Archeologia

Scoperto in Antartide il cugino dei dinosauri

Questo nuovo animale preistorico, che assomiglia a una lucertola, era un archosauro un parente dei coccodrilli e dei dinosauri

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo membro della famiglia dei dinosauri, un rettile dalle dimensioni di un iguana.

L'Antartide non fu sempre una terra ghiacciata. 250 milioni di anni fa, era coperta da foreste e fiumi e la temperatura raramente scendeva sotto lo zero. Questo continente è stato anche dimora di diversi animali selvatici, compresi i primi parenti dei dinosauri. Gli scienziati hanno appena scoperto un nuovo membro di quella famiglia, un rettile dalle dimensioni di un iguana il cui nome significa “re antartico”.

Il dottor Brandon Peecook, (1) un ricercatore del Field Museum e autore principale di un articolo sul Journal of Vertebrate Paleontology che descrive la nuova specie, (2) spiega: “Questo nuovo animale preistorico, che abbiamo scoperto, era un archosauro (archosaur), un parente dei coccodrilli e dei dinosauri. Assomiglia un po' a una lucertola, ma evolutivamente è uno dei primi membri di quel grande gruppo. La sua scoperta offre nuovi indizi su come i dinosauri e i loro parenti più stretti si sono evoluti e diffusi.”

Lo scheletro fossile è incompleto, ma i paleontologi riescono abbastanza bene a destreggiarsi nella sua analisi e studio. Questo fossile è chiamato Antarctanax shackletoni (la prima parola significa “re antartico”, mentre l'altra parola si ispira all'operatore polare Ernest Shackleton). Basandosi sulle sue somiglianze con altri animali fossili, il dottor Brandon Peecook e i suoi coautori (Roger Smith dell'Università di Witwatersrand e collaboratore dell'Iziko South African Museum e Christian Sidor del Burke Museum e dell'University of Washington) sono convinti che l'Antarctanax era un carnivoro cacciatore di insetti parente degli anfibi e dei rettili.

I codici segreti dei quipus

Nei quipus le fibre, i colori e il modo complesso di legare ogni nodo nascondono un sofisticato sistema che codifica storie e i miti e altre narrazioni

Per secoli, l'Impero Inca usò i quipus, uno strumento intrecciato con nodi, per compiti aritmetici come il conteggio dei tributi, il calcolo delle provviste e per i censimenti. Ma una nuova ricerca rivela che questo dispositivo sarebbe qualcosa di più di un abaco andino: nelle sue fibre si nascondono narrazioni di miti, battaglie e canzoni.

A metà 2015, La dottoressa Sabine Hyland(1) e suo marito sono saliti su un minivan a Lima e sono partiti per la remota città andina di San Juan de Collata. Dopo aver percorso tortuose strade peruviane, arrivarono in un villaggio che non aveva né acqua potabile né sistema fognario e dove poche case potevano permettersi la luce elettrica. Uscendo dal veicolo, l'antropologa e il suo compagno si sono presentati ai leader locali e hanno chiesto il permesso di svolgere una missione degna di Indiana Jones: studiare due tesori che la gente aveva gelosamente protetto di generazione in generazione e che nessun estraneo aveva mai visto.

Dopo ore di negoziazioni, Huber Brañes Mateo - pastore e guardiano dei tesori della comunità - ha esibito una scatola di legno che teneva in un sotterraneo della chiesa locale. Dentro c'erano due quipus, strumenti fatti con corde e nodi che l'impero Inca usava per tutti i tipi di compiti di conteggio, come il calcolo delle tasse al censimento, ai suoi 10 milioni di cittadini. Ma secondo gli abitanti di San Juan de Collata, i loro quipus erano più che semplici abachi. Secondo questa comunità, dove si parla ancora una mescolanza di spagnolo e quechua, erano vere epistole create dai capi locali per trasmettere messaggi segreti durante una ribellione contro gli spagnoli alla fine del XVIII secolo.

Ha dato soddisfacenti risultati, alla ricercatrice dell'Università di St. Andrews in Scozia, il lavoro di ricerca, durato anni, nelle comunità andine.

L'uomo di Neanderthal eseguiva compiti di elevata precisione

L'uomo di Neanderthal non era poi così rozzo. Egli possedeva spiccate doti che gli permettevano di eseguire compiti di elevata precisione

Dopo una nuova analisi delle ossa, delle mani e delle braccia dei resti di scheletri Neanderthal si è scoperto che gli individui non dipendevano in realtà principalmente dalla forza nelle loro attività quotidiane.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances,(1) un team internazionale di ricercatori ha stabilito che l'uomo di Neanderthal, scomparso dalla Terra circa 39.000 anni fa, eseguiva compiti di elevata precisione.

Secondo i promotori dello studio, nella documentazione fossile, i risultati mettono in discussione l'interpretazione consolidata del comportamento dell'uomo di Neanderthal e stabiliscono un forte legame tra resti biologici e culturali.

Il team, guidato dal dottor Karakostis Alexandros-Fotios,(2) dell'Università di Tübingen (Germania), ha analizzato le ossa di mani e braccia dei reperti archeologici scoprendo che in realtà questi individui non dipendevano principalmente dalla loro forza fisica nell'espletare le loro attività quotidiane. Essi eseguivano i vari lavori con molta precisione.

Questa scoperta è stata possibile grazie ad un nuovo approccio per indagare e decifrare i piccoli segni che rimangono nei resti scheletrici dei muscoli, delle dita e dei pollici.

E noto che, per molti decenni, lo scheletro degli individui risponde alle forze derivanti dall'uso abituale dei muscoli durante tutta la vita.

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