Coscienza

Viviamo nella dittatura dei desideri indotti

DiktatorshipSe vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Viviamo in tempi stranissimi che, oltre ad un volgare conformismo, non ci consigliano di andare. E chiamiamo questo conformismo “buon senso”, “saper vivere” e persino lealtà alla patria, o addirittura “fede”. Così siamo giunti al punto che manifestare un desiderio di conoscere e riflettere, di pensare, oppure dichiarare di avere un punto di vista diverso da quanto ogni autorità ci propone, significa candidarsi al sospetto. Come minimo, si rischia di trovarsi ai margini del proprio gruppo. L’attuale sistema ha come presupposto che qualcuno pensi e giudichi per tutti.

E allora, l’ordine interiorizzato e che nessuno verbalizza, ma che scivola indisturbato nelle pieghe di ogni coscienza è: «Non pensate, gente, non pensate, ricordatevi di non pensare, pensare stanca, è inutile, pensa uno per tutti e vi protegge dal vostro stesso pensiero…». Così viviamo tempi di conformismo coatto. Se vogliamo essere tranquilli, siamo invitati a metterci tutti in divisa, ad essere senza volto. Scriveva Karl Jaspers: «È possibile spiegare tutto, senza nulla comprendere». Proprio quanto ci sta accadendo. Crediamo di sapere tutto senza comprendere nulla.

Il cervello delle persone creative

Il cervello delle persone creativeLe persone creative possiedono un emisfero destro del cervello particolarmente sviluppato.

Negli anni ’60, gli studi sul funzionamento del cervello del dottor Roger W. Sperry e dei suoi allievi Michael Gazzaniga, Jerre Levy, Colwin Trevarthen, Robert Nebes e altri, hanno dimostrato come creatività ed empatia siano funzioni dell’emisfero destro del cervello. Ho ipotizzato, perciò, che la personalità creativa sia una struttura di personalità caratterizzata da un emisfero destro particolarmente attivo.

Vediamo meglio come funziona il cervello e cosa significa avere un emisfero destro attivo. Il nostro cervello è formato da due emisferi, destro e sinistro, con funzioni e abilità specifiche. Entrambi gli emisferi collaborano tra loro ma funzionano in modi diversi. Approssimativamente possiamo dire che l’emisfero sinistro coglie le cose in modo analitico, lineare, logico matematico, razionale, consequenziale e oggettivo. Mentre l’emisfero destro comprende in modo intuitivo, analogico, immaginativo, relazionale, sintetico, divergente e soggettivo.

Come si può intuire da questo elenco, empatia e creatività sono funzioni che appartengono all’emisfero destro.

Le sei grandi illusioni che ci 'ammanettano'

IllusioniMolte delle preoccupazioni che ci occupano la mente e molte delle attività che riempiono le nostre giornate, scaturiscono da impulsi che ci richiedono di diventare qualcuno o qualcosa di diverso da ciò che siamo.

Affinché un gioco di prestigio riesca a ingannare un pubblico, è necessario che il trucco sia invisibile, e a tal fine il prestigiatore suscita nello spettatore uno stato di sospensione dell’incredulità. Lo stato di sospensione dell’incredulità nell’illusione, è spesso più confortante dello scoprire i segreti del prestigiatore.

“In prigionia, le illusioni possono dare conforto”. Nelson Mandela

Ebbene, noi viviamo in un mondo di illusioni. E non è un caso. Data la programmazione mentale, funzionale alla cultura aziendale-consumista che oggi domina la razza umana, siamo indotti ad accettare alcuni aspetti della società come verità intoccabili, e a credere che alcuni modi di essere e agire siano più giusti rispetto a molti altri. Gli psicopatici al potere depotenziano gli individui in questo modo, impedendo loro di vedere il quadro d’insieme, erigendo barriere fatte di suggestioni e modelli assoluti, che mirano a frantumare l’autostima e la fiducia nel futuro.

Il priorato di Sion accolto dal sindaco di Rennes-le-Château e dai suoi abitanti

Priorato di SionÈ stata segnata una nuova data storica per il Priorato di Sion, il 12/8/2017, quando il Gran Maestro Marco Rigamonti, in qualità di Segretario Generale, insieme al Gran Patriarca Gino Sandri e al Grand Sénéchal Domizio Cipriani, consegna, al Sindaco di Rennes le Château, Alexandre Painco, l'assegno relativo alle donazioni per il restauro delle opere all'interno della Chiesa di Santa Maria Maddalena, celebrando così, attraverso un gesto di solidarietà, il sodalizio storico e di tradizione, che da tempi immemorabili, lega il Priorato di Sion a Rennes le Château.

L'occasione, che ha visto la delegazione dell'Ordine, accolta con grande benevolenza e affetto dalla popolazione del paese e dagli ospiti accorsi all'evento, è stato fruttifero di non poche nuove occasioni e possibilità, essendo stata organizzata, subito dopo la cerimonia di consegna della donazione, una autorevolissima conferenza, sotto il patrocinio del Comune stesso, che aveva tra i suoi relatori, anche il Gran Patriarca Gino Sandri, il quale ha concluso la conferenza con il suo intervento dedicato in particolare ad Alain Féral, artista, musicista, attore e anch'egli ricercatore nell'ambito dell'enigma di Rennes le Château nonché autore di "Rennes-le-Château: Clef du royaume des morts".

A partecipare alla conferenza l'élite francese dei ricercatori nell'ambito del mistero di Rennes le Château, dei visigoti, della Linguadoca, dei Templari e del Priorato di Sion, formata da accademici e scrittori di caratura internazionale, sotto il sapiente coordinamento e direzione del Redattore Capo della "Gazette de Rennes-le-Château", Johan Netchacovitch.

Pagine