Economia

Nuovo record del debito mondiale

Nuovo record del debito mondialeIl debito planetario è al record di 217 mila miliardi di dollari, pari al 327% del PIL globale. Ogni vostra banconota è garantita da altrettanto debito di pessima qualità.

La recente notizia (che non è una notizia) è che il debito mondiale è salito al record di 217 mila miliardi di dollari, che equivalgono al 327% del PIL globale.

Dovete sapere che quando le banche centrali (con differenti peculiarità e caratteristiche, a seconda che si tratti di FED, BCE ecc..) immettono sul mercato liquidità in denaro, in estrema sintesi, non fanno altro che comprare debito altrui.

Quindi, ogni banconota da 100 euro che avete in tasca è garantita da altrettanto debito. Il che significa che in tasca avete dei debiti altrui.

In altre parole, quando riscuotete in denaro un vostro credito, significa che vi stanno trasferendo un debito, mentre quando pagate un vostro debito, significa che trasferite un debito altrui.

La Germania e l'Austria criticano le sanzioni contro la Russia

Mai visto prima: Berlino e Vienna hanno criticato le nuove sanzioni americane alla Russia. Insieme, i due ministri degli esteri, stentoreamente, ufficialmente, hanno minacciato addirittura contro-sanzioni a danno degli Stati Uniti.

Il motivo è presto detto: che le nuove sanzioni – emanate dal Senato Usa – colpiscono direttamente gli interessi germanici. Precisamente, impongono multe, ammende e sanzioni alle aziende che partecipano alla costruzione, o al finanziamento, del Nord Stream 2, il gasdotto che porta il gas russo alla Germania e passa in fondo al Baltico, lasciando fuori Polonia e Ucraina, i nuovi alleati dell’America.

Le ditte minacciate di ritorsione sono la tedesca BASF ed EON, la austriaca OMV, inoltre la Shell, la francese Engie. Niente sanzioni!, hanno detto i due ministri degli esteri di lingua tedesca, uniti in un nuovo Anscluss dei bottegai.

Beninteso, invece l’Italia deve continuare ad obbedire alle sanzioni contro la Russia decretate da Berlino (scusate, dalla UE) per favorire i golpisti di Kiev. Infatti, nello steso comunicato in cui si oppongono fieramente alle sanzioni americane a Mosca, i due ministri Sigmar Gabriel e Christian Kern ribadiscono che “è importante per l’Europa e gli Stati Uniti formare un fronte unito sulla questione dell’Ucraina”, dove secondo la Ue sono i russi ad armare i separatisti del Donbass, e Putin va punito perché s’è ripreso la Crimea.

La nuova globalizzazione cinese

La nuova globalizzazione cineseL’imperialismo teme che i grandi progetti infrastrutturali della Cina possano sfidare l’ordine mondiale guidato dagli USA

La Repubblica popolare cinese ha ospitato un summit il 14 maggio chiamato Iniziativa “One Belt, One Road”, noto anche come progetto Nuova Via della Seta. Vi parteciparono ventiquattro capi di Stato e rappresentanti di 130 Paesi di Asia, Africa, America Latina ed Europa. Settanta Paesi hanno firmato accordi con la Cina per parteciparvi. La “Belt” è la cintura economica della Via della Seta, comprendente lo sviluppo delle rotte via terra dalla Cina ad Asia centrale, Iran, Turchia ed Europa orientale.

La “Road” è la Via della Seta Marittima. Ciò riguarda porti e infrastrutture costiere dall’Asia sudorientale all’Africa orientale e al Mediterraneo. Il progetto prevede una rete di vie commerciali con nuove linee ferroviarie, porti, autostrade, oleodotti, impianti di telecomunicazione e centri energetici che colleghino Paesi di quattro continenti, includendo i finanziamenti per promuovere la pianificazione urbana, l’acqua potabile, la sanità e lo sviluppo alimentare.

La Cina lo definisce “il piano del secolo” e descrive il progetto come rinascita dell’antica Via della Seta con la tecnologia del ventunesimo secolo.

I britannici esultano la brexit

BrexitE' passato quasi un anno da quando il 52% dei cittadini britannici ha votato per far uscire la Gran Bretagna dalla UE, ma sarebbe un grave errore pensare che molti si siano pentiti di aver votato in questo modo. Nonostante il fatto che i giornali specie italiani continuino a scriverlo, è una sonora menzogna.

A tale proposito, infatti, un sondaggio realizzato pochi giorni fa da YouGov - universalmente riconosciuto per autorevolezza e serietà - ha rivelato che oggi solo un cittadino britannico su cinque vuole rimanere nella UE, mentre gli altri quattro ne vogliono uscire.

Per essere più precisi solo il 22% dei cittadini britannici crede che il governo debba ignorare il risultato del referendum, una percentuale molto più bassa del 48% che ha votato a favore di rimanere nella UE mentre il 68% ritiene che la Gran Bretagna debba uscire dalla UE. Il rimanente 10% non intende esprimersi, ma non è tendenzialmente contro la Brexit.

Questo 68% include un 23% di coloro che hanno votato per rimanere nella UE al referendum, ma adesso credono che il governo debba rispettare la volontà degli elettori e quindi uscire dalla UE.

Pagine