Opinioni

La guerra al terrore fa parte di questo mondo orwelliano

Mondo orwellianoAlcuni critici sostenevano che dopo l’anno 1984 la rilevanza di George Orwell sarebbe andata diminuendo. Nel 1987 Harold Bloom scriveva che il più grande romanzo di Orwell sul totalitarismo, “1984”, rischiava di diventare un libro storico, un po’ come “La Capanna dello Zio Tom”. Anche il critico letterario Irving Howe, un grande sostenitore di Orwell, pensava che “1984” avrebbe presentato per le future generazioni «un interesse più che altro storico». Eppure, invece di affievolirsi, la popolarità di Orwell sta crescendo in tutto il mondo.

Il fatto che il contesto storico di “1984” sia ormai trascorso sembra avere “liberato” il romanzo, rendendo chiaro che il suo messaggio si riferisce a un problema universale dell’umanità moderna. Negli anni recenti le sue parole hanno suscitato un notevole interesse presso la nuova generazione post-Guerra Fredda. «Sono sicuro che George Orwell non pensava: ‘Devo scrivere una storia istruttiva per un ragazzo iracheno’, mentre scriveva “1984”», ha sottolineato lo scrittore iracheno Hassan Abdulrazzak nel 2014. «Ma questo libro mi ha spiegato cosa fosse l’Iraq di Saddam meglio di chiunque altro, prima o dopo».

L’anno successivo, “1984” entrava nella classifica dei 10 libri più venduti in Russia.

Riflessione sulle nuove sanzioni Usa alla Russia

Putin e TrumpIl 25 luglio scorso è stato approvato HR 3364: the Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act. La solita black list dei paesi “dell’asse del male” – Russia, Iran e Corea del Nord – anche se il principale obiettivo di questa legge è la Russia.

La cosa che sorprende di questa legge è il targeting dei settori energetico e bancario russo: si vuole limitare il volume massimo degli investimenti consentiti, nei progetti di petrolio e gas, e ogni società che investe più di 5 milioni di dollari all’anno nei progetti energetici russi, sarà automaticamente soggetta a sanzioni. Questo aspetto delle sanzioni è rivolto ovviamente alle società energetiche europee, soprattutto quelle del Nord Stream 2.

Insomma gli Usa vogliono colpire la Russia punendo l’Europa attraverso i partner europei di Gazprom partecipanti a finanziare la pipeline Nord Stream 2.

Congelare o annullare Nord Stream 2?

Circola voce in Russia che per quanto riguarda il transito ucraino del gas russo nei Paesi dell’Unione Europea, Gazprom NON vorrebbe estendere il contratto dal 2019. Le linee ucraine GTS vanno ammodernate, e nel 2010, la Russia aveva proposto la creazione di una joint venture con l’Ucraina per unificare i campi di Gazprom e i gasdotti ucraini, ma Viktor Yushchenko respinse il progetto perché rappresentava una minaccia alla “dignità nazionale”.

La configurazione globale del pensiero è una magia che manipola le masse

Pensiero magicoLa manipolazione è una diretta conseguenza del potere: non c’è potere senza manipolazione. Ognuno fa quello che vogliono altri, perché è manipolato. L’errore che molti di noi commettono è quello di soffermarsi sulla manipolazione di cui ci accorgiamo, senza capire come nasce il potere. Se non si capisce come funziona il potere, non si può decodificare la manipolazione, che del potere è figlia. Nel libro “Dominio”, Francesco Saba Sardi spiega che il potere nasce quando l’uomo abbandona il nomadismo.

L’uomo che non ha bisogno di conquistare, gestire, governare, coltivare e sfruttare la terra non ha neanche bisogno del potere. Quel bisogno nasce quando qualcuno diventa proprietario di un territorio. E quel territorio lo governa, lo gestisce, lo difende, lo sfrutta economicamente. E come nasce, il potere? Per un passaggio obbligato: la guerra. Devo fare una guerra per conquistare un territorio, per difenderlo, per conservarlo. Prendermi la terra significa che devo fare la guerra. Per poi coltivarla e sfruttarla, questa terra, che diventa sempre più grande (non posso coltivarmela la solo), devo avere dei servi. E per avere dei servi devo avere una religione.

Alla fine, tutto questo, secondo Saba Sardi, si chiama “dominio”. Il dominio è il rapporto tra la terra, la guerra e la religione: alla fine, configurano il potere.

È chiaro che, per sfruttare gli altri, li devo manipolare: perché mai una persona non manipolata dovrebbe farsi sfruttare da me?

Tito Boeri: "senza gli immigrati l'inps crollerebbe"

Tito BoeriIl Presidente dell’INPS, Tito Boeri, ad inizio luglio ha esternato con veemenza che senza i contributi degli immigrati il nostro ente di previdenza sociale crollerebbe finanziariamente e sopratutto sarebbe incapace di garantire il nostro sistema di protezione sociale.

Stando alla reportistica dell’Ufficio Studi proprio interno all’INPS in vent’anni si sono potuti generare 70 miliardi di contributi provenienti proprio dagli apporti degli immigrati. Sempre stando alle sue esternazioni se non ci fossero gli immigrati sarebbe necessaria una manovra di finanza straordinaria di qualche miliardo ogni anno per preservare la sostenibilità finanziaria delle pensioni italiane.

Boeri inoltre ha ritenuto opportuno ricordare che una classe dirigente credibile ad un certo punto deve dire la verità degli italiani in merito all’immigrazione ossia che rappresenta un investimento nel medio lungo termine in assenza di un surplus demografico. Che tradotto significa: visto che l’Italia al pari di molti altri paesi occidentali è soggetta ad un trend demografico discendente, deve avviare ed implementare delle politiche di immigrazione volte a compensare questa deficienza strutturale in ambito demografico. Detta così sembrerebbe un assunto dai concetti assoluti ed universali.

Infatti altre nazioni occidentali si muovono da anni in tal senso, pensiamo ad esempio agli USA, al Canada, ed all’Australia.

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