca. Secondo quanto divulgato alla stampa locale, il suo costruttore prevede di metterla ufficialmente in servizio nella prima metà del 2019.

Il quotidiano ufficiale China Daily ha divulgato(1) che la cerimonia del varo della nave chiamata "Xuelong 2", costruita dalla società China State Shipbuilding Corp,(2) si terrà nella città di Shanghai.

Dopo la cerimonia, la nave effettuerà test di ormeggio, verranno installate attrezzature aggiuntive e, se tutto andrà secondo i piani, inizierà a funzionare normalmente nella prima metà del 2019. Questa nave di ricerca permetterà alla Cina un importante ampliamento delle capacità di ricerca scientifica nei poli e un aumento delle spedizioni a scopo di ricerca.

“Xuelong 2”, la cui data di inizio della costruzione risale al mese di dicembre 2016, misura 122,5 metri di lunghezza, 22,3 metri di larghezza e pesa 13.990 tonnellate. Con una velocità massima di 15 nodi (27,8 chilometri all'ora) questo rompighiaccio può navigare in spedizioni che durano fino a 60 giorni e può ospitare, tra membri dell'equipaggio e ricercatori, un massimo di 90 persone.

Il nuovo rompighiaccio cinese sarà equipaggiato con una avanzata impiantistica oceanografica e apparecchiature di monitoraggio, che consentiranno agli esperti di condurre ricerche sulla copertura polare del ghiaccio, sulle condizioni atmosferiche e ambientali e condurre studi sui terreni marini e sulle risorse biologiche.

La stampa 4D sarà la prossima rivoluzione tecnologica

La stampa 4D e si basa sulla stampa di nuovi materiali chiamati intelligenti, cioè sottoposti a un cambiamento strutturale controllato da uno stimolo esterno

Con la stampa 3D sono stati fatti progressi nel settore industriale, nella ricerca dai prototipi industriali, nei biomateriali degradabili utilizzati nella medicina rigenerativa. Quello che segue è il 4D: trasformare questi materiali affinché possano muoversi o mutare di fronte a stimoli esterni.

Humberto Palza Cordero,(1) ingegnere dei materiali presso l'Università del Cile,(2) asserisce che la recente capacità di creare o costruire oggetti, strato per strato, e da un modello di calcolo virtuale, noto anche come stampa 3D, ha tutte le potenzialità per rivoluzionare il nostro mondo in aspetti che vanno ben oltre la tecnologia. Questa tecnologia ha prodotto significativi cambiamenti nei modelli di business, nella logistica di produzione e nella catena di approvvigionamento, così che oggi è un pilastro fondamentale in quella che è stata definita la terza rivoluzione industriale. Ciò che accadrà in futuro, in termini geopolitici, economici, sociali, demografici e ambientali, sarà equivalente alle precedenti rivoluzioni riconducibili al motore a vapore o ai processi di industrializzazione del primo Novecento.

Sembra storia, ma solo un decennio fa l'unico modo per generare un prototipo di qualsiasi prodotto era quello di processarlo in macchine o attrezzature industriali tradizionali ad un costo molto alto. Oggi, con una semplice progettazione assistita da computer, è possibile stampare qualsiasi prototipo, accelerando le innovazioni e le iniziative in molteplici ambiti. La stampa 3D è già ampiamente utilizzata dall'industria tradizionale per la produzione di pezzi di ricambio e parti nuove per aerei, treni e automobili. La stampa 3D è l'applicazione più efficacie in sostituzione ai processi di produzione tradizionali.

Tuttavia, il grande impatto della stampa 3D verrà con l'introduzione di nuovi prodotti e tecnologie. Forse uno degli esempi più interessanti in questo contesto è l'uso della stampa 3D nella medicina rigenerativa. Un requisito fondamentale nell'uso delle cellule staminali per trattamenti avanzati di rigenerazione dei tessuti è la costruzione di un'impalcatura tridimensionale che fornisce supporto alle cellule. Questo si basa sul fatto che le nostre cellule si trovano naturalmente nei tessuti che formano strutture 3D.

Scoperti i geni che regolano la comparsa di tumori nella sclerosi sistemica

La sclerodermia è una rara malattia autoimmune sistemica che può essere caratterizzata da un aumento della frequenza di alcuni tipi di tumori

Una ricerca dimostra che nella Sclerosi sistemica, sclerodermia, alcune molecole regolatrici del nostro genoma, microRna, possono controllare lo sviluppo di tumori

Ricercatori dell’università di Verona guidati da Claudio Lunardi, docente di Medicina interna, e dell’università di Genova coordinati dalla dottoressa Marzia Dolcino e da Antonio Puccetti, docente del dipartimento di Medicina sperimentale, hanno pubblicato sulla rivista “Frontiers in Immunology” i risultati di una ricerca che dimostra che nella Sclerosi sistemica, sclerodermia, alcune molecole regolatrici del nostro genoma, microRna, possono controllare lo sviluppo di tumori quali, ad esempio, le neoplasie mammarie, polmonari ed ematologiche.

La ricerca

La sclerosi sistemica, Ssc è una rara malattia autoimmune sistemica che può essere caratterizzata da un aumento della frequenza di alcuni tipi di neoplasie, in particolare neoplasie mammarie, polmonari ed ematologiche. La ragione di questa associazione era ancora sconosciuta. “Nella nostra ricerca – ha spiegato Puccetti – abbiamo voluto indagare se particolari fattori genetici possano giocare un ruolo nel favorire lo sviluppo di tumori nei pazienti con Ssc. Attraverso un’approfondita analisi genetica condotta su 540 mila geni umani abbiamo dimostrato che le varie categorie di geni legati allo sviluppo della SSc (ad esempio geni che controllano le lesione delle cellule endoteliali dei vasi, lo sviluppo della fibrosi cutanea e degli organi interni, la risposta autoimmunitaria e infiammatoria) comprendono anche geni che partecipano allo sviluppo di tumori o che sono coinvolti nei processi di carcinogenesi”.

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