Fukushima: dopo un anno, un'inchiesta svela la raccapricciante gestione della crisi

FukushimaFar sfollare l’intera città di Tokyo. Il governo giapponese non escluse neanche questa ipotesi nei concitati giorni dopo il triplice disastro che colpì la centrale nucleare di Fukushima-Daichi. È quanto emerge da un’inchiesta condotta dalla Rebuild Japan Initiative Foundation che ha cercato di ricostruire la gestione della crisi provocata dal terremoto e dell’onda anomala che investirono l’impianto l’11 marzo scorso.

Il rapporto di 400 pagine sarà presentato per interno in settimana, ma anticipazioni pubblicate dal New York Times mettono a nudo la condotta dei vertici nipponici e puntano il dito contro il governo le cui iniziative rischiarono di aggravare la situazione, con il premier e i suoi ministri all’oscuro delle linee guida contenute nel protocollo di emergenza e consigliati male dagli esperti.

Per sei mesi trenta tra professori universitari, avvocati e giornalisti hanno indagato sull’accaduto, intervistando oltre 300 addetti ai lavori, funzionari governativi ed esperti dell’agenzia per il nucleare. Un lavoro in cui hanno avuto garanzia di massima collaborazione, considerato anche il desiderio di trasparenza dei cittadini, ha spiegato il giornalista Yoichi Funabashi, direttore del quotidiano Asahi e tra i fondatori dell’associazione.

Gli attori in campo furono tre: il governo; la dirigenza centrale del gestore dell’impianto ossia la Tokyo Electric Power, più conosciuta con l’acronimo Tepco, e i funzionari della società all’interno della centrale.

Tecniche di controllo delle masse (seconda parte)

Programmazione mentaleDopo la prima parte ecco la seconda parte di questa interessante indagine che mette in luce le varie tecniche di manipolazione delle masse in cui tutti siamo, direttamente e/o indirettamente, coinvolti.

Come si possono controllare le masse nei sistemi moderni dove i cittadini possono esprimersi liberamente con il voto?

Molti sanno che la televisione influenza le persone, ma quanti sanno in che modo lo fa? Spesso si sente dire “La televisione in Italia e nel resto del mondo è spazzatura”, oppure “gli italiani sono un popolo di superficiali”, ma cosa c’è dietro? Conosciamo il reale significato di quello che ci viene proposto?

Queste tecniche non hanno nessuna connotazione ideologica, i principi di base, infatti, sono stati utilizzati da ogni tipo di regime dalle epoche più lontane al giorno d’oggi, dal totalitarismo sovietico a quello della Germania nazionalsocialista, fino a trovare dinamiche simili in molte aziende attuali, o anche in gruppi settari religiosi.

Perché nelle Dittature c’è Sempre un Esercito Forte?

Attenzione alle lampade abbronzanti

Lampada abbronzanteLe donne che ricorrono alle lampade abbronzanti hanno un rischio aumentato di ammalarsi di cancro della pelle.

Queste le conclusioni di uno studio promosso da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical School che ha esaminato i dati di circa 730mila donne seguite per 20 anni. Ebbene, i ricercatori hanno dimostrato il coinvolgimento dei lettini abbronzanti nello sviluppo del carcinoma basocellulare, la forma più comune di cancro alla pelle.

"La frequenza di utilizzo di lettini abbronzanti durante il liceo è risultata associata al rischio di sviluppo di carcinoma basocellulare dai 25 ai 36 anni", ha scritto Jiali Han, a capo dell'indagine pubblicata sul Journal of Clinical Oncology.

"I nostri dati forniscono la prova di una relazione causa-effetto tra l'uso del lettino abbronzante e il rischio di tumori della pelle, soprattutto del carcinoma a cellule basali. Associazione che risulta maggiore per le pazienti che al momento dell'esposizione erano più giovani d'età.

Le donne che hanno usato i lettini abbronzanti almeno quattro volte all'anno tra il liceo e i 35 anni - ha proseguito - hanno il 15 per cento in più di probabilità di sviluppare il carcinoma a cellule basali rispetto alle donne che non hanno fatto ricorso al metodo abbronzante".

Ecco i più grandi produttori di armi al mondo. L'Italia è all'ottavo posto

Aerei militariL’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), un istituto di ricerca sui conflitti, il controllo delle armi e il disarmo, ha indicato per il 2010 la Lockeed Martin come il più grande fornitore di armi al mondo, con vendite che ammontano a 35,7 miliardi di dollari.

Nell’annuario 2012 del SIPRI (pdf) sulla base dei dati del 2010, tra le prime 10 società soltanto tre non sono statunitensi – la britannica BAE Systems (2° con 32,9 miliardi di dollari), l’europea EADS (7° con 16,4 miliardi) e l’italiana Finmeccanica (8° con 14,4 miliardi).

Otto società russe sono riuscite a rientrare tra le prime 100, tra cui la Almaz-Antei (20°, quasi 4 miliardi di dollari), la United Aircraft Corp. (21°con 3,4 miliardi), la Russian Helicopters (47° con 19 miliardi) e altre.

In un comunicato stampa, il SIPRI ha dichiarato che “le vendite complessive di armi (comprese le vendite di servizi militari) delle 100 società della classifica hanno conservato nel 2010 la loro tendenza al rialzo, anche se in realtà dell'1%. L’aumento è stato molto inferiore rispetto al 2009.”

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