Archeologia

Scienziati scoprono fossili di mammiferi del periodo Giurassico con 38 discendenti


Secondo i ricercatori, le dimensioni inusuali della lettiera, così come l'uniformità cranica, supportano l'ipotesi che l'evoluzione verso un cervello fosse la principale forza trainante dello sviluppo dell'attuale sistema di riproduzione dei mammiferi.

Ricercatori statunitensi hanno scoperto fossili di un animale simile a un mammifero adulto, con 38 discendenti, risalenti a 184 milioni di anni fa. Una scoperta che offre un importante apporto per la comprensione dell'evoluzione del sistema riproduttivo di questi animali. La scoperta è stata pubblicata nella versione cartacea della rivista Nature.(1)

Un team dell'Università del Texas ha analizzato in Arizona i resti di un gruppo di esemplari di 'Kayentatherium wellesi', appartenenti ad un gruppo di animali con caratteristiche simili ai mammiferi noti come tritilodontidi.(2)

I mammiferi sono animali la cui progenie si sviluppa nell'utero e viene nutrita con latte dopo la nascita, invece di essere riprodotta da un sistema oviparo.

Quando questa forma di riproduzione fu perfezionata, i mammiferi avevano una progenie sempre meno numerosa. Ci furono dei cambiamenti morfologici nei loro crani per ospitare cervelli più voluminosi. Per gli scienziati non è facile comprendere a fondo questo processo evolutivo dato che in rare occasioni sono stati trovati fossili di giovani individui e dei resti di animali appena nati o di feti.

Scoperti in Argentina i resti di un dinosauro gigante vissuto oltre 200 milioni di anni fa

dinosauro Ingenia, archeologia, Argentina

Un team di ricercatori ha scoperto i resti di un dinosauro gigante, il più antico, vissuto più di 200 milioni di anni fa, in un sito paleontologico nell'Argentina occidentale.

La specie, chiamata Ingenia prima, è circa tre volte più grande dei più grandi dinosauri del Triassico ed è stata trovata nel 2015 nel giacimento di Balde de Leyes, nella provincia di San Juan.

La scoperta è stata pubblicata dalla rivista specializzata Nature Ecology & Evolution(1) e resa nota in Argentina dall'Agenzia di divulgazione scientifica (CTyS) dell'Università Nazionale di La Matanza.(2)

“Quando l'abbiamo trovato, ci siamo subito resi conto che si trattava dei resti di un dinosauro gigante”, ha dichiarato Cecilia Apaldetti,(3) ricercatrice presso l'Istituto e Museo di Scienze Naturali dell'Università di San Juan (IMCN) e del Conicet (Consiglio nazionale per la ricerca scientifica e tecnica).

I ricercatori hanno trovato alcune vertebre del collo e della coda, ossa delle zampe anteriori e parti delle zampe posteriori. La dottoressa Cecilia Apaldetti, coautrice dello studio, sostiene: “questa specie mostra una dinamica di crescita sconosciuta fino ad ora e indica che l'origine del gigantismo è avvenuta molto prima di quanto si pensasse in precedenza. Questi sono dinosauri erbivori e quadrupedi che si distinguono facilmente avendo un collo e una coda molto lunghi, dal gruppo dei sauropodi”.(4)

Fino a questa scoperta si è sempre ritenuto che il gigantismo fosse sorto durante il periodo Giurassico, circa 180 milioni di anni fa. Il ricercatore Ricardo Martinez, ancora coautore del lavoro, ha affermato: “Ingenia risale a un Triassico Superiore, ovvero a 205 milioni di anni fa circa”.

Rinvenuto e poi aperto in Egitto un enorme sarcofago nero. Archeologi delusi

Rinvenuti in Egitto una testa scolpita e un enorme sarcofago nero risalenti a 2.000 anni faUn gruppo di archeologi ha scoperto in Egitto un enorme sarcofago in granito nero risalente a 2.000 anni fa, accanto a una scultura in alabastro raffigurante una testa maschile. Il coperchio del sarcofago da 265 centimetri è sigillato con la malta, a indicare che non è stato rimosso nella sua sepoltura.(1)

Il rinvenimento è avvenuto casualmente durante i lavori di costruzione di un edificio nella città portuale di Alessandria.

La struttura sepolta a cinque metri di profondità ha un peso di circa 30 tonnellate e, secondo gli archeologi, la testa potrebbe appartenere alla persona all'interno del sarcofago.

La città di Alessandria è stata, per molto tempo, trascurata dagli archeologi poiché è diventata una fiorente metropoli moderna con circa 5 milioni di abitanti. Probabilmente gli archeologi hanno pensato che molti siti archeologici in Egitto erano venuti alla luce. Tuttavia, nel 2005 sono stati trovati i resti dell'Università di Alessandria.(2)

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