Cybercrime

Marcello Foa: twitter scheda e poi esclude certi suoi utenti

Marcello Foa: TwitterPrima hanno inventato la democrazia, lottando per conquistarla. Poi l’hanno svuotata, con le istituzioni-capestro che scavalcano gli Stati e la loro Costituzione. In compenso, con Internet e i social media, hanno trasferito quote di democrazia (virtuale) sulla Rete. Ma adesso si stanno riprendendo, silenziosamente, anche quelle.

Lo afferma Marcello Foa, nel suo blog sul “Giornale”, segnalando la colossale retromacia di Twitter: messaggi filtratri e segretamente archiviati, a insaputa dell’utente, che – nel caso veicolasse messaggi scomodi – verrebbe addirittura escluso dal circuito, senza che neppure se ne accorga. È una notizia che pochissime testate hanno dato, e che Foa considera «tanto importante quanto inquietante».

Pochi giorni fa, scrive, un’inchiesta di “Project Veritas” ha rivelato che Twitter sta lavorando alacremente a misure che, una volta introdotte, limiteranno la nostra libertà di esprimerci. A confessarlo sono stati alcuni ingegneri della società: le loro confidenze sono state captate con una camera nascosta durante le feste natalizie, «un po’ come fa “Report”, per intenderci».

Non immaginando di essere registrati, si sono lasciati andare. Pochi ne hanno parlato, in Italia. E chi lo ha fatto (come “Repubblica”) si è soffermato sulle indiscrezioni riguardo la violazione della privacy: ogni contenuto tu Twitter verrebbe monitorato e messo in cassaforte.

Alcune considerazioni sull'attacco Hacker Globale

HackerIn questa storia dell’attacco Hacker Globale ho sentito molte “colpe”, nell’ordine:

1- Hacker Russi (immancabile, ma subito rientrato);

2- Bitcoin (usato come valuta per il ricatto, il che indica una forte ignoranza da parte degli attaccanti, oggi bitcoin non è affatto sicuro come strumento di pagamento anonimo e ci sono alternative molto liquide);

3- Mancanza di consapevolezza e incompetenza nelle buone pratiche di sicurezza.

Il terzo punto è l’unico degno di nota, l’attacco Hacker che ha bloccato alcuni computer nel mondo è stato ANCHE dovuto a:

1- Sistemi Windows non aggiornati;

2- Sistemi Windows senza adeguati sistemi anti malware;

3- Cattive pratiche da parte degli utenti (pare che l’attacco sia stato possibile solo con l’apertura di file infetti da parte di utenti).

Bene.

La Svizzera progetta la chiusura dei wi-fi liberi. La registrazione diventerà obbligatoria

La Svizzera progetta la chiusura dei wi-fi liberiLa Confederazione vuole poter identificare gli utenti online. Gli hotspot pubblici saranno disponibili soltanto con registrazione

Oggi come oggi per molte persone il wi-fi è più importante del sesso, rivela uno studio. In Svizzera, però, l’utilizzo di queste reti in bar e luoghi pubblici è a rischio: la Legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni che entrerà in vigore l’anno prossimo potrebbe infatti renderle fuori norma, scrive la Basler Zeitung.

L’obiettivo delle nuove disposizioni è di permettere agli inquirenti di rendere la vita difficile ai criminali che tentano di comunicare fra loro in maniera criptata su internet. Un’ordinanza della Confederazione prevede in particolare che gli operatori di telefonia mobile come Swisscom, Salt o Sunrise identifichino ogni cliente archiviando una «copia ben leggibile del suo documento». Queste aziende, inoltre, dovranno conservare altri dati, come l’indirizzo, il metodo di pagamento e persino il codice Iban dei clienti. Gli investigatori possono così, alla bisogna, sapere chi, quando e dove si trova su internet.

«La fine dei wi-fi liberi» - Per il gestore di un bar che offre ai propri clienti il wi-fi sarebbe certo impossibile osservare tutte queste disposizioni, commenta Martin Steiger, avvocato specializzato in IT e membro dell’associazione Società digitale.

Trump era spiato da Obama durante la campagna elettorale

Trump era spiato da Obama durante la campagna elettoraleLe agenzie di intelligence statunitensi hanno davvero intercettato figure della campagna elettorale di Donald Trump e del suo team di transizione presidenziale.

Lo ha dichiarato di recente, nel corso di una conferenza stampa a dir poco esplosiva, il direttore della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Devin Nunes.

Il presidente Usa, Donald Trump, aveva scatenato un putiferio all'inizio di marzo, denunciando via Twitter l'intercettazione sua e della sua campagna elettorale per ordine del suo predecessore, Barack Obama: “Ho appena scoperto che Obama aveva 'intercettato' la Trump Tower poco prima della vittoria”, aveva scritto il presidente. “Non hanno trovato nulla. Questo è puro maccartismo”.

Le accuse di Trump, non circostanziate, avevano suscitato incredulità all'inizio, e scandalo poi, sino a questa settimana, quando il direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi), James Comey, ha categoricamente smentito di fronte al Senato che l'amministrazione Obama abbia mai ordinato la sorveglianza di Trump e dei suoi collaboratori, neanche indirettamente, tramite un mandato Fisa (Foreign Intelligence Surveillance Act).

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