Cervello

La demenza è ormai diventata una epidemia

La demenza colpisce sempre di più i quarantenniPubblichiamo un importante articolo tratto da una testata mainstream. Fatta la tara di qualche luogo comune (l’età media che si allunga, l’attività fisica come panacea…) ed assurdità (che cosa c’entra il clima con l’inquinamento?), la ricerca compiuta nel Regno Unito conferma quanto asseriamo da almeno un quinquennio.

Si sta diffondendo un’epidemia silenziosa che sta colpendo molti più pazienti oggi di quanto avveniva vent’anni fa. È la demenza, che forse smetteremo di chiamare “senile”: si riscontra un preoccupante aumento dei casi precoci, soprattutto tra i quarantenni. Se, infatti, negli anni 90' del XX secolo la diagnosi si situava intorno ai sessant’anni, oggi la diagnosi di un principio di demenza avviene molto prima.

Una ricerca condotta presso la Bournemouth University ha lanciato l’allarme sul rischio, sempre più concreto, di ammalarsi in età adulta, in una fascia anagrafica pur sempre lontana dalla senilità, tenendo conto, tra l’altro, dell’allungamento della speranza di vita (che è una fola, n.d.r.). I principali responsabili di questa insorgenza precoce sono fattori ambientali, tra cui l’inquinamento atmosferico prodotto dagli scarichi degli aerei e delle auto.

Placebo Effect: la mente rende possibile l’impossibile

Placebo Effect - LibroLibera il potere della mente

Tutti conosciamo i cosiddetti farmaci placebo: non sono medicine, ma esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, permettendogli di guarire.

E se ciò fosse possibile non solo per i farmaci, ma per qualunque altra cosa?

Scopri come la mente rende possibile l’impossibile.

Questo libro ci illustra come cambiare il nostro mondo e la nostra salute con il potere della mente, convincendo la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realtà.

Così come la medicina usa i cosiddetti farmaci “placebo”, che esercitano un effetto psicologico di autosuggestione sul paziente, anche noi possiamo convincere la mente e il corpo a trasformare i nostri pensieri in realtà.

Prefazione di “Placebo Effect” Libro del Dr. Joe Dispenza

Come la maggior parte dei suoi fan, attendo le riflessioni provocatorie di Joe Dispenza con piacere e impazienza.

Il lavoro notturno danneggia il cervello

Turni di lavoroI danni dei turni sul lavoro: Nei turni di notte il cervello invecchia più in fretta.

Chi per più di dieci anni ha lavorato di notte ha una capacità mentale paragonabile a quella di un individuo più vecchio di sei anni e mezzo.

Ma il processo è reversibile.

Il cervello di una persona impegnata in turni notturni o comunque in orari anomali, quindi sottoposta a un’alterazione del naturale ritmo sonno/veglia, invecchia più velocemente.

È questa la conclusione alla quale è giunta una ricerca franco-gallese che sottolinea però che con l’arresto dell’attività notturna si può assistere a un netto miglioramento della salute cerebrale.

Invecchiamento precoce

I ricercatori hanno sottoposto tremila volontari a test di memoria, di velocità di pensiero e di abilità cognitiva. I risultati, pubblicati sul giornale Occupational and Environmental Medicine, dimostrano che chi per più di dieci anni ha svolto una professione notturna ha una capacità mentale paragonabile a quella di un individuo più vecchio di sei anni e mezzo.

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