Non ne parla nessuno: una casta controlla la scienza

Randy SchekmanLe principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata. Questo il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.

La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità.

Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al Gurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.

Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della Sera “Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) e l’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”“, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate comeLe Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focus e Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno.

Previsione economica: il 2014 sarà catastrofico per l'Italia

DisoccupatiCosa deve attendersi la Zona euro il prossimo anno?

Secondo Hans-Werner Sinn, presidente dell’Istituto tedesco di ricerca economica “Information und Forschung” la situazione sarà la stessa del 2013 : una buona crescita economica in Germania (1,9%), mentre il resto della Zona euro dovrebbe stagnare (0,7%).

Siccome la Germania rappresenta un terzo dell’economia della Zona euro, queste previsioni significano che nel migliore dei casi gli altri paesi dell’unione monetaria stagneranno e nel peggiore dei casi saranno in recessione.

Sinn anticipa un forte aumento della domanda interna tedesca, un ottimismo che si ritrova nel recente rialzo dell’indice ZEW, salito di 7,4 punti in settembre, quando aveva raggiunto il più alto livello dall’aprile 2006.

L’indice tedesco ZEW del clima economico è calcolato dal Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung, il quale misura le anticipazioni economiche di investitori e analisti per testimoniare la fiducia degli ambienti finanziari.

Per gli altri paesi della Zona euro, Sinn non vede grandi progressi.

In un anno l’Amazzonia ha perso altri 2.766 chilometri quadrati di foreste

Disboscamenti AmazzoniaL’Amazzonia ha perso il 35 per cento di superficie in più tra agosto 2012 e luglio 2013.

L’area soggetta a deforestazione sarebbe stata pari a 2.766 chilometri quadrati secondo i dati preliminari del ministero dell’Ambiente brasiliano che si basano sulle immagini satellitari fornite dall’Agenzia spaziale nazionale. Una superficie più che doppia rispetto all’estensione della città di Los Angeles, negli Stati Uniti.

Guarda le foto dell’Amazzonia brasiliana di Spedizione selvaggia

Era dal 2009 che il tasso di deforestazione non aumentava in Brasile e la causa sarebbe da imputare soprattutto alle attività di taglio illegale. Le zone più colpite sono quelle di Amazonas, Parà, Mato Grosso e Maranhao.

Da parte sua, la presidente Dilma Rousseff ha confermato, numeri alla mano, l’impegno del suo governo contro la criminalità ambientale.

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