Paradossi

Viviamo nella dittatura dei desideri indotti

DiktatorshipSe vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”. Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto. Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L’attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.

E allora, l’ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola indisturbato nelle pieghe di ogni coscienza è: «Non pensate, gente, non pensate, ricordatevi di non pensare, pensare stanca, è inutile, pensa uno per tutti e vi protegge dal vostro stesso pensiero…». Così viviamo tempi di conformismo coatto. Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Riflessione sulla teoria della cospirazione

Teoria della cospirazioneNegli Stati Uniti le spiegazioni che differiscono da quelle date dall’oligarchia dominante vengono chiamate “teoria della cospirazione”. In realtà, le uniche cospirazioni sono le spiegazioni imposteci.

Ad esempio, l’11 settembre. Alcuni musulmani, principalmente arabi, avrebbero inferto la più grande umiliazione ad una superpotenza dai tempi di Davide contro Golia. Avrebbero beffato tutte le 17 agenzie di intelligence statunitensi oltre a quelle di NATO e Israele, il Consiglio di Sicurezza Nazionale, l’Amministrazione della Sicurezza dei Trasporti, il Controllo del Traffico Aereo e Dick Cheney, dirottato quattro aerei di linea americani in una mattina, abbattuto tre grattacieli del World Trade Center, distrutto parte del Pentagono dove si stavano facendo ricerche su 2.3 trilioni di dollari mancanti ed indotto gli idioti a Washington ad incolpare l’Afghanistan anziché l’Arabia Saudita.

Chiaramente, gli arabi che hanno umiliato l’America erano coinvolti nella cospirazione.

È una storia credibile?

L’abilità di alcuni giovani musulmani di compiere un’impresa simile è veramente incredibile.

Affari d'oro per i costruttori di Bunker e rifugi antiatomici

Rifugi antiatomiciBunker e rifugi a prova di bomba atomica. Come affermano i responsabili di alcune aziende americane, le vendite di questi prodotti quest’anno sono aumentate negli Stati Uniti e in Giappone. La crescita della tensione fra gli Stati Uniti e la Corea del Nord di Kim Jong Un, con i test missilistici effettuati dai nordcoreani, ha fatto risorgere vecchie paure che sembravano dimenticate con la fine della Guerra Fredda.

“C’è un forte aumento della domanda, abbiamo ricevuto centinaia di chiamate“, ha detto Ron Hubbard, presidente di Atlas Survival Shelters, impresa con sede in California, “ci aspettiamo di avere un anno molto buono, con vendite per oltre mille rifugi a un prezzo medio di 25 mila dollari l’uno”. Anche Gary Linch, manager di Rising S Shelters in Texas riporta un aumento delle vendite negli Usa e in Giappone.

La maggior parte degli acquirenti sono proprietari di abitazioni preoccupati da un possibile conflitto nucleare fra Usa e Corea del Nord.

Fra di essi ci sono molti “preppers”, persone che si preparano a un disastro naturale o causato dagli uomini. La domanda è in aumento anche in Corea del Sud. Chi chiede un rifugio o bunker antiatomico può scegliere fra soluzioni diverse. Atlas offre 15 tipi di rifugi ma il più semplice è in tubi di acciaio ondulati che possono anche essere ricoperti da accessori di lusso.

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