Previsioni

La stampa francese attacca la politica italiana

Matteo RenziDi recente, era stato Le Figaro a lanciare l'allarme Italia per colpa dell'immigrazione africana, arrivando ad affermare che mette a rischio la sicurezza nazionale francese. Questa mattina, nuovo forte attacco sempre dalla stampa di Francia al governo italiano, adesso sul versante economico e finanziario.

Il quotidiano economico francese Les Echos - l'equivalente del Sole 24 Ore in Francia - pubblica nel giornale in edicola da poche ore, una lunga analisi in cui il suo corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, presenta i temi della ripresa politica in Italia, prevista il 12 settembre con la riapertura del Parlamento.

“Aldilà dell'emergenza creata dal terremoto del 24 agosto scorso - scrive il giornalista francese - il premier Matteo Renzi ha ben presente quali siano le prossime scadenze: innanzitutto il referendum costituzionale, che il presidente del Consiglio italiano ha voluto personalizzare con il risultato, per il momento, di offrire un'insperata occasione alle sue disparate opposizioni per riprendere vigore e coesione nella speranza di rottamare il suo governo in carica da due anni e mezzo”.

Il fronte anti-Renzi, infatti, è trasversale e diviso tra centrodestra, destra, sinistra a Movimento 5 Stelle, ma la tattica miope di Renzi di aver fatto del Referendum costituzionale il banco di prova del consenso al suo governo e alla sua persona, ha dato a questo variegato fronte che gli si oppone un tema solidissimo e unitario per votargli compattamente contro, benché le singole posizioni politiche siano per molti versi differenti se non l'una l'opposto dell'altra.

La Svizzera non teme il brexit

I giornali di regime italiani non fanno che ripetere che l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea porterà miseria e catastrofi di ogni genere. A distanza di più di un mese, però, non è la Gran Bretagna a soffrirne, piuttosto l'Italia, le cui banche sono sull'orlo del fallimento, l'economia già stagnante adesso peggiorerà nel 2017 col Pil in caduta di uno 0,5%, la disoccupazione ancora altissima aumenterà e il reddito pro capite che è più basso oggi del 1998, prima dell'entrata dell'Italia nell'euro non potrà che abbassarsi ancora.

Ma cosa ne pensano gli industriali di questo referendum che ha portato la Gran Bretagna fuori dalla Ue? In Italia per ora nessuno ha fatto un sondaggio - perchè darebbe risposte apocalittiche per il governo - ma nel Canton Ticino, in Svizzera, tale consultazione ha avuto luogo e i risultati sono sorprendenti.

Il presidente del CdA della Sintetica SA di Mendrisio, Luca Bolzani, per esempio è convinto che ci saranno conseguenze positive. La sua industria farmaceutica, presente in Ticino dal lontano 1921, ha aperto una filiale a Londra nella primavera di quest'anno, senza considerare che la Brexit potesse essere un'ipotesi realistica.

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'Ue

In arrivo ondata di referendum per uscire dall'UeLo chiamano tsunami Brexit.

È lo tsunami politico in arrivo da partiti e movimenti di destra o improntati al populismo di diversi paesi europei, pronti a chiedere in totale ben 34 referendum che potrebbero decretare anche per loro il divorzio dall’Unione europea. È quanto emerge da una ricerca messa a punto dallo European Council on Foreign Relations (ECFR).

Diversi “partiti insurrezionisti”, così come viene riportato, stanno invocando i referendum su diverse questioni, dall’appartenza all’Ue alla politica di immigrazione.

Come motivazioni, vengono citati sia la paura che la Turchia entri a far parte dell’Ue, che l’accoglienza ai rifugiati che è stata promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel.

Così Mark Leonard di ECFR:

“Molti di questi partiti insurrezionisti hanno opinioni sulla politica estera che si avvicinano più alle posizioni del presidente russo Vladimir Putin che a quelle del presidente Obama”.

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