Infanzia

Certi spot televisivi possono influenzale le tendenze alimentari dei bambini

BambinoMolti dei prodotti che vengono reclamizzati non sono sicuri per l’alimentazione dei bambini, per questo l’Oms vuole sollecitare i Governi a vigilare sui contenuti delle pubblicità, in modo che il bombardamento continuo nei confronti dei più piccoli non li porti a preferire e a chiedere cibi poco salutari.

La maggior parte dei cibi reclamizzati contiene alti livelli di grassi, zuccheri o sale: bibite zuccherate come soft-drink, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e fast food.

“È stato dimostrato che i messaggi commerciali dedicati a questi prodotti possono avere un impatto disastroso sulla salute dei bambini”, affermano gli esperti dell’Oms. Questo perché le difese dei bambini sono più deboli rispetto ad alcuni tipi di messaggi. I bambini apprendono presto dalla televisione quali sono i marchi e i cibi preferiti e questo incide sul rischio di obesità infantile e anche sui comportamenti alimentari futuri a rischio.

Tuttavia la televisione non è l’unico mezzo su cui lavora il marketing pubblicitario, che si sta orientando, spiega l’Oms, sempre di più verso nuovi canali pubblicitari, anche perché più economici, come i social network e le applicazioni per cellulari, per raggiungere i bambini.

Ecco le abitudini alimentari che favoriscono l'obesità infantile

Cibo spazzaturaDal 2008 ad oggi sono diminuiti i bimbi tra gli 8 ed i 9 anni in sovrappeso, ma l'Italia è ancora ai primi posti d'Europa per obesità infantile.

Sono frequentissime le abitudini alimenatri scorrette ed i comportamenti sedentari anche se sono in leggero aumento i bambini che fanno attività fisica.

È in sintesi la fotografia scattada nel 2012 dal sistema di sorveglianza “Okkio alla Salute" promosso dal Ministero della Salute.

La rilevazione, che avviene ogni 2 anni, ha coinvolto 46.000 bambini appartenenti a 2623 classi terze della scuola primaria.

I bambini in sovrappeso tra gli 8 e 9 anni sono il 22,1% nel 2012 contro il 23,2% del 2008/2009. I bambini obesi sono invece il 10,2% contro il 12%.

Pertanto un bambino su 3 in Italia ha problemi di peso e di non corretta alimentazione.

I dati fanno emergere una situazione ancor più allarmante nelle regioni del Centro Sud quali: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata.

L'intera generazione di bambini siriani è in pericolo. Fermiamo questa atrocità!

Bambini sirianiDa due anni i bambini e le bambine della Siria stanno subendo sofferenze terribili. Giovani vite lacerate, in lutto, tormentate, smarrite: la situazione dei bambini è l’atrocità taciuta di questo conflitto. Oltre ai pericoli fisici della guerra, un numero elevato di bambini in Siria sono a rischio crescente di malattie, malnutrizione e gravi traumi.

Molti bambini sono stati costretti ad abbandonare le loro case, affrontando enormi difficoltà per trovare cibo sufficiente per sfamarsi e senza poter essere curati se malati o feriti.

Per alcuni l'unico rifugio disponibile è rappresentato da parchi, fienili o addirittura grotte; quelli che sono riusciti a fuggire nei paesi vicini vivono in rifugi di fortuna, edifici fatiscenti o in campi sovraffollati, dove il cibo, le medicine e l’acqua sono sempre più scarsi.

Stiamo assistendo alla distruzione dell'infanzia in Siria. Se non si interviene subito infatti, i danni subiti a livello fisico e mentale comprometteranno irreparabilmente un’intera generazione di bambini. L’impatto potrebbe avere conseguenze in tutta la società siriana per decenni dopo la fine della guerra.

Save the Children è al lavoro, nonostante le circostanze molto pericolose, in diverse aree della Siria per raggiungere i bambini con acqua, medicine e vestiti.

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