Ecologia

Capire i mutamenti climatici analizzando i ghiacciai

Colle del Lys, nel Gruppo del Monte RosaALAGNA VALSESIA, Vercelli – Due lunghe carote di ghiaccio, in corso di estrazione a 120 metri di profondità alla base del ghiacciaio del Colle del Lys, nel Gruppo del Monte Rosa, saranno il primo passo verso la costruzione di un archivio globale dei ghiacciai d’alta quota.

La perforazione dà il via ad un progetto promosso da EvK2Cnr, Cnr Università di Milano Bicocca che aiuterà gli scienziati ad analizzare i cambiamenti climatici intervenuti nell'ultimo secolo su ambiente montano e atmosfera, nonché ad avere un quadro di riferimento per prevedere le possibili variazioni future di clima e ghiacciai.

La campagna di perforazione del ghiacciaio alpino, orientata al recupero dei due preziosi reperti, si sta svolgendo questa settimana sul ghiacciaio del Lys, a quota di 4.153 metri, nell'ambito dei programmi di ricerca sui cambiamenti climatici e ambientali del Comitato EvK2Cnr e del progetto NextData del Consiglio Nazionale delle Ricerche. L'attività è condotta da un team coordinato da Valter Maggi del Dipartimento di Scienze Ambiente e Territorio dell'Università di Milano Bicocca e composto da personale di ENEA Brasimone (BO), Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, Corpo delle Guide Alpine di Alagna Valsesia (VC) e EvK2Cnr.

"I ghiacciai alpini di alta quota sono degli archivi formidabili dei cambiamenti climatici ed ambientali nella regione europea -spiega Valter Maggi -. L'analisi stratigrafica delle due carote di ghiaccio raccolte in profondità, laddove l'elevato accumulo di neve permette una risoluzione stagionale delle misurazioni, contribuirà a comprendere in dettaglio l'evoluzione del sistema atmosferico dell’area alpina e ricostruire l’andamento delle precipitazioni nei cent’anni precedenti.

In Italia il Codacons chiede il sequestro di tutti i veicoli diesel perché cancerogeni

Inquinamento vettura dieselÈ da Milano che parte la battaglia contro i veicoli diesel. Dopo la presa di posizione del 12 giugno dell'Organizzazione mondiale della sanità, che ha dichiarato i gas di scappamento dei motori diesel «cancerogeni certi», il Codacons non ha perso tempo e ha scelto il capoluogo meneghino per iniziare la sua battaglia per l'aria pulita, presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Milano in cui chiede il sequestro preventivo di tutti i veicoli diesel di Milano e provincia.

Neanche dieci giorni fa la procura di Milano aveva chiesto l'archiviazione per un altro esposto del Codacons agli amministratori lombardi per l'inquinamento di Milano.

Ma adesso il Codacons ha deciso di riprovarci forte della posizione del Centro internazionale di ricerca sul cancro dell'Oms, che ha dichiarato i gas di scappamento dei motori diesel «cancerogeni certi» per gli esseri umani e l'esposizione a tali gas associata ad un «rischio accresciuto di tumore al polmone».

LA PROTESTA DEI CONSUMATORI L'associazione dei consumatori ha chiesto inoltre alla Procura di «accertare la responsabilità del Sindaco pro tempore di Milano e del Presidente della Lombardia» in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. «La prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro rende necessario un intervento straordinario della Procura a tutela della salute dei cittadini - spiega il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli - Da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, fonte di morte certa».

Bassa pressione sul Mediterraneo, ma la pioggia rimane solo un miraggio

Il campo di bassa pressione, che trova il suo centro nell'Africa settentrionale, condiziona i piani dei militari, inducendoli ad intervenire con maggiore incisività sulle regioni meridionali. I centri meteo di regime segnalano, non a caso, "velature di passaggio" su Salento e Calabria.

Specificano inoltre la presenza di "sparuti cumuli diurni sui massicci appennini ed addensamenti marittimi all'alba e la notte sul basso Tirreno". Ciò conferma che le operazioni di aerosol si concentreranno per lo più in quelle zone, anche durante la notte.

Per le regioni del Nord e del Centro la situazione rimane pressoché invariata, rispetto ai giorni passati, con cieli opachi ed assenza di nuvolosità naturale, fuorché sui rilievi, laddove, però, eventuali cumuli mostreranno un aspetto sfrangiato e poco compatto, a dimostrazione della permanenza in atmosfera di composti igroscopici che abbassano la percentuale di umidità. Le temperature si manterranno elevate.

A conclusione di questo breve bollettino, ribadiamo che sul Mediterraneo non domina assolutamente un campo di alta pressione, a differenza di quanto incautamente affermato dall'Aeronautica militare italiana che fornisce i dati.

Siamo, in tutta evidenza, di fronte ad una mistificazione operata con l'unico scopo di giustificare l'assenza di precipitazioni, un'assenza che, ormai, è sistemica e del tutto anomala. Lo stravolgimento delle condizioni reali coincide con la sequela linguistica di inesistenti anticicloni, "Scipione l'Africano", "Caronte" ed ora "Minosse", ma i valori barici sono incompatibili con la perdurante siccità dovuta anche all'impiego di armi elettromagnetiche che prosciugano l'aria.

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