Povertà

A maggio prelievo forzoso dai conti correnti anche per l’Italia

Prelievo forzoso dai conti correntiJeroen Dijsselbloem, Presidente dell’Eurogruppo, ha categoricamente smentito che una misura così drastica possa essere attuata fuori dai confini di Cipro, Paese per il quale un intervento del genere risulta invece "inevitabile".

Nonostante le rassicurazioni ufficiali, montano le polemiche.

Ad accenderle ci ha pensato Jörg Kramer, capo economista di Commerzbank, che in un'intervista al quotidiano Handelsblatt ha suggerito di introdurre in Italia un prelievo forzoso di addirittura il 15% su depositi e titoli per azzerare il debito pubblico.

ProtestaIl prelievo sarebbe un’operazione a garanzia del prestito che l’Ue erogherà all’Italia, Nelle stanze del Palazzo tutto parrebbe deciso: un prelievo forzoso a maggio dal 6,8 al 9, 9%.

Il fisco italiano penalizza sempre di più famiglie e imprese con nuove folli norme

Clicca per ingrandireDue notizie che “segnano” ulteriormente la crisi delle imprese e delle famiglie italiane.

Aumenta dello 0,50% il tasso per il pagamento delle cartelle esattoriali e conseguenzialmente sugli importi rateizzati con Equitalia. Il tasso annuale a questo punto arriva a oltre il 5,50%.

Ma la notizia piu’ grave arriva dal Consiglio di Stato che con una sentenza la n. 6389 del 5.3.2013, che definiamo “schizofrenica”, ritiene che le imprese che rateizzano il debito con Equitalia non possono più partecipare alle gare d’appalto perché come recita la sentenza “chi vuole lavorare con la pubblica amministrazione deve rispettare gli obblighi di correttezza e lealtà”.

Insomma, chi paga le rate regolarmente per estinguere dei debiti tributari è condannato a chiudere.

Le imprese che hanno rateizzano i debiti con Equitalia sono quasi un milione.

EquitaliaCon questa sentenza, se applicata dalla Pubblica Amministrazione appaltante, dice il presidente di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro, si mette fine al lavoro di centinaia di migliaia di imprese con il conseguente licenziamento di un numero enorme di lavoratori.

Il presidente Finocchiaro chiede provocatoriamente, cosa pensa il Consiglio di Stato, degli oltre 100 miliardi che la Pubblica Amministrazione deve invece alle imprese?

Italia sempre più vicina alla bancarotta

Clicca per ingrandireL’anno scorso hanno chiuso i battenti quasi 380.000 mila imprese, oltre mille al giorno. Secondo quanto riportato di recente dalla CGIA di Mestre, almeno un'impresa su due, delle piccole e medie imprese rimaste, pagano a rate i propri collaboratori, o si indebitano per poterlo fare. Stanno anche accumulando debiti tributari crescenti, o ricorrono al credito esterno per poter sostenere il carico fiscale. La pressione fiscale, per le imprese, è del 75% o forse più. Mentre il livello in rapporto al Pil ha superato la soglia del 44%.

Dall’inizio della crisi, i titoli di credito (assegni bancari o postali, cambiali, tratte ecc. ecc.) che alla scadenza non hanno trovato copertura sono cresciuti quasi del 13%.

Sempre secondo quanto ci riferisce l'Associazione di Mestre, le sofferenze bancarie in capo alle aziende hanno subito un incremento del 165%.

A proposito di banche, abbiamo la banca
più antica del mondo, il Monte Paschi,
che è in bancarotta e negli ultimi
quattro anni sono stati necessari ben due interventi statali per
rianimarla e prolungarne l’agonia: il primo con i Tremonti Bond, il secondo con Monti Bond. Costo complessivo
dell'operazione, oltre 4 miliardi di euro, pari all'intero gettito IMU sulla prima casa.

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