Matrix

Il calcio manipola le masse

FootballTi guardi intorno, e cosa vedi?

Be intanto non bisogna solo guardare, ma vedere le due cose sono ben distinte.

La gente della nostra epoca si guarda intorno ma non vede nulla se non le cose assolutamente superficiali che non portano nessun beneficio a se stessi e alla comunità.

Non va oltre alla partita di calcio settimanale, arrabbiandosi pure se la propria squadra perde. Abbiamo perso, gridano i tifosi, ma in realtà sono loro stessi ad avere perso, perché i calciatori guadagnano miliardi e non perderanno mai, loro.

Poi il dopo partita, le trasmissioni TV, i giornali, internet, sempre a tenere attaccato il “povero” tifoso alla “propria” squadra, che di proprietà non detiene nulla alla fine.

Gli sfottò via facebook, le pagine anti Inter, anti Juve, anti Milan… fino ad arrivare a veri e propri insulti livello personale, ma ci rendiamo conto di dove siamo arrivati? Ma le avete mai viste queste pagine, fanno rabbrividire…
Quello stato di trans-ipnotico che induce la persona a mettere il calcio prima di ogni cosa, a volte anche prima della famiglia stessa.

Ipnotizzati dalla cultura globale

IpnosiPiù passa il tempo e più ci lasciamo persuadere che la maturità sia un attributo in qualche modo collegato alla rassegnazione e al cinismo, conseguibile all’interno dell’excursus di vita che accomuna ogni individuo venuto al mondo all’interno della società mercantile.

Con il susseguirsi delle generazioni e la diffusione del pensiero unico, il modello si è così fortemente radicato nell’immaginario collettivo da aver oscurato ogni altro approccio che non ruoti intorno alla capacità economica. Ci hanno ipnotizzati ed ora fatichiamo a realizzare quanto la nostra esperienza di vita sia sminuita dai recinti in cui dobbiamo agire per non essere esclusi dai giochi. I pochi temerari che si avventurano oltre quei recinti si ritrovano dispersi in una sorta di limbo desertico dal quale è estremamente semplice vedere i fili che muovono il Grande Teatrino.

Questo modello esistenziale castrato, ordinariamente ascritto ai ‘naturali’ effetti collaterali di un regime economico sempre più invasivo e competitivo, è in realtà una sublime forma di dominio politico. Controllano le masse intrappolando gli individui in un loop esistenziale di ripetitività, debiti e omologazione. La quotidiana corsa al denaro ci rende cronicamente oberati e distratti, dunque incapaci di trovare la volontà ed il tempo necessari al perseguimento di una reale maturazione.

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