Economia

Bruno Chastonay: crisi del settore banche e finanziario

La gestione patrimoniale si è concentrata sempre più nei FONDI di investimento e principalmente nei prodotti creati dalle stesse banche

Partendo dai due grafici sotto, in sostanza possiamo solo cercare di trovare le motivazioni della crisi del SETTORE BANCHE, e FINANZIARIO in generale, che non riguarda solo CH, ma EU in globale.

Siamo in sostanza passati da un istituto di credito in sintonia ai bisogni delle industrie, dei risparmiatori, degli investitori, ad un SUPERMERCATO del FINANZIARIO.

Cioè, il centro di attenzione prima era il cliente singolo, la relazione commerciale nel suo insieme, nel trovare soluzioni ideali per gli investimenti, il rendimento dei capitali, la ricerca del finanziamento delle imprese, della gestione dei pagamenti e nel commercio.

Ora, con l’evoluzione dei mercati finanziari, sempre più VIRTUALI, e trattati tramite prodotti alternativi, quali FRA, ETF, OPZIONI, ALGORITMI, LEVA FINANZIARIA, la gestione dei movimenti dei mercati si è sempre più specializzata, computerizzata.

La gestione patrimoniale si è concentrata sempre più nei FONDI, investimento, hedge, con varie tipologie e strategie, e principalmente prodotti creati dalle stesse banche, tramite i loro ASSET MANAGER, in proprie aziende separate legalmente, e specializzate nel TRADING di prodotti finanziari.

Con il “crac Lehman del 2008”, si sono intensificate marcatamente le richieste di regolamentazioni, con varie istituzioni a richiedere adeguate misure a copertura e protezione dai RISCHI, siano essi di mercato, finanziari, legali, anti-riciclaggio, anti-evasione, anti-trust, e altri.

Bruno Chastonay: guerra dei dazi, solo un paravento

Guerra dei dazi, politiche monetarie divergenti, una differente condizione di crescita economica con USA al rialzo e EU in rallentamento

Guerra dei dazi: Tanta retorica, tanti commenti e “tweets” da parte di TRUMP, a tenere alta l’attenzione e la focalizzazione sui trattati commerciali entro CINA e USA.

Con una economia in leggero rallentamento in USA, e in rallentamento in CINA, con il livello dei DEBITI ai record massimi e storici globali, la situazione resta quanto mai fragile. La fase di rallentamento tocca tutti globalmente, EU, UK in testa. Come contorno UK-EU a trattare sul divorzio, con BREXIT nei giorni cruciali, e con Governo MAY UK a rischio, in un momento di fragilità per MACRON Francia, MERKEL Germania e con le tensioni in aumento entro EU-ITL sul budget. Tutti fattori che frenano ulteriormente gli investimenti, le riforme, le riduzioni dei debiti, alimenta lo stallo burocratico, e che richiama al “populismo”.

In USA sono in rallentamento gli UTILI societari, confrontati con un aumento dei COSTI energia, trasporti, fiscali, sociali, dazi, e di un calo dei CONSUMI, aumento della competitività, e di necessità di ampi investimenti e ristrutturazioni - vedi AUTO. Gli effetti dello STIMOLO FISCALE sta esaurendosi, come pure il rientro dei capitali delle multinazionali, con calo buyback, fusioni, acquisizioni.

Con il nuovo accordo sul CLIMA, abbiamo un costo per implementarlo, e questo sarà a carico dei consumatori, tramite una probabile TASSA sui TRASPORTI - vedi Francia e rivolta giubbetti gialli.

I TASSI hanno finito di scendere, e sono improntati al rialzo, anche se in maniera lenta e graduale, ma con un aumento dei costi di finanziamento, da un aumento dello SPREAD, e maggiore stretta sui crediti attuata. A rischio IMMOBILIARE con esposizione sui mutui, DEBITI privati, da carte credito, leasing, in aggiunta a quelli Statali a Nazionali, Comuni, Enti. E a rischio i CORPORATE BONDS.

In Gran Bretagna vivono in povertà 14 milioni di persone

Nel Regno Unito vivono 14 milioni di persone in povertà, cifra che corrisponde a un quinto della popolazione. Quattro milioni di loro sono bambini

Mentre la classe politica inglese è lacerata a causa della Brexit, una crisi molto più grave continua a colpire i milioni di persone vittime dell’austerity voluta dai conservatori.

Un devastante rapporto delle Nazioni Unite sulla povertà nel Regno Unito evidenzia in modo incontrovertibile che il vero nemico del popolo britannico è la sua stessa classe politica che negli ultimi anni ha fatto di tutto per convincerlo che è colpa della Russia.

Il Professor Philip Alston, nella sua veste di incaricato speciale delle Nazioni Unite per l’estrema povertà e i diritti umani, ha trascorso due settimane in giro per il Regno Unito per verificare l’impatto di otto anni di uno dei più radicali programmi di austerità tra le economie avanzate del G20 adottato in risposta al crollo finanziario del 2008 e alla conseguente recessione globale.

Quello che ha riscontrato è l’evidenza di una guerra sistematica, intenzionale, concertata e brutale condotta dall’ala destra del partito conservatore contro la classe più povera e vulnerabile della società britannica, guerra che ha coinvolto la vita di milioni di persone che non erano responsabili del crollo finanziario ma che sono state costrette a pagarne il prezzo.

Si legge nell’introduzione del rapporto: “… Appare profondamente ingiusto e contrario ai valori britannici che così tante persone vivano in povertà. Ciò è di assoluta evidenza per chiunque apra gli occhi e veda l’impressionante moltiplicarsi dei banchi alimentari con le lunghe code all’esterno, le persone che dormono in strada, l’aumento dei senzatetto, il senso di profonda disperazione che porta perfino il Governo a costituire un apposito Ministero per la prevenzione dei suicidi con il compito di indagare a fondo gli inauditi livelli di solitudine e isolamento raggiunti”.

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