Previsioni

Financial Times: l'eurozona sarà il più grande default della storia

Default Eurozona“L'incapacità di distinguere ciò che è probabile da ciò che è auspicabile si è rivelata una tragedia nel 2016; questa tendenza vale anche per l'Italia” osserva l'editorialista del Financial Times Wolfgang Munchau.

“Si dice che il Belpaese sia bravo a cavarsela in qualche modo, che il suo sistema politico aggiusterà la legge elettorale per prevenire la vittoria di un partito estremista, che la sua Costituzione non permette un referendum sull'euro e che quindi l'uscita dall'unione monetaria non avverrà. Non è detto che sia così. Il divario nelle performance economiche italiane e tedesche è enorme. Gli squilibri nel sistema di pagamenti Target 2 hanno raggiunto il livello più alto dalla crisi del 2012: la Germania ha un surplus di 754 miliardi di euro; l'Italia un deficit di 359 miliardi”.

“In teoria si potrebbe continuare a ignorare tutto ciò, ma solo ad alcune condizioni. La prima è una convergenza tra i due paesi: l'Italia dovrebbe attuare riforme della giustizia e della pubblica amministrazione, tagliare le tasse e investire in tecnologie che aumentino la produttività. La seconda è che gli Stati membri del nord accettino trasferimenti di risorse verso il Sud. La terza è che l'Unione Europea crei un'autorità politica federale col potere di prelievo fiscale. La quarta è che la Banca centrale europea trovi il modo di finanziare indefinitamente il debito pubblico e privato italiano. La quinta è che Roma continui a sostenere l'appartenenza all'euro”.

Marcello Foa: riflessioni su Donald Trump

Donald TrumpMolti di voi in queste ore mi scrivono per complimentarsi per le analisi sulle elezioni americane, soprattutto per il fatto che il sottoscritto è stato uno dei pochissimi – a volte l’unico – a segnalare la rimonta di Trump e a non credere fino all’ultimo alla vittoria di Hillary.

Vi ringrazio, ho fatto semplicemente il mio dovere di giornalista e di osservatore di una realtà che conosco molto bene, quella americana.

A caldo ho pubblicato due brevi video in cui commento il risultato delle elezioni. In questo spiego perché il risultato non è sorpresa, e in quest’altro inizio a chiedermi che presidente sarà Trump.

Ancora una volta vado controcorrente: non mi unisco al coro dei pessimisti. Otto anni fa tutti si esaltavano per Obama e sappiamo com’è andata a finire, oggi tutti temono un’America irresponsabile ed estremista.

Ascoltate il discorso della vittoria: è già un altro Trump. Un Trump che abbandona i toni accesi e cerca il consenso, la moderazione, invita all’unità. Io ho l’impressione che sarà un presidente molto pragmatico, sia in politica estera sia riguardo le fra di scelte economiche.

Bettino Craxi previde la crisi vent’anni fa

Bettino CraxiCol suo libro esplosivo sulle 36 super-logge segrete del massimo potere mondiale (“Massoni, società a responsabilità illimitata”, edito da Chiarelettere), il massone Gioele Magaldi, fondatore del Grande Oriente Democratico in aperta polemica con la massoneria ufficiale italiana, «ha completamente riscritto la storia degli ultimi non so quanti anni», scrive Vincenzo Bellisario sul sito del “Movimento Roosevelt”, nato su impulso dello stesso Magaldi per squarciare il velo sulla politica italiana dominata dall’élite internazionale e contribuire a democratizzare il sistema, in un percorso di ripristino della perduta sovranità.

Ma a fare un’analoga denuncia, ricorda Bellisario, fu il vituperato Bettino Craxi, dal suo esilio di Hammamet, nella seconda metà degli anni ‘90. Memoriale uscito nel 2014, col titolo “Io parlo, e continuerò a parlare” (Mondadori). Altro libro utilissimo, dice Bellisario, «per comprendere in “altri termini” cos’è accaduto e accade in Italia, in Europa e nel mondo», ovvero: nomi e cognomi di chi ci ha inguaiato davvero, precipitandoci in questa crisi infinita.

Rivelazioni che «spiegano con parole mirate e incisive i fatti degli ultimi anni ed odierni, ancora oggi tristemente e quotidianamente sotto gli occhi del tutto ignari della quasi totalità» del pubblico, che magari vota Renzi e ha di Craxi un pessimo ricordo. Un libro, quello dell’ex leader del Psi, definito (oggi) da diversi giornalisti “profetico”, “sorprendente”, “agghiacciante”, “al limite della preveggenza”.

Lo Stato è a pezzi, così come l’idea di nazione?

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