Economia

Bruno Chastonay: sfide future in una economia rallentata

Sfide future in una economia rallentata

In una economia la cui crescita è rallentata, aumento delle tensioni commerciali, riduzione dei margini di ricavo, dei dazi e sanzioni, costi trasporti ed energia, pressione fiscale, a fronte di un calo consumi, costi produttivi, cambiamenti normativi, bisogna svegliarsi e affilare le armi per le nuove e ulteriori sfide che si presentano davanti a noi.

Non basta la qualità, la serietà, dedizione, esperienza, lunga tradizione. Il mondo dei consumi e della percezione sono radicalmente cambiati, e la velocità di rotazione delle “mode” è all’estremo.

La pianificazione, gli investimenti necessitano di lungo tempo, elevata organizzazione e costi, impegno, mentre i mercati sono veloci e durano un lasso di tempo limitato. Ammortizzare diventa difficile e oneroso.

Informatica, tecnologia, marketing, e.commerce, internet, blockchain sono alcuni dei principali fattori che determineranno la capacità di COMPETIZIONE, che ci aiuteranno ad incontrare il consenso dei consumatori, a ridurre i prezzi di produzione, ad aumentare i margini di profitto, a velocizzare le catene produttive e amministrative, migliorando l’efficacia delle nostre azioni. ECONOMIA 4.0.

E non dobbiamo dimenticare i mercati finanziari, per il loro impatto sulla vita quotidiana di imprenditori e consumatori, del costo finanziamento e della accessibilità al credito, ai servizi delle banche.

TASSI bassi a lungo, con rinvio delle strette monetarie confermate, dal rallentamento e deterioramento della crescita economica globale, ma con livello DEBITI sia privati che governativi e societari ai livelli record massimi. Quindi aumento dello SPREAD, del differenziale del tasso da pagare per finanziamenti su quello di base ufficiale.

Ritirate tonnellate di riserve in oro dagli USA

L’economia globale cerca di ridurre la dipendenza dal dollaro USA e di conseguenza preferisce ritirate tonnellate di riserve in oro dagli USA

Per decenni molti Paesi hanno immagazzinato le loro riserve in oro negli Stati Uniti. Ma la situazione cambia.

L’anno scorso diversi Paesi, tra cui Turchia, Germania e Paesi Bassi, ritiravano l’oro immagazzinato negli Stati Uniti e altri Stati considerano la stessa idea.

Natalia Dembinskaja rivelava che un decennio fa circa 60 Paesi avevano le loro riserve auree negli Stati Uniti, principalmente per garantirne la sicurezza in caso di guerra e aumentare la liquidità, perché i più grandi affari sull’oro si svolgono sulla Borsa Mercantile di New York (NYMEX).

Risparmiare oro negli Stati Uniti permise di ridurre i costi di trasporto, molto alti nel caso dei metalli preziosi a causa delle costose assicurazioni, e gli Stati Uniti decisero di pagare tali costi solo in situazione economica o politica eccezionale.

Il fatto che nel 2018 Turchia, Germania e Paesi Bassi abbiano ritirato l’oro immagazzinato negli Stati Uniti e che l’Italia consideri questa misura significa che la situazione potrebbe cambiare. Inoltre, negli ultimi tempi si sono sollevati dubbi sul fatto che gli Stati Uniti mantengano correttamente l’oro degli altri Paesi.

Secondo il dipartimento del Tesoro statunitense, gli Stati Uniti continuano a detenere 261 milioni di once d’oro. Tuttavia, l’ultima volta che l’audit di queste riserve fu fatto erano gli anni ’60. Dopo di ciò, tutti i tentativi di condurre una nuova ispezione furono bloccati dal Congresso, ha affermato Dembinskaja.

Adair Turner: la classe media è destinata a scomparire

Il lavoro in futuro verrà sostituito dai robot. La tecnologia gestirà sempre più attività economiche

La tecnologica non sostituirà tutti i settori lavorativi, ma vi sarà un'offerta di lavoro dominata da attività poco retribuite.

In una recente intervista, pubblicata da diverse testate economiche, l'economista inglese Adair Turner, ex responsabile in Gran Bretagna dell'autorità di vigilanza dei mercati finanziari e membro della camera dei Lord, sostiene che il lavoro in futuro verrà in gran parte sostituito dall'automazione. La tecnologia gestirà sempre più attività economiche: da quelle più semplici a quelle più sofisticate.

In futuro – spiega l'economista - continuerà la richiesta di manodopera, ma la tecnologia causerà una disparità del reddito ancora più marcata. La società tenderà ad avere poche persone con elevati redditi generati in gran parte dal mercato immobiliare, perché questo è un settore non vincolato dalla proprietà intellettuale e anche perché, a livello industriale, non può essere moltiplicato.

Le attività che non potranno ancora essere sostituite con le macchine verranno remunerate con salari inadeguati. Ciò porterà alla scomparsa della classe media con un conseguente impoverimento della popolazione.

Molti politici sostengono che per garantire un buon impiego, nell'ambito dell'automazione, ogni aspirante dovrebbe intraprendere un percorso formativo e di qualificazione. Adair Turner non è molto d'accordo su quanto sostenuto da questi soggetti. Egli sostiene che il mondo politico ha difficoltà ad affrontare sfide a lungo termine.

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