Mari

L'acqua del mare, ricca di meduse e ctenofori

Meduse - dottor Iñaki Ruiz-Trillo, ricercatore ICREA all'IBECome ogni estate, è molto probabile che ci tuffiamo in mare e inghiottiamo dell'acqua per sbaglio.

Uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto di biologia evolutiva (IBE)(1) - un centro comune del CSIC e dell'Università Pompeu Fabra (UPF)(2) e dell'Istituto di scienze marine (ICM-CSIC)(3) - ha scoperto che, oltre a deglutire composti chimici come i cloruri di sodio, magnesio e centinaia di microrganismi sconosciuti, con ogni deglutizione di acqua di mare potremmo ingerire una grande quantità di cnidari (meduse) e ctenofori, alcuni animali molto simili alle meduse.

Inoltre, i ricercatori hanno identificato un nuovo gruppo di urocordados, animali che di solito sono fissati sul fondo del mare e sono spesso confusi con gli anemoni. I risultati sono stati pubblicati nella rivista Scientific Reports.(4)

Lo studio fa parte del progetto europeo BioMarKs,(5) il cui scopo è quello di studiare la diversità degli organismi unicellulari eucarioti, cioè gli organismi cellulari con un nucleo differenziato. Nell'ambito del progetto, sono state campionate colonne d'acqua e sedimenti di ambienti privi di ossigeno e ossigeno in sei punti di campionamento sparsi lungo la costa europea: Oslo (Norvegia), Roscoff (Francia), Gijón e Blanes (Spagna), Napoli (Italia) e Varna (Bulgaria). I campioni sono stati filtrati per separare i microrganismi in base alla loro dimensione; quindi, è stato estratto il materiale genetico, che è stato sequenziato.

Per alcuni scienziati i pesci si evolvono più velocemente nelle acque polari

Biologa- fondali marini in AntartideSecondo una ricerca pubblicata da Nature(1) i pesci delle acque fredde e polari hanno generato nuove specie per milioni di anni a una velocità doppia rispetto a quelli tropicali, contrariamente a quanto si credeva fino ad ora.

Il lavoro rivela ciò che i biologi considerano "un paradosso evolutivo": nonostante il fatto che nelle acque tropicali ci sia una grande varietà di specie, l'evoluzione agisce più velocemente nelle acque fredde situate in latitudini vicine ai poli.

Lo studio, che ha analizzato le relazioni evolutive tra più di 30.000 specie di pesci e ha generato finora uno dei più grandi alberi filogenetici, è stato guidato dall'Università del Michigan(2) e ha avuto la collaborazione di altre istituzioni scientifiche internazionali, tra cui l'Institute of Marine Sciences (ICM-CSIC)(3) di Barcellona.

I ricercatori hanno descritto i risultati del lavoro come paradossali e inaspettati perché fino ad ora c'era un'idea generalizzata secondo cui i tassi di formazione delle specie fossero più alti nei tropici, ha affermato la ricercatrice dell'ICM Marta Coll Monton.(4)

Negli ultimi 100 anni il livello dei mari si è alzato di 14 centimetri

Negli ultimi 100 anni il livello dei mari si è alzato di 14 centimetriNel secolo scorso il livello dei mari si è innalzato come mai prima negli ultimi 2.800 anni.

Abbiamo sentito molte notizie sugli effetti del riscaldamento globale, ma questa pubblicata dal giornale scientifico Proceedings of the National Academy of Sciences è forse la più sorprendente.

Si tratta del risultato di una ricerca condotta dal Bob Kopp, studioso del clima alla Rutgers University del New Jersey, insieme a nove colleghi di varie università americane e straniere.

Secondo il loro studio, dal 1900 al 2000 i mari si sono alzati di circa 14 centimetri, cioè 1,4 millimetri all’anno.

Una tale velocità, in base ai loro calcoli, non si era mai registrata nei 28 secoli precedenti.

L’elemento più preoccupante, però, è che secondo la Nasa l’attuale ritmo dell’innalzamento dei mari è di 3,4 millimetri all’anno, cioè oltre il doppio di quello del secolo passato.

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