Economia

Più di un miliardo di lavoratori verranno sostituiti dai robot

Più di un miliardo di lavoratori sostituiti dai robotUn miliardo e 100 milioni di posti di lavoro, a livello globale, potrebbero essere sostituiti dai robot nel corso di poco più di una generazione.

Secondo il Rapporto del Mc Kinsey Global Institute il 49% delle attività lavorative potrà essere automatizzato già a partire dalle tecnologie esistenti. Sarebbe solo questione di tempo, anzi di un tempo relativamente breve. Il che significa che un miliardo e 100 milioni di posti di lavoro, a livello globale, potrebbero essere sostituiti dai robot nel corso di poco più di una generazione.

È una previsione terrificante, tenendo conto che, nel frattempo, le tecnologie esistenti saranno in via di rinnovamento a velocità crescente. Cioè i posti di lavoro riservati agli umani diminuiranno di anno in anno in termini variamente geometrici. Per l'Occidente e per l'Oriente. Molto più drammaticamente per l'Oriente di quanto non sarà per l'Occidente.

Lo stesso rapporto citato — che già sta facendo parlare di sé in tutto il mondo — aggiunge, per soprammercato, tra le molte altre sconvolgenti proiezioni, che circa il 60% di tutti i posti di lavoro inventati dall'uomo contemporaneo possono essere automatizzati per circa il 30% delle loro funzioni, mentre è già ora possibile calcolare la completa automatizzazione futura del 5% delle rimanenti.

Sempre più sacrifici per chi risiede in Italia. 2,5 kg in meno di spesa

Sempre più sacrifici per chi risiede in ItaliaLa spesa settimanale delle famiglie italiane per il cibo si è alleggerita in peso di 2,5 chili raggiungendo il minimo storico da 10 anni, accompagnato però da una crescente attenzione alle caratteristiche qualitative e alla sostenibilità ambientale e sociale.

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti “Meno peso, più qualità nel carrello” diffusa in occasione dell’incontro nel castello di San Giorgio di Maccarese, a Fiumicino (Roma) promossa dall’azienda agricola Maccarese, il più grande allevamento d’Italia, associata alla Coldiretti.

Nel giro di un decennio il carrello della spesa settimanale – spiega la Coldiretti – è passato da 21,4 chili a 18,9 chili, con un taglio netto delle quantità acquistate.

Un fenomeno che è riconducibile in parte anche alla svolta salutistica affermatasi sulle tavole, con l’affermarsi di una nuova cultura del cibo che vede gli italiani mangiare meno ma mangiare meglio.

Lo dimostra il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti all’ambito Benessere & Salute con un trend positivo di +8,4% sulle vendite in volume e +9% su quelle in valore nell’ultimo anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Nielsen.

Praga dice addio all'euro

Praga lascia l’euroAddio euro.

Dopo la Brexit, nuovo schiaffo all’Unione Europea, stavolta da Praga, all’indomani del deludente vertice Ue a Roma. Brutte notizie, per Bruxelles, mentre si avvicinano le elezioni francesi, col Front National di Marine Le Pen, sostenitore dell'uscita dalla moneta unica, forte nei sondaggi.

La banca nazionale cèca ha deciso di sganciare la valuta nazionale, la corona, dall'euro. Il tasso di riferimento, praticamente fisso (27 corone cèche per euro, in vigore da tre anni) viene abbandonato, scrive Andrea Tarquini su “Repubblica”.

Gli osservatori si chiedono allarmati se la Cèchia, paese piccolo ma altamente industrializzato e strettamente integrato con le maggiori economie dell'Eurozona, pensi anche di rinunciare al suo obiettivo finora dichiarato: entrare nella moneta unica. Area alla quale appartiene invece la Slovacchia, che insieme ai cèchi formò – dal primo dopoguerra alla scissione pacifica post-comunista – la Cecoslovacchia, cioè il paese che prima dell’invasione nazista del 1938 e della successiva comunistizzazione imposta dall’Urss dopo il 1945, era una delle maggiori economie mondiali, tra le più tecnologicamente avanzate.

Finora, scrive Tarquini, il cambio minimo era stato adottato per impedire che rimesse e investimenti dei cittadini cèchi all'estero divenissero troppo cari e che il tasso d'inflazione, attualmente attestato al 2,5% annuo (cioè ben oltre il tetto del 2% fissato come obiettivo dall’istituto d´emissione di Praga) aumentasse ancora. Adesso, la banca centrale cèca ha scelto come male minore lo sganciamento totale dall'euro.

Forum di Cernobbio: Monti e Letta scatenati contro il denaro contante

Mario Monti e Enrico LettaL’Unione Europea è un’istituzione amica della lotta contro evasione ed elusione fiscale, o almeno è questa l’immagine che ne viene data a margine del Forum di Cernobbio che raccoglie la crema dell’alta finanza e del mondo accademico e politico.

L’indignazione popolare nei confronti delle multinazionali che, approfittando di aliquote favorevoli divergono i flussi di pagamento fiscale laddove è più conveniente, è forte.

“Il problema è che o ci mettiamo insieme come Europa a farlo questo lavoro” di armonizzazione delle aliquote fiscali sui redditi delle società, “oppure è chiaro che un ministro e un Paese membro” sarà solo di fronte a una multinazionale che minaccia di andarsene se l’imposizione non è più adeguata, dice al Fatto l’ex premier Enrico Letta.

Il fatto che sia la dimensione europea a poter rimettere nei ranghi la corsa al ribasso delle aliquote fiscali per attirare il denaro delle multinazionali lo dimostrano, sostiene il professor Mario Monti, casi come quello dell’Irlanda con Apple, costretta dalla Commissione Ue a esigere le entrate mancate da parte del colosso tecnologico. Ricordiamo che l’Ue ha in cantiere un progetto di Coroporate tax comune la Ccctb, anche se è facile immaginare forti resistenze da parte dei Paesi che attualmente godono di benefici competitivi dati da imposte sulle società più basse.

“Sono gli stati membri che dicono che l’Ue è l’alleata della globalizzazione contro il cittadino”, prosegue Letta, sostenendo che piuttosto è vero il contrario.

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