Alimentazione

L'attività fisica è importante per la salute

Lo sport è importante per la salute. Riduce il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, cancro del colon e osteoporosi e di calcoli biliari

Il movimento è un’esigenza fondamentale del corpo umano. Oggigiorno però molte persone si muovono troppo poco.

Si va al lavoro e a far la spesa in auto, si prende l’ascensore invece di salire le scale e il tempo libero lo si passa soprattutto davanti al televisore.

I progressi della tecnica hanno per conseguenza che molte persone svolgono solo raramente attività fisica e trascorrono la maggior parte del tempo sedute.

Eppure un’attività fisica regolare è un presupposto importante per la salute.

È provato che essa riduce il rischio di malattie cardiovascolari, di diabete, di cancro del colon, di osteoporosi e di calcoli biliari. La sedentarietà è il principale fattore di rischio variabile della cardiopatia coronarica, nonché la prima causa di morte in Svizzera.

Inoltre ha un influsso molto favorevole sulle condizioni psichiche e nelle persone anziane contribuisce a mantenere la forza e quindi anche l’autonomia fisica.

Quanta attività fisica ci vuole?

Le regole per chi soffre di ulcera

La dieta da seguire, per tutti coloro che soffrono di ulcera, prevedere cibi leggeri e poco calorici come i cereali e le verdure cotti a vapore

Tutti coloro che soffrono di ulcera devono curare scrupolosamente l'alimentazione. Ci sono alimenti che si possono mangiare ed altri da evitare.

Vanno seguite alcune regole: nel corso della giornata bisogna suddividere l'assunzione del cibo in piccoli pasti, né troppo caldi, né troppo freddi. I cibi, preferibilmente delicati e poco calorici, vanno masticati con cura e soprattutto con calma.

Tutti coloro che soffrono di ulcera non devono mai mangiare cibi che potrebbero provocare pesantezza o bruciore allo stomaco. La dieta da seguire deve prevedere cibi leggeri e poco calorici come i cereali e le verdure.

Lo stomaco affetto da ulcera digerisce bene: le carote, l'insalata verde, i pomodori, i piselli, le zucchine e i fagiolini. Tutte verdure ricche di vitamine e sali minerali. Lo yogurt è ben tollerato, come pure i dolci alla frutta senza panna o a base di pasta frolla.

Non vanno assolutamente trascurate le modalità di preparazione delle pietanze.

Con lo scopo di non irritare lo stomaco, i metodi di cottura da privilegiare sono: il cuocere al vapore, lo stufare e il lessare. Vanno benissimo: il caffè d'orzo, i centrifugati di verdure le tisane.

Gli alimenti non adatti sono tutti i latticini, almeno quelli troppo grassi.

Ogni anno ingeriamo circa 32 mila microplastiche

32 mila microscopici pezzetti di plastica ( microplastiche ) finiscono nel nostro corpo. Sono tutti pezzi dei nostri rifiuti finiti in mare o nell’aria

Secondo una ricerca pubblicata su "Enviromental – science & technology" ogni anno ingeriamo circa 32.000 microplastiche. Ecco come

Il mondo ci si rivolterà contro, pensare di violare i limiti di utilizzo di un materiale come la plastica pensando di allontanarlo dalla nostra vita per sempre una volta gettato nei rifiuti è pura follia. Ed oggi la scienza lo dimostra. Secondo una ricerca pubblicata su Enviromental – science & technology –(1) ogni anno ingeriamo circa 32.000 microplastiche. Pro capite. Sì, esatto: 32 mila microscopici pezzetti di plastica finiscono nel nostro corpo, e gli unici che possiamo incolpare siamo noi, sono tutti minuscoli pezzi dei nostri rifiuti finiti in mare o nell’aria e che noi poi riportiamo a casa bevendo, mangiando o anche solo respirando.

Un articolo di Quartz,(2) per esempio, ci spiega come circa 2000 microplastiche l’anno finiscano nel nostro organismo tramite il normalissimo sale da cucina. Un capitolo della suddetta ricerca infatti è dedicato ad uno studio fatto su 39 marche diverse di sale proveniente da 21 paesi diversi del mondo. Il risultato è sconvolgente, su 39 marche solo tre sono risultate prive di microplastiche, per l’esattezza un raffinato sale marino proveniente da Taiwan, un raffinato sale roccioso cinese e un sale marino non raffinato in Francia.

Il resto, un disastro. Sali marini, sali di roccia, sali di lago, tutti pieni di plastica. Ma come ci finisce la plastica nel nostro sale da cucina?

Semplice. Il sale, chiaramente quello marino e di lago, non è altro che ciò che resta dall’evaporazione dell’acqua. Viene poi raccolto, impacchettato e venduto. Ed è l’acqua in questione a riportare in casa nostra i residui di quella plastica con la quale ogni giorno noi avveleniamo mari, fiumi e laghi del nostro pianeta.

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