Edoardo Capuano

Direttore e fondatore della testata ECplanet.

Scoperto in Antartide il cugino dei dinosauri

Questo nuovo animale preistorico, che assomiglia a una lucertola, era un archosauro un parente dei coccodrilli e dei dinosauri

Gli scienziati hanno scoperto un nuovo membro della famiglia dei dinosauri, un rettile dalle dimensioni di un iguana.

L'Antartide non fu sempre una terra ghiacciata. 250 milioni di anni fa, era coperta da foreste e fiumi e la temperatura raramente scendeva sotto lo zero. Questo continente è stato anche dimora di diversi animali selvatici, compresi i primi parenti dei dinosauri. Gli scienziati hanno appena scoperto un nuovo membro di quella famiglia, un rettile dalle dimensioni di un iguana il cui nome significa “re antartico”.

Il dottor Brandon Peecook, (1) un ricercatore del Field Museum e autore principale di un articolo sul Journal of Vertebrate Paleontology che descrive la nuova specie, (2) spiega: “Questo nuovo animale preistorico, che abbiamo scoperto, era un archosauro (archosaur), un parente dei coccodrilli e dei dinosauri. Assomiglia un po' a una lucertola, ma evolutivamente è uno dei primi membri di quel grande gruppo. La sua scoperta offre nuovi indizi su come i dinosauri e i loro parenti più stretti si sono evoluti e diffusi.”

Lo scheletro fossile è incompleto, ma i paleontologi riescono abbastanza bene a destreggiarsi nella sua analisi e studio. Questo fossile è chiamato Antarctanax shackletoni (la prima parola significa “re antartico”, mentre l'altra parola si ispira all'operatore polare Ernest Shackleton). Basandosi sulle sue somiglianze con altri animali fossili, il dottor Brandon Peecook e i suoi coautori (Roger Smith dell'Università di Witwatersrand e collaboratore dell'Iziko South African Museum e Christian Sidor del Burke Museum e dell'University of Washington) sono convinti che l'Antarctanax era un carnivoro cacciatore di insetti parente degli anfibi e dei rettili.

Convertiti i segnali cerebrali in parole

Neuroingegneri della Columbia University hanno creato un sistema che traduce i segnali cerebrali in un linguaggio comprensibile e riconoscibile

Monitorando le attività cerebrali, la tecnologia può ricostruire le parole che una persona ascolta con una chiarezza senza precedenti.

Neuroingegneri della Columbia University di New York hanno creato un sistema che traduce il pensiero in un linguaggio comprensibile e riconoscibile. Monitorando l'attività cerebrale, la tecnologia può ricostruire le parole che una persona ascolta con una chiarezza senza precedenti.

Questa scoperta descritta su Nature, (1) che sfrutta la potenza dei sintetizzatori vocali e dell'intelligenza artificiale, potrebbe conferire ai computer la possibilità di comunicare direttamente con il cervello. Inoltre, pone le basi per aiutare le persone che non riescono parlare, come i pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o tutti i soggetti che si riprendono da un ictus, a riconquistare la capacità di comunicare con il mondo esterno.

“Le nostre voci ci aiutano a connetterci con i nostri amici, familiari e il mondo che ci circonda, ed è per questo che perdere il potere della propria voce, a causa di lesioni o malattie, è così devastante”, spiega il dottor Nima Mesgarani, (2) PhD, l'autore senior del giornale e investigatore principale all'Istituto di Brain Behaviour della Mortimer B. Zuckerman della Columbia University. (3) “Con lo studio di oggi, disponiamo di una potenziale soluzione per ripristinare quel potere. Abbiamo dimostrato che, con la giusta tecnologia, i pensieri di queste persone potrebbero essere decodificati e compresi da qualsiasi ascoltatore.”

Il ghiaccio in Groenlandia si scioglie velocemente

ll ghiaccio in Groenlandia si sta sciogliendo. Questo fenomeno porterà ad un innalzamento più rapido del livello del mare a causa del surriscaldamento

Lo scioglimento del ghiaccio nella parte sud-occidentale della Groenlandia potrebbe rappresentare un importante causa dell'innalzamento del livello dei mari.

Secondo una ricerca scientifica, la Groenlandia si sta sciogliendo più velocemente di quanto gli scienziati pensassero in precedenza. Questo fenomeno, innescato dal continuo e accelerato riscaldamento dell'atmosfera terrestre, porterà probabilmente ad un innalzamento più rapido del livello dei mari.

Gli scienziati, preoccupati per l'innalzamento del livello dei mari, si sono a lungo concentrati sulle regioni Sud-orientali e Nord-occidentali della Groenlandia, dove dai grandi ghiacciai si staccano giganteschi blocchi di ghiaccio che vanno a finire nell'Oceano Atlantico. Questi grandi pezzi di ghiaccio man mano che si allontanano si sciolgono. Un nuovo studio, pubblicato recentemente negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze, ha rilevato che la più grande perdita di ghiaccio, sostenuta dall'inizio del 2003 alla metà del 2013, proviene dalla regione Sud-occidentale della Groenlandia, che è per lo più priva di grandi ghiacciai.

Il professor Michael Bevis, (1) autore principale del giornale, 'Ohio Eminent Scholar' e docente di geodinamica presso la Ohio State University, asserisce: “La ragione non va indagata nei ghiacciai, perché nell'area non ce ne sono molti, quanto nello scioglimento della massa superficiale.”

Il risultato principale del loro studio: Southwest Greenland, che in precedenza non era stata considerata una seria minaccia, probabilmente diventerà in futuro un importante contributo all'innalzamento del livello del mare.

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