Acqua

Quale verità si nasconde dietro il business dell'acqua in bottiglia

Bottiglie di plastica L'altra sera mi sono fermato al distributore di benzina, e nell'attesa ho approfittato per comprare una bottiglietta d'acqua dall'autogrill. In esposizione c'era una mezza dozzina di marchi, con almeno altrettante variazioni delle suddette marche, andando a costituire un buon terzo delle bevande disponibili.

E di tutte le acque in bottiglia che ho assaggiato nella mia vita, ben poche mi sono sembrate diverse dall’acqua di rubinetto. La differenza in fondo sta nel sapore (che deriva da trascurabili quantità di minerali/elementi chimici). L’acqua—le due parti di idrogeno e quella parte di ossigeno di cui abbiamo bisogno—non cambia mai, fintanto che rimane acqua. A meno che gli americani non inizino a bere quella Gran Lago Salato [il lago salato appena fuori Salt Lake City, appunto], gran parte degli elementi non cambiano molto nell’economia di quanto questa ci fa bene o male.

Non importa se la trovate nel caffè, se è quella di una sorgente in alta montagna, o se arriva da quella che molto probabilmente è la migliore riserva della vostra città, con un po' di fluoruro e cloruro; in qualsiasi forma la assumiate, il vostro corpo la userà. Infatti, una larga percentuale dell’acqua che ci serve è coperta dal cibo. È addirittura possibile che nel vostro organismo ci sia un surplus di liquidi, anche quando conducete una dieta discutibile come quella a base di Fonzies e carne essiccata.

Secondo uno studio francese si possono trovare pesticidi e farmaci pure nell'acqua in bottiglia

Acqua in bottigliaTracce di pesticidi e farmaci nell'acqua minerale in bottiglia analizzata in Francia. I dati sono stati diffusi dalle associazioni Fondation Danielle Mitterrand France Libertés e 60 millions de consommateurs

In Francia hanno analizzato l’acqua che scorre dal rubinetto e l’acqua minerale imbottigliata di diverse marche giungendo alla conclusione che questa contiene tracce di pesticidi e farmaci.

Lo studio è stato pubblicato sul mensile dell’associazione e non sono state rese note le quantità di contaminanti ritrovati, il che ha iniziato a creare un clima di polemica.

In otto campioni su dieci dell’acqua di rubinetto è stato rilevato almento una sostanza contaminante ma la situazione è stata giudicata più grave per l’acqua in bottiglia poiché su 47 campioni analizzati in 10 sono stati riscontrati tracce di pesticidi e farmaci e nel 10% tracce di tamoxifene ormone sintetico usato per la cura del cancro al seno.

Le sostanze ritrovate nell’acqua in bottiglia sono state 85 tracciate grazie a sofisticati sistemi di analisi e compaiono tra esse: pesticidi, farmaci e perturbatori endocrini.

Si chiedono le due associazioni:
com’è possibile che pesticidi e farmaci siano ritrovati in acque che dovrebbero essere particolarmente protette?

Sfruttamento aree

Acqua in bottigliaBusiness miliardari con introiti enormi per le aziende e scarsissimi ritorni per le Regioni. Enorme impatto ambientale e alti costi per i consumatori. In occasione della giornata mondiale dell’acqua, che si celebra oggi 22 marzo, Legambiente e Altreconomia presentano 'Acqua in bottiglia', il dossier che svela le pecche di un vizio tutto italiano.

Un giro d’affari pari a 2,25 miliardi di euro che riguarda 168 società per 304 diverse marche commerciali; l’uso di oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica prodotte utilizzando 456 mila tonnellate di petrolio, che determinano l’immissione in atmosfera di oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2: c’è un vero e proprio business dentro una bottiglia d’acqua.

L’abitudine tutta italiana di preferire l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto innesca, infatti, un meccanismo economico che porta immensi guadagni alle aziende imbottigliatrici e un’enorme consumo di risorse per il Paese, oltre ad alti livelli di inquinamento indotto e consumo di risorse.

Nel 2011 i consumi di acqua sono aumentati rispetto all’anno precedente, passando da 186 a 188 litri per abitante all'anno (nel 2011), numeri che confermano il primato europeo del nostro paese per i consumi di acque minerali: dei 12,350 miliardi di litri imbottigliati nel solo 2011, oltre 11,320 miliardi sono stati consumati dentro i confini nazionali. Senza dimenticare che ancora oggi solo un terzo delle bottiglie viene avviato correttamente al riciclo, mentre la gran parte continua a finire in discarica o ad essere dispersa nell’ambiente e che per l’85% dei carichi si continua a preferire il trasporto su gomma.

Questo vuol dire che una bottiglia d’acqua che proviene dalle Alpi percorre oltre 1000 km per arrivare in Puglia, con consumi di carburante e emissioni di sostanze inquinanti conseguenti.

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