Previsioni

In futuro il 75% dei lavoratori eserciteranno le loro mansioni fuori dall'ufficio

LavoroMentre in Francia diventa un diritto la facoltà dei dipendenti di “staccare” la spina, ovvero non rispondere a telefonate e mail di lavoro fuori dall'ufficio, gli esperti ci dicono che il lavoro del futuro sarà esattamente il contrario: non avrà limiti di spazio e di tempo.

I prossimi lavoratori, che saranno i Millennials di oggi e le generazioni più giovani (quella degli “Z” parte dagli anni Novanta), porteranno la loro cultura in ambito professionale e diranno addio alle progressioni di carriera lineari, che impegnano i dipendenti per decenni e di fatto limitano la loro vita lavorativa a un paio di aziende.

Secondo quanto emerso al Global Leadership Summit, una buona fetta dei capi azienda ritiene che già nel 2020 i tre quarti delle forze lavoro non avranno più sede in un “ufficio tradizionale”. Gli esperti di Ubs, in un articolato report dedicato al “lavoro del futuro”, parlano di “Bricolage Living”. Si tratta della capacità di costruire una vita “modulare”, nella quale questi astronauti del cosmo lavorativo dovranno saper saltare in differenti luoghi, senza orari canonici.

La tecnologia avrà senza dubbio un ruolo da pivot di questo processo evolutivo del lavoro: “Quasi la metà (47%, ndr) delle professioni attuali nelle economie avanzate sono ad alto rischio di esser sostituite dall'automazione, nei prossimi vent'anni”, pronostica Mark Haefele, il capo degli investimenti di Ubs Wealth Management.

La stampa francese attacca la politica italiana

Matteo RenziDi recente, era stato Le Figaro a lanciare l'allarme Italia per colpa dell'immigrazione africana, arrivando ad affermare che mette a rischio la sicurezza nazionale francese. Questa mattina, nuovo forte attacco sempre dalla stampa di Francia al governo italiano, adesso sul versante economico e finanziario.

Il quotidiano economico francese Les Echos - l'equivalente del Sole 24 Ore in Francia - pubblica nel giornale in edicola da poche ore, una lunga analisi in cui il suo corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, presenta i temi della ripresa politica in Italia, prevista il 12 settembre con la riapertura del Parlamento.

“Aldilà dell'emergenza creata dal terremoto del 24 agosto scorso - scrive il giornalista francese - il premier Matteo Renzi ha ben presente quali siano le prossime scadenze: innanzitutto il referendum costituzionale, che il presidente del Consiglio italiano ha voluto personalizzare con il risultato, per il momento, di offrire un'insperata occasione alle sue disparate opposizioni per riprendere vigore e coesione nella speranza di rottamare il suo governo in carica da due anni e mezzo”.

Il fronte anti-Renzi, infatti, è trasversale e diviso tra centrodestra, destra, sinistra a Movimento 5 Stelle, ma la tattica miope di Renzi di aver fatto del Referendum costituzionale il banco di prova del consenso al suo governo e alla sua persona, ha dato a questo variegato fronte che gli si oppone un tema solidissimo e unitario per votargli compattamente contro, benché le singole posizioni politiche siano per molti versi differenti se non l'una l'opposto dell'altra.

La Svizzera non teme il brexit

I giornali di regime italiani non fanno che ripetere che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea porterà miseria e catastrofi di ogni genere. A distanza di più di un mese, però, non è la Gran Bretagna a soffrirne, piuttosto l'Italia, le cui banche sono sull'orlo del fallimento, l'economia già stagnante adesso peggiorerà nel 2017 col Pil in caduta di uno 0,5%, la disoccupazione ancora altissima aumenterà e il reddito pro capite che è più basso oggi del 1998, prima dell'entrata dell'Italia nell'euro non potrà che abbassarsi ancora.

Ma cosa ne pensano gli industriali di questo referendum che ha portato la Gran Bretagna fuori dalla Ue? In Italia per ora nessuno ha fatto un sondaggio - perchè darebbe risposte apocalittiche per il governo - ma nel Canton Ticino, in Svizzera, tale consultazione ha avuto luogo e i risultati sono sorprendenti.

Il presidente del CdA della Sintetica SA di Mendrisio, Luca Bolzani, per esempio è convinto che ci saranno conseguenze positive. La sua industria farmaceutica, presente in Ticino dal lontano 1921, ha aperto una filiale a Londra nella primavera di quest'anno, senza considerare che la Brexit potesse essere un'ipotesi realistica.

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