Terrorismo di stato

Skripal, una montatura secondo Maurizio Blondet

Sergeij SkripalNon hanno solo accusato, isolato e punito Mosca, con sanzioni e rappresaglie diplomatiche, sulla base di menzogne. Per poterlo fare, qualcuno ha quasi ucciso l’ex spia Sergeij Skripal e sua figlia, due persone intossicate a tradimento con il gas nervino. Ora le loro condizioni stanno migliorando: i due non sono più in pericolo di vita.

Ma la notizia è un’altra: l’accusa contro i servizi segreti di Putin sta crollando, rivelandosi una immane “fake news” di Stato, per coprire un auto-attentato “false flag” mal riuscito. Devastante l’ammissione del direttore di Porton Down, i laboratori militari britannici per le armi chimico-batteriologiche: non c’è prova che il Novichock usato (o che sarebbe stato usato) contro Skripal fosse di origine russa.

Il punto è che il ministro degli esteri britannico Boris Johnson aveva assicurato, in un tweet del 22 marzo e subito diffuso nel mondo, che «analisi condotte al laboratorio di scienza e tecnologia bellica di Porton Down da esperti di livello mondiale hanno appurato che si tratta dell’agente nervino militare Novichok prodotto in Russia».

Il governo, sottolinea Maurizio Blondet, aveva impegnato la parola dei suoi scienziati di fama mondiale senza averli interpellati, e prima ancora che conducessero le indagini.

La guerra al terrorismo degli Usa è solo un orribile business

Guerra al terrorismo76 Paesi sono coinvolti nella guerra al terrorismo di Washington

Lasciò l’Air Force Two alle spalle e, senza preavviso, “avvolto nella segretezza“, volò su un aereo da trasporto C-17 senza contrassegni nella base aerea di Bagram, la più grande guarnigione statunitense in Afghanistan. Tutte le notizie della sua visita furono sottoposte ad embargo fino a un’ora prima della partenza.

Più di 16 anni dopo l’invasione per “liberare” l’Afghanistan, era lì a presentare ancora una volta buone notizie al crescente contingente di truppe statunitensi. Davanti a una bandiera degli USA di 13 metri, rivolto a 500 soldati, il vicepresidente Mike Pence li elogiava quale “maggiore forza del mondo per il bene“, si vantava degli attacchi aerei statunitensi “drammaticamente aumentati“, giurando che il loro Paese era “qui per rimanere” ed insistendo sul fatto che “la vittoria è più vicina che mai”.

Come notò un osservatore, tuttavia, la risposta del suo pubblico fu “sommessa“. (“Diversi soldati erano con le braccia incrociate o con le mani incrociate dietro la schiena e ascoltavano, ma senza applaudire“). Pensate a ciò come ultimo episodio di una fiaba geopolitica capovolta, una storia piuttosto cupa, alla Grimm, che potrebbe iniziare: c’era una volta, nell’ottobre 2001 per la precisione, quando Washington lanciò la sua guerra al terrore.

Mossul: nuovo crimine di guerra degli Usa in Medio Oriente

“Liberazione di Mossul: un’altra Falluja”, denuncia Global Research.

“La ‘liberazione’ di Mossul: un nuovo crimine di guerra di Washington in Medio Oriente”, scrive Bill Van Auken, direttore dello storico sito World Socialist Website.

https://www.wsws.org/fr/articles/2017/jul2017/pers-j13.shtml

“L’America continua ipocriti crimini di guerra in Siria, Irak e altrove”, scrive Afra’a Dagher, analista siriana di Lattakia. “Gli Stati Uniti hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria, Irak e oltre. Le prove che abbiano fatto qualcosa per combattere il terrorismo sono scarse e ridicole”.

Persino Amnesty International, in un rapporto dal titolo: “Ad ogni costo – la catastrofe civile a Mossul Ovest”,

https://www.amnesty.org/en/latest/campaigns/2017/07/at-any-cost-civilian-catastrophe-in-west-mosul-iraq/

ha denunciato la misura criminosa dei bombardamenti americani su Mossul, con la scusa di “liberare” la città dallo Stato Islamico: i civili sono stati assoggettati “a un diluvio terrificante di armamenti che non dovrebbero mai essere usati in zone fittamente popolate di civili” […] “le forze della coalizione diretta dagli Stati Uniti sembrano aver commesso violazioni ripetute del diritto internazionale, di cui alcune possono configurare crimini di guerra”, e invoca “inchieste indipendenti e trasparenti laddove esistono informazioni credibili secondo cui violazioni hanno avuto luogo”.

David Icke: attacco con il gas nervino in Siria? Perché Assad lo avrebbe fatto?

David Icke: perché Assad lo avrebbe fatto?"Nessuno del mainstream, risponde a questa domanda: “perché Assad lo avrebbe fatto?”.

Aleksandr Solgenicyn: “NON SOSTENERE IN NESSUN CASO CONSAPEVOLMENTE LA MENZOGNA.”

“…E chi non avrà avuto neppure il coraggio di difendere la propria anima non ostenti le sue vedute d’avanguardia (..) si dica invece, semplicemente: sono una bestia da soma e un codardo, mi basta stare al caldo a pancia piena. Anche questa via, che pure è la più moderata fra le vie della resistenza, sarà tutt’altro che facile per quegli esseri intorpiditi che noi siamo. Una via non facile? La più facile, però, fra quelle possibili. Una scelta non facile per il corpo, ma l’unica possibile per l’anima”.

Nel seguito la prima puntata della mia traduzione-sintesi della intervista radiofonica nel 7 aprile 2017, che Richie Allen ha fatto a David Icke, dopo il cosiddetto attacco a gas nervino in Siria. Lo speciale ricorda che la mattina del 7.4 in tutto il mondo occidentale, si è aperta con la notizia del lancio i missili americani in Siria, che il Presidente americano ha ritenuto risposta appropriata al “terribile” attacco chimico.

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