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Nuove strategie per il progetto della “Grande Eurasia”

Vladimir PutinLa Russia ha a lungo sostenuto che l’espansione della SCO rafforzerà lo status internazionale dell’organizzazione.

Ma ora a quanto pare la Russia suggerisce una sorta di raggruppamento economico oltre la SCO.

Il Cremlino ha delineato una visione ambiziosa del nuovo raggruppamento d’integrazione globale oltre le unioni economiche e politiche già esistenti in Eurasia. Eppure c’è mancanza di chiarezza su come l’entità proposta possa conciliarsi con le organizzazioni ed accordi regionali esistenti.

L’Unione Economica Eurasiatica (UEE) della Russia diverrebbe parte di una entità d’integrazione maggiore, una “Grande Eurasia” annunciata dal Presidente Vladimir Putin. Questa maggiore partnership eurasiatica potrebbe includere anche Cina, India, Pakistan, Iran, Stati ex-sovietici ed altri interessati, ha detto.

Guerrafondai alla Casa Bianca: potrebbe essere il turno di Hillary

Hillary ClintonDal suo blog Blitzkrieg, M. Krieger critica la politica estera del candidato alla presidenza americana Hillary Clinton. Come politico di spicco e poi Segretario di Stato, la Clinton si è distinta per schierarsi sempre dalla parte sbagliata dei conflitti, e per provocare disordini in diverse parti del mondo. È il suo scriteriato tentativo di rovesciare Assad in Siria ad aver costretto milioni di siriani a fuggire dalle loro case, e a provocare la crisi migratoria tuttora in atto, di cui africani ed europei sono ora costretti a pagare le conseguenze.

Il curriculum di Hillary include il supporto ai barbari “contras” contro il popolo del Nicaragua negli anni ’80, il supporto ai bombardamenti NATO nell’ex Jugoslavia, il supporto alla guerra in Iraq di Bush tuttora in corso, i disordini ancora in corso in Afghanistan, la distruzione – in quanto Segretario di Stato – dello stato centenario della Libia, il colpo di stato militare in Honduras e l’attuale tentativo di “cambiare regime” in Siria. Tutte queste situazioni hanno portato più estremismo, più caos in giro per il mondo, e più pericoli per il nostro Paese. I prossimi saranno i confini di Russia, Cina e Iran. Osservate la cattiveria del suo recente comizio all’AIPAC (poi non dite che non eravate stati avvisati). Possiamo davvero tollerare che la Clinton vuole “alzare di livello la nostra alleanza [con Israele]”? Dove sta il senso delle proporzioni? I media non potrebbero, quantomeno, rinfacciarle il suo estremismo? Temo che il problema sia quella schifezza del “politically correct” che domina il pensiero americano (ossia: Trump è estremista, quindi Hillary non deve esserlo).

La Foxconn licenzia 60mila operai. Verranno sostituiti dai robot

La Foxconn licenzia 60mila operai. Verranno sostituiti dai robotLa Foxconn, azienda taiwanese che produce la metà delle componenti dei dispositivi elettronici di consumo venduti nel mondo, ha ridotto la propria forza lavoro, grazie all’introduzione dei robot che sostituiscono gli operai.

Un taglio drammatico: da 110.000 ad appena 50.000 operatori.

Niente da dire: «Un successo nella riduzione del costo del lavoro». Fino a dieci anni fa, scrive “Contropiano”, per capire dove stava andando il capitalismo occorreva guardare agli Stati Uniti. Ora invece fa testo la Cina, divenuta “la manifattura del mondo” grazie a un costo del lavoro che 40 anni fa era ai minimi mondiali.

Altri punti di forza: la concentrazione politica del potere (il sindacato assorbito dal partito unico) e l’apertura agli investimenti stranieri, in cambio della condivisione del know how.

Centinaia di milioni di persone avevano così «smesso di essere contadini in esubero per trasformarsi in operai industriali, assicurando un tasso di crescita del Pil superiore al 10% per oltre venti anni e facendo conquistare al paese il ruolo di seconda potenza industriale del pianeta». Ma la musica sta cambiando: «Ogni favola ha una fine, anche e soprattutto quelle capitalistiche».

La Foxconn, aggiunge “Contropiano”, era anche conosciuta per l’alto tasso di suicidi tra i suoi lavoratori, schiacciati da ritmi infernali. «Ma i robot fanno meglio, più velocemente, senza soste fisiologiche, 24 ore su 24. Non si lamentano, non pretendono adeguamenti salariali, non si ammalano, non scioperano mai e non rischiano di farlo in futuro.

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