Comunicazione

Anche in America le nuove tecnologie mettono in crisi la coppia

Le nuove tecnologie mettono in crisi la coppiaSPEGNETE NETFLIX! - GLI AMERICANI FANNO MENO SESSO PER COLPA DI SMARTPHONE, SOCIAL E SERIE TV - LO SOSTIENE UNO STUDIO DI “ARCHIVES OF SEXUAL BEHAVIOR” - UN MOTIVO POTREBBE ESSERE, ALMENO PER I TRENTENNI, UN CALO DELLE SOPRAVALUTATE FELICITÀ EROTICHE, MEGLIO UNA BUONA CONNESSIONE

Gli americani fanno meno sesso e i responsabili sarebbero le serie tv e i social. Lo dicono gli studiosi. E se stesse succedendo anche a noi in Italia?

LO STUDIO AMERICANO

Un nuovo studio, pubblicato di recente sulla rivista “Archives of Sexual Behavior”, ha dimostrato il gap generazionale in materia di sesso: nel 1990, gli americani in media facevano sesso da circa 60 a 65 volte l’anno; nel 2014, la frequenza è calata a circa 53 volte l’anno. Perfino i Millennials e i giovani della Generazione Z (noti anche come iGen, Post-Millennials, Centennials, o Plurals, cioè la generazione nata dopo i Millennials, tra la seconda metà degli anni ’90 e il 2010) fanno meno sesso rispetto a qualsiasi generazione precedente. Gli over 70 invece ci danno dentro più di tutti.

LIBIDO IN CALO TRA LE COPPIE

Si potrebbe ipotizzare che la diminuzione delle attività sessuali sia legato alla solitudine, al fatto che in tanti non hanno una relazione stabile.

Metodo per diventare un “atleta della memoria”

MemoriaLa tecnica utilizzata dagli "atleti della memoria" per ricordare lunghissime sequenze di numeri o di parole consente anche alle persone normali di raggiungere prestazioni mnemoniche simili: lo ha dimostrato una nuova ricerca sperimentale, che ha evidenziato alcune differenze nelle connessioni cerebrali dei soggetti sottoposti a uno specifico addestramento (red)

Li chiamano “atleti della memoria” e il loro sport è ricordare lunghissime sequenze di numeri, parole o di simboli senza nessuna correlazione tra loro.

Molte di queste persone attribuiscono la loro capacità straordinaria all'uso del cosiddetto “metodo dei loci” o di sistemi mnemonici simili. Un nuovo studio apparso sulla rivista “Neuron” e firmato da un gruppo di ricercatori della Stanford University School of Medicine ha dimostrato ora che il metodo può essere insegnato a persone senza particolari doti di memoria, che così si avvicinano per capacità mnemoniche ai soggetti più dotati.

Il motivo è da ricercare, secondo i dati di imaging cerebrale, negli schemi di attività cerebrale che vengono attivati dal metodo dei loci.

Il metodo vanta antichissime origini: veniva infatti usato dagli oratori greci e latini e ha lasciato traccia anche nel lessico italiano, nelle espressioni “in primo luogo” e “in secondo luogo”.

Attenzione ai furti di identità. Cosa fare per evitarli?

CybercrimeIl furto dell’identità o l’uso improprio di un’identità personale è un crimine che potrebbe causare serie conseguenze sia di carattere emotivo che finanziario.

Risulta prioritario tutelare nel migliore dei modi le proprie informazioni personali ed agire immediatamente nel caso si diventi vittima di un furto d’identità per minimizzare il più possibile i danni.

Il furto d’identità è solo un problema per persone che forniscono informazioni on-line?

Potrebbe succedere di essere vittima del furto della propria identità senza aver mai usato un dispositivo collegato a internet. Dei malintenzionati potrebbero essere in grado di ottenere informazioni (numeri di carte di credito, numeri telefonici, account ed indirizzi), per esempio, rubando il nostro portafoglio, ascoltando una nostra conversazione telefonica, curiosando nella nostra immondizia (pratica conosciuta come “dumpster diving”) o intercettando una ricevuta al ristorante. Un malintenzionato una volta in possesso di una certa quantità di informazioni, potrebbe impersonare la vittima per acquistare articoli on-line o per eseguire richieste di prestiti.

Internet è una vera fonte di informazioni personali. Molte società o istituzioni conservano informazioni circa i loro clienti in database installati in sistemi connessi ad internet non adeguatamente protetti.

Facebook diventa anche un motore di ricerca

FacebookIspirandosi a Google Foto il social network Facebook ha iniziato la sperimentazione di un suo nuovo motore di ricerca interno, che implementa anche le immagini.

L'innovativo motore di ricerca di Facebook utilizza una tecnologia molto avanzata, che si basa sull'intelligenza artificiale, capace di individuare luoghi e oggetti immortalati nelle foto.

La funzione in cui si basa la nuova tecnologia di Facebook si chiama “Lumos”.

Con il nuovo motore di ricerca l'utilizzatore potrà disporre di una accessibilità migliorata, adatta anche agli utenti con disabilità visiva. Questa tecnologia potrà essere sfruttata anche nell'ambito investigativo per analizzare le foto con lo scopo di ricercare determinati oggetti e luoghi e/o indizi utili, ad esempio, per una inchiesta. Un latitante che, per leggerezza, pubblicherà una foto di un paesaggio darà automaticamente informazione sul luogo esatto in cui è stata scattata la foto.

Facebook - spiega The Next Web - ha utilizzando diversi criteri tecnologici per analizzare tutte le foto contenute nei suoi archivi indicizzando tutti i risultati.

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