Povertà

L'Italia dà 5 mld agli immigrati economici e ai poveri italiani un bel calcio nel culo

Povertà in ItaliaMentre il governo italiano veniva preso a pesci in faccia al G20 sulla questione dei sedicenti “profughi” e successivamente dall’eurogruppo sulla flessibilità di bilancio come e peggio di un qualsiasi esecutivo fantoccio dei tempi del nazismo, emergevano dati disastrosi sulla tenuta sociale del nostro paese.

- 250.000 italiani sono emigrati all’estero: cifre che non si vedevano dalla fine della Seconda Guerra Mondiale

- 85.000 sedicenti “profughi” sbarcati da inizio anno, ad ingrossare l’orda giunta dal 2014 in poi, il cui mantenimento è totalmente a carico delle tasche degli italiani nonostante di questi, meno del 20% abbia diritto allo status di rifugiato e tutto il resto sia solo una masnada di clandestini che dovrebbe essere rispedita da dove sono venuti o, meglio ancora, respinti prima ancora di mettere piede sul suolo italiano

- 700.000 casalinghe vivono in stato di povertà assoluta

- Su 7.338.000 casalinghe, il 43% dichiara che la famiglia in cui vivono, è affetta da ristrettezze e difficoltà economiche.

Bloomberg: centinaia di milioni di licenziamenti a causa della robotica

Centinaia di milioni di licenziamenti a causa della robotica“Bloomberg” torna ad affrontare il tema del reddito minimo universale, oggetto di un recente studio dell'Ocse, tramite un editoriale a firma di Yuval Noah Harari. Il progresso della robotica e dell'intelligenza artificiale, esordisce l'autore, produrrà quasi certamente un drammatico stravolgimento dell'economia, del commercio e dell'occupazione a livello globale.

La robotica cancellerà molto probabilmente centinaia di milioni di posti di lavoro in tutto il mondo, e potrebbe creare una vasta "classe non lavoratrice" i cui timori e speranze daranno forma alla storia del XXI secolo.

I modelli sociali ed economici esistenti, ereditati dai secoli scorsi, sono inadeguati a gestire dinamiche di questa entità. Harari cita ad esempio il Socialismo, che assume il lavoro, e dunque la classe lavoratrice, sia vitale per l'economia, e su questa imprescindibilità possa poggiare il proprio peso politico. Con la perdita di valore delle masse lavoratrici e del loro lavoro, questa ideologia rischia di divenire “del tutto irrilevante nell'arco dei prossimi decenni”.

Il reddito minimo universale sta ottenendo crescente attenzione da parte di analisti, economisti e accademici proprio perché ritenuto uno dei possibili modelli atti a far fronte alle future dinamiche socio-economiche.

La povertà giova economicamente ai ricchi

PovertàLa pubblicazione dei dati Eurostat sull’aumento della povertà e del rischio-povertà in Europa ha suscitato sui media il solito dibattito, viziato in partenza dal rappresentare l’impoverimento come un “problema”, come un effetto indesiderato delle politiche di rigore.

«In realtà il bombardamento sociale del rigore finanziario non è sostanzialmente diverso dai bombardamenti militari, nei quali l’obbiettivo dichiarato è un pretesto non soltanto per il consumismo delle bombe (tanto paga il contribuente), ma anche per fare il maggior numero possibile di “danni collaterali”, cioè di vittime civili».

Lo scriveva “Comidad” nel 2012, ma sembra scritto oggi. «Anche il rigore è un business, e il “danno collaterale” della maggiore povertà apre a sua volta nuove frontiere al business». In questi anni, aggiunge il blog, è risultato sempre più evidente il nesso consequenziale tra l’aumento della povertà e la finanziarizzazione dei rapporti sociali: «La povertà diventa un business finanziario, costringendo i poveri all’indebitamento crescente».

Lo confermano annunci come quello del governo tedesco, che si vantà di aver raggiunto il pareggio di bilancio con un anno di anticipo. Ma la Germania «ha potuto finanziare il suo debito pubblico a tasso zero, poiché, contestualmente, sono stati i paesi del Sud dell’Europa non solo a pagare tassi di interesse più alti, ma anche a indebitarsi maggiormente».

Pagine