Archeologia

I paleontologi non vedono di buon occhio le aste dei fossili di dinosauro

I paleontologi non vedono di buon occhio le aste dei fossili di dinosauroDi recente i fossili di uno scheletro di un dinosauro carnivoro sono stati messi all'asta a Parigi per una cifra di 2,36 milioni di dollari. Anche se queste aste sono legali - negli Stati Uniti si stabilisce che i fossili trovati nella proprietà privata appartengono al proprietario il quale ne può disporre come meglio crede - il fatto non smette di preoccupare i paleontologi, che non hanno le risorse per comprare i fossili messi in vendita in aste private.

"Un'asta serve per ottenere il prezzo più alto possibile per qualcosa", ha detto P. David Polly,(1) (2) presidente della Society of Vertebrate Paleontology (SPV),(3) e professore di geologia sedimentaria presso l'Indiana University,(4) LiveScience.(5) "E, in generale, anche i grandi musei non hanno un budget per comprare esemplari".

Generalmente gli istituti di ricerca spendono circa 10 mila dollari per scavi di grandi dimensioni. Questo importo serve agli scienziati per coprire le spese di viaggio, eseguire lo scavo e preparare i fossili trovati.

Quel bilancio è lontano dai 2,36 milioni di dollari in cui è stato venduto il dinosauro.

Un altro problema è che i proprietari terrieri potrebbero iniziare a vedere i fossili come un business.

Scoperta in Antartide una foresta che risale a 260 mln di anni fa

AntartideUn team di geologi ha scoperto i resti di una foresta antica 260 milioni di anni fa nel cuore dell’Antartide. Questo continente infatti non è sempre stato un deserto di ghiaccio: 260 milioni di anni fa, era ricoperto da lussureggianti e rigogliose foreste, una delle quali è stata appunto rinvenuta dagli scienziati.

I paleoecologi dell'università del Wisconsin-Milwaukee hanno trascorso la scorsa estate scalando le montagne transantartiche dell’Antartide, alla ricerca di fossili del passato verde e boscoso del continente.

“Conoccevamo già i fossili rinvenuti in Antartide dalla spedizione di Robert Falcon Scott del 1910-12", spiega Erik Gulbranson, capo squadra del team ricerca paleoecologico. “Ma, la maggior parte dell'Antartide è ancora inesplorata, si ha spesso l’impressione di essere la prima persona a scalare una certa montagna.”
I ricercatori hanno scoperto che gli alberi erano proliferati in Antartide alla fine del periodo Permiano, quando il continente era più caldo e umido di oggi.

All'epoca l'Antartide faceva parte del Gondwana, un supercontinente che attraversava l'emisfero australe e comprendeva l'Australia, il Sud America, l'Africa e l'India.

Solchi di pneumatici risalenti a milioni di anni fa

dottor Alexander KoltypinFa un certo effetto ascoltare la dichiarazione del dottor Alexander Koltypin, se non altro per il fatto che si tratta di un geologo e direttore del Natural Science Research Center presso l’Università Internazionale Indipendente di Ecologia e Politologia di Mosca.

Secondo il ricercatore russo, in diverse località del pianeta è possibile osservare solchi di pneumatici lasciati nel terreno da veicoli pesanti che si possono far risalire a circa 12 milioni di anni fa.

Come è possibile?

Certamente si tratta di un’affermazione discutibile, dal momento che l’archeologia classica fa risalire l’inizio della civiltà umana a diverse migliaia di anni fa, non milioni.

Eppure, Koltypin si dice convinto che sul nostro pianeta esistono numerosi siti archeologici dove è possibile riscontrare indizi che avvalerebbero l’esistenza di civiltà vissute milioni di anni fa. Koltypin è un appassionato sostenitore di questa teoria, tanto da aver denominato il suo sito web ‘Earth before the flood: Disappared Continents and Civilizations‘ (La Terra prima del Diluvio: Continenti e Civiltà scomparse).

È proprio dal suo sito che il ricercatore russo afferma che le tracce riscontrate nel sito spagnolo di Castellar de Meca, nella provincia di Valencia, risalirebbero al Miocene medio e tardo (tra i 12 e i 14 milioni di anni fa circa).

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