Neurologia

Nel mondo una persona su 10 soffre di una malattia mentale

CervelloComprendono malattie psichiatriche come ansia, depressione, disturbi bipolari e neurologiche come Alzheimer e demenza e nel mondo ne soffre quasi una persona su 10.

Sono i disturbi mentali, che in Europa colpiscono circa il 25% delle persone ogni anno. Un problema di proporzioni enormi con ricadute sociali altrettanto grandi: nei Paesi ad alto reddito i disturbi mentali rappresentano la principale causa di perdita in anni di vita per morte prematura e disabilità.

Secondo i dati Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) depressione, schizofrenia, disturbi bipolari riducono infatti la speranza di vita media di circa venti anni rispetto alla popolazione generale. Nel corso della vita, una persona su due avrà esperienza di un disturbo mentale e una conseguente riduzione delle opportunità di occupazione, di produttività e di salari.

Ingenti sono anche le ricadute economiche: i costi (diretti e indiretti) delle malattie mentali (statistiche Ocse) possono superare il 4% del Pil (Prodotto interno lordo).

Ogni razza sogna a modo suo

SonnoLo rivela uno studio condotto dall’University of California di San Diego.

Lo studio, durato cinque anni, ha analizzato il sonno di 164 soggetti umani con un polisonnografo, una macchina per polisonnografia che dispone di uno scanner per il cervello, sensori della respirazione e molto altro.

La polisonnografia è il termine usato per indicare una registrazione simultanea di più parametri fisiologici durante la notte, mediante un polisonnigrafo. Normalmente nel corso del test vengono registrati due o più canali EEG, vari canali elettromiografici, i movimenti di torace e addome, il flusso oronasale, la saturazione di ossigeno nel sangue.

Gli scienziati hanno scoperta un’ampia differenza a livello razziale tra partecipanti negri (negri è il termine corretto per i neri subsahariani) e bianchi partecipanti.

Gli individui delle due razze sperimentano il sonno in modo diverso. In poche parole, i soggetti dello studio bianchi raggiungono il sonno a onde lente (SWS nell’acronimo inglese) – che è di qualità superiore – circa il 20 per cento del tempo. I soggetti neri, invece, raggiungono questa qualità di sonno, solo il 15 per cento del tempo. Una differenza molto elevata che supera il 25 per cento. E che dipende esclusivamente dalla differente capacità cerebrale.

Il sonno SWS, detto anche ‘sonno profondo’, è fondamentale nello sviluppo della capacità cognitiva. E ne è anche espressione.

I movimenti oculari possono stimolare il recupero dei ricordi

RicordiStudio italiano scopre la connessione tra occhi e memoria

Occhi e memoria sono connessi: il movimento oculare accompagna il processo di formazione e di recupero dei ricordi. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Cognition, è un team di ricercatori dell'Università di Milano-Bicocca e dell'Università di Zurigo (Svizzera), coordinato da Luisa Girelli e Luca Rinaldi. Secondo gli autori, il cervello umano ricorda con più facilità se immagazzina le informazioni organizzandole da sinistra a destra. Allo stesso modo, quando bisogna richiamarle alla mente, gli occhi si muovono nella stessa direzione.

Durante la ricerca, gli esperti hanno chiesto a 10 partecipanti di memorizzare una sequenza di numeri e, successivamente, di ripeterli nello stesso ordine.

Nel corso dell'esperimento, i volontari indossavano uno speciale tipo di occhiali, dotati del sistema a infrarossi EyeSeeCam, che registra i movimenti spontanei eseguiti dagli occhi durante il processo di archiviazione e di recupero delle informazioni. Questo ha permesso agli scienziati di scoprire che i soggetti ricorrevano a una determinata strategia visiva per cercare i dati nella memoria.

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