Previsioni

Polo Nord: ipotizzato lo sciogliemnto dei ghiacci nel 2017

Cambiamenti climatici al Polo NordAllarme degli scienziati: nel 2017 il ghiaccio del Polo Nord potrebbe sparire e sulla Terra si abbatteranno cataclismi climatici

L’allarme arriva dal Polo Nord. Studiando gli ultimi dati del “National Snow and Ice Data Center”, il professor Peter Wadhams dell’Università di Cambridge si è infatti accorto che la superficie ghiacciata intorno al Polo Nord, si è ridotta a 11,1 milione di chilometri quadrati, mentre la media degli ultimi 30 anni è stata di 12,7 milioni.

Nel giro di un lasso di tempo brevissimo si è sciolta nel nulla un’estensione di ghiaccio pari a cinque volte l’Italia. Un cataclisma che ha portato lo studioso a credere che la catastrofe sia vicina.

A Cambridge il professor Peter Wadhams è docente di Oceanografia fisica ed è il responsabile del Polar Ocean Physics Group. E, dopo anni di studio, ha lanciato una previsione a dir poco allarmante: a settembre o al più tardi all’inizio del 2017, il ghiaccio potrebbe completamente sparire dal Polo Nord.

I sondaggi a favore del brexit contagiano pure altre nazioni

I sondaggi a favore del brexit contagiano pure altre nazioniTra meno tre settimane - il prossimo 23 giugno - in Gran Bretagna ci sarà un referendum in cui ci sono buone probabilità che i cittadini votino per uscire dalla UE e la cosa oramai non sorprende nessuno, a parte i soliti “terroristi della disinformazione” che spacciano per “catastrofiche” notizie come il vantaggio del Brexit nei sondaggi, ultimi due dei quali datati oggi.

E se c'è - e c'è - una censura globale sui benefici dell'uscita della Gran Bretagna dalla Ue, benefici che riguardano anche qualsiasi altra nazione la vorrà seguire dopo il 23 giugno, figuratevi se non viene cancellata la notizia che addirittura in Germania sale a vista d'occhio la percentuale dei tedeschi che vogliono fare altrettanto.

Infatti, la vera sorpresa, rispetto il prevedibile voto britannico, sta nel fatto che anche in Germania cresce il numero dei cittadini che vuole uscire dalla UE e a tale proposito un recente sondaggio realizzato dall'Agenzia europea di sondaggi Yougov per conto del quotidiano Handelsblatt ha rivelato che il 29% dei tedeschi vuole uscire dall'Unione mentre a voler rimanere sono solo il 54% e il resto è indeciso.

A prima vista potrebbe sembrare che i tedeschi amino la UE - dato che la maggioranza in base a questo sondaggio sembrerebbe di questo avviso - ma le cose non stanno affatto così perché solo pochi mesi fa la percentuale di euroscettici era molto più bassa, appena sopra l'8% e non è da escludere che tra qualche mese la percentuale di coloro che vogliono uscire dalla UE continui ad aumentare. Di questo passo, a fine anno sarà maggioritaria.

Negli Usa due autorevoli quotidiani danno come vincente Donald Trump

Hillary Clinton e Donald TrumpBrutte, davvero brutte notizie per “crooked Hillary” la corrotta Hillary, come la definisce Donald Trump.

“La sconfitta netta e inattesa subita dalla democratica Hillary Clinton alle primarie dell'Indiana è solo l'ultima conferma di quanto in realtà sia debole la sua candidatura”, scrive James Taranto in un editoriale per l'autorevole Wall Street Journal.

“Soltanto lunedì, la Clinton derideva il suo avversario, il socialista Bernie Sanders, accusandolo di dichiarare guerra alla realtà per la sua decisione di non ritirarsi dalla contesa e far strada alla sua nomina. Poi è arrivata la batosta in Indiana. Certo - premette l'editorialista - la nomina di Clinton è una certezza, a meno di sorprese sul fronte giudiziario. La Democratica è infatti indagata dall'Fbi per la sua gestione della corrispondenza ufficiale durante il suo mandato da segretario di Stato. La Clinton, inoltre, sopravanza Sanders per numero di delegati eletti alle primarie e, soprattutto, di superdelegati non eletti”.

Tutto bene, quindi? Non esattamente.

“Del resto - sottolinea l'articolo - il suo avversario Sanders non è nemmeno un vero democratico, ma piuttosto un outsider che si auto-definisce anzitutto socialista. Però dare per assodata la vittoria di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali di novembre è un grave azzardo”.

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