Inquinamento

Acqua potabile piena di plastica

Acqua potabile piena di plastica

La plastica nei nostri rifiuti si scompone in minuscole particelle, causando conseguenze potenzialmente catastrofiche per la salute umana e i nostri sistemi acquatici.

Guidato dalle dottoresse Judy Lee (1) e Marie Enfrin (2) del Dipartimento di ingegneria chimica e di processo dell'Università del Surrey e dalla dottoressa Ludovic Dumée (3) dell'Istituto per i materiali dell'Università Deakin, il progetto ha studiato nano e microplastiche nei processi di trattamento delle acque e delle acque reflue.

Il team ha scoperto che piccoli pezzi di plastica si rompono ulteriormente durante i processi di trattamento, riducendo le prestazioni degli impianti di trattamento e incidendo sulla qualità dell'acqua. La ricerca dell'Università del Surrey e del Deakin's Institute for Frontier Materials è stata pubblicata dal Journal of Water Research. (4)

In passato vi sono stati studi sostanziali sull'inquinamento da microplastiche, ma la loro interazione con i processi di trattamento delle acque e delle acque reflue non era stata completamente compresa fino ad ora.

Circa 300 milioni di tonnellate di plastica vengono prodotte in tutto il mondo ogni anno e fino a 13 milioni di tonnellate vengono rilasciate nei fiumi e negli oceani, contribuendo a raggiungere l'impressionante cifra di circa 250 milioni di tonnellate di plastica entro il 2025. Poiché i materiali plastici non sono generalmente degradabili a causa degli agenti atmosferici o dell'invecchiamento, questo accumulo di inquinamento di plastica nell'ambiente acquatico crea una grande preoccupazione.

Amerigo campiona i fondali e l'acqua

Amerigo campiona i fondali e l'acqua

Amerigo e Ada N., i primi esempi italiani di lander e di camera bentica automatici e autonomi, realizzati dal Cnr-Irbim di Ancona e dal Cnr-Imm di Bologna, sono oggetto di una recente pubblicazione su Sensors. Possibili applicazioni per valutazioni di impatti antropici, in aree costiere e di mare profondo.

Il lander Amerigo - un prototipo unico in Italia realizzato dagli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Irbim) e per la microelettronica e microsistemi (Imm) di Bologna e dall'azienda Rse di Milano - è in grado raggiungere il fondale marino fino a 6.000 metri di profondità, raccogliere campioni, effettuare misure e tornare in superficie senza l'ausilio di cavi o sommozzatori. "Amerigo è dotato di tre camere bentiche in grado di misurare la quantità di sostanze disciolte rilasciate o assorbite dal fondale che possono essere utilizzate dai microrganismi marini come nutrienti, ad esempio ammonio, nitriti, nitrati, fosfati e silicio. Oppure essere presenti in forma di gas disciolti, quali ossigeno, anidride carbonica, acido solfidrico e metano, o come sostanze inquinanti, come metalli, idrocarburi, pesticidi o farmaci", spiega Federico Spagnoli del Cnr-Irbim e autore della ricerca recentemente pubblicata su Sensors: "The Amerigo Lander and the Automatic Benthic Chamber (CBA): Two New Instruments to Measure Benthic Fluxes of Dissolved Chemical Species".

Amerigo ha una struttura modulare, può ospitare strumenti diversi per misure e campionamenti del fondale e dell'acqua circostante ed essere dimensionato in base all'ambiente in cui opera e alla ricerca da eseguire.

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