Paradossi

Il Vaticano muove un patrimonio che sfiora i 6 miliardi

Papa RatzingerLa Chiesa possiede il 20-22% di tutto il patrimonio immobiliare italiano: un quarto di Roma è del Vaticano

Negli ultimi due anni la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni. Il patrimonio gestito dallo Ior sfiora i 6 miliardi. In Italia si stimano 200mila posti letto gestiti da religiosi

Come rivela un’inchiesta di Dagospia (1) negli ultimi due anni la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni di euro. L'ultimo a essere venduto è stato un immenso complesso monastico sulla Camilluccia, alle spalle di Monte Mario. Nella stessa arteria a nord ovest della Capitale, zona Trionfale, l'immobiliarista casertano Giuseppe Statuto ha acquistato un ex convento del XVIII secolo di importante valenza storica, con una superficie di quasi 5 mila metri quadri, ed inserito in un'area naturale tre volte più grande.

Ma chi è Giuseppe Statuto? È l’enfant prodige dei nuovi palazzinari romani, l'unico ad non essere sfiorato dalle disavventure giudiziarie dei «furbetti del quartierino», in arte Stefano Ricucci e Danilo Coppola. Ma soprattutto è uno dei rari operatori del settore ad avere accesso agli affari immobiliari della Chiesa. Grazie ai suoi rapporti privilegiati con la Santa Sede,attraverso la sua Michela Amari, capogruppo italiana di Giuseppe Statuto, e le altre controllate attive nella Capitale (Bixio 15, Diemme Immobiliare, Derilca, Egis),ha acquistato in questi anni numerosi immobili di pregio dismessi da congregazioni religiose,ordini e confraternite.

Gli affari della Chiesa non si limitano certo ai pur fruttuosi rapporti con Statuto. Non potrebbe essere diversamente data l’incredibile mole di immobili che si ritrova a gestire.

In un documento del 1991 Sachs spiega le allucinanti strategie dell'Onu

ONUIn questo editoriale trattiamo di un interessante documento pubblicato nel 1991 dal professor Sachs sulle strategie dell'Onu e su cosa ci aspetterà nei prossimi venti anni.

Il documento è facilmente reperibile, ho messo il link e voi stessi potete constatare che il prigioniero vi riporta sempre dati confrontabili e riscontrabili. In un documento redatto nel 1991 il professor Sachs (qui il medesimo documento all'indirizzo web dell'Unesco) rintracciabile tra i vari documenti dell'unesco, presenta le strategie da qui al 2041 (parliamo di una revisione del 1991-2011 ci rimangono altri venti anni).

Ora come potrete notare dal documento, molte delle cose predette dal professore si sono avverate in modo abbastanza inquietante e le possiamo riscontrare nella vita di tutti i giorni mentre molte devono ancora avverarsi e ho paura che purtroppo si avvereranno molto presto. Questo documento chiamato: i prossimi quarant'anni: strategie di transizione per il green path virtuoso per il Nord/sud/est/globale (da notare il GLOBALE) spiega in modo bizzarro e abbastanza inquietante le strategie del Nuovo Ordine mondiale per tutti noi.

Ci sarebbe molto da dire su questo documento UNESCO ma prendo due piccole parti del documento che secondo me sono molto interessanti che riguardano la creazione di un governo sovranazionale (leggi dittatura) e una forzosa sterilizzazione della popolazione per difendere la Spaceship Earth (così la chiama Sachs).:

Secondo l'Fmi vivere troppo a lungo non giova all'economia mondiale

LongevitàGli asset sicuri scarseggiano e sui conti pubblici pesa il fattore longevità, che minaccia la sostenibilità di bilancio con il rischio, in alcuni paesi, di far schizzare il rapporto debito-pil di oltre 50 punti percentuali.

L'allarme è del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), secondo il quale l'allungamento delle vita implica costi enormi che possono essere compensati con l'aumento dell'età pensionabile, il versamento di maggiori contributi e una riduzione del deficit. È però necessario che i governi agiscano subito in quanto le misure ad hoc per mitigare i rischi “impiegano anni per dare i loro frutti”.

L'allungamento delle prospettive di vita ha ricadute sia sul settore pubblico sia sul settore privato. “Le implicazioni finanziarie del vivere più del previsto sono molto grandi: se nel 2050 la vita media si allungherà di 3 anni rispetto alle attese attuali, i costi già ampi dell'invecchiamento della popolazione aumenteranno del 50%”.

Ed è per questo che i governi devono correre ai ripari in fretta.

Le autorità devono essere consapevoli della loro esposizione al rischio di longevità e favorire iniziative per trasferire il rischio. Particolare attenzione andrebbe inoltre data a una maggiore educazione finanziaria. “Pochi governi ammettono il rischio longevità. Quando lo fanno, riconoscono che è ampio”.

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