Caos

Paolo Barnard: centinaia di milioni di rifugiati climatici

Migranti climatici«Se pensate che i migranti di oggi siano un problema, non avete ancora visto nulla. E questo lo dico con un rispetto angosciante per le stragi nel Mediterraneo», afferma Paolo Barnard.

«Vi sembrano troppi 1 milione di arrivi via mare in Europa nel 2015? Ce ne sono 300 milioni in India che prima o poi partiranno. Dieci milioni in Bangladesh, come minimo. E in Africa del nord e Sahel le stime sono talmente alte che gli esperti non sanno quantificarle oggi».

E cosa spingerà questo tsunami di migranti inimmaginabile verso di noi? La guerra?

«No, è la causa secondaria», come la povertà?

Il vero motivo – che porta con sé guerra e fame – è un altro: il cambiamento climatico. «È provato oltre ogni dubbio», scrive Barnard sul suo blog. «Basta sfogliare le relazioni presentate all’Accordo di Parigi sul Clima nel dicembre 2015, e i dati sono tutti lì. E sono orrore liquido».

Perfino in Siria, il “climate change” viene prima – molto prima – del conflitto, come causa di esodo. È «il vero inizio della crisi demografica» in quel martoriato paese. Crisi climatica, innanzitutto, «che poi ha alzato le tensioni per sfociare in guerra».

Obama, premio Nobel per la Pace 2009, è in guerra in almeno 5 paesi

Obama, premio Nobel per la Pace 2009, è in guerra in almeno 5 paesiI due principali candidati alla presidenza americana, così come i giornalisti che coprono l'elezione e moderano i dibattiti, stanno attivamente cospirando per evitare di parlare del fatto che gli Stati Uniti sono in guerra in almeno cinque paesi contemporaneamente: Iraq, Siria, Yemen, Libia e Somalia scrive Damon Linker su The Week.

Nei primi due dibattiti presidenziali, il coinvolgimento statunitense nella guerra civile siriana è stato brevemente discusso, così come in termini vaghi si è parlato dell'ISIS e dell'accordo nucleare con l'Iran e del ruolo della Russia in Europa orientale e in Medio Oriente; della Libia, invece, si è parlato principalmente al passato, concentrandosi sull'intervento del 2011 nel deporre Muammar Gheddafi e il successivo attacco alle strutture governative americane a Bengasi un anno più tardi.

Ma il ruolo americano nel “consigliare” l'esercito iracheno “a poche miglia dietro le linee del fronte” mentre combatte per riprendere il territorio controllato dall'ISIS?

La “guerra segreta” contro i militanti di Al Shabab in Somalia?

Il supporto all'Arabia Saudita nella sua campagna nello Yemen? Gli attacchi aerei sulla città di Sirte sulla costa libica?

Putin avvisa gli Stai Uniti e l'Europa

Putin e ObamaLa situazione è grave anche per l’Italia, la quale ha inviato nei giorni scorsi soldati in Lettonia, per difenderne i confini.

Un video davvero inquietante quello che vi stiamo per mostrare.

Il mondo si sta dirigendo verso la terza guerra mondiale, e nessuno ne parla, tutti i giornali e le tv hanno censurato la notizia.

Circa un mese fa, durante un convegno internazionale di economia, svoltosi a St. Pietroburgo, in Russia, Putin aveva parlato chiaramente ai giornalisti della stampa internazionale, dicendo loro:

”io non so più come parlare con voi, come farmi capire. Il mondo si sta spingendo verso la terza guerra mondiale, inesorabilmente, e nessuno ne parla. Gli stati Uniti si aspettano che non succeda nulla, ma come possono pensarlo? I cittadini non hanno idea del pericolo che incombe su di loro, perché voi stampa glielo nascondente vigliaccamente”.

Putin fa riferimento soprattutto ai missili NATO presenti al confine con la Russia, e fa capire che la Russia non starà ferma a guardare.

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