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Scienza

Sintassi nel canto delle balene

I canti delle balene e il linguaggio dell'uomo sono simili fra loro. le balene hanno la loro sintassi, cioè un modo gerarchico per organizzare i loro canti

Il canto delle balene e il linguaggio dell'uomo sono molto più simili fra loro di quanto si possa pensare.

In particolare, secondo gli scienziati, condividono lo stesso tipo di struttura gerarchica.

Noi sappiamo che nel nostro modo di comunicare un testo è composto di paragrafi, a loro volta composti da frasi, composte da parole - spiegano gli studiosi - e lo stesso vale per le balene. In ogni sessione di canti, ci sono più canti, in ogni canto, più temi, in ogni tema più frasi e in ogni frase ci sono più unità.

Insomma anche le balene hanno la loro sintassi, cioè un modo gerarchico per organizzare i loro canti.

Per scoprirlo, sono stati registrati i canti delle Megaptera novaeangliae(1) al largo delle Isole Hawaii.

Per ricostruire la gerarchia sintattica i ricercatori hanno creato un programma al computer in grado di convertire piccoli tratti del canto delle balene in simboli matematici. A questo punto hanno analizzato la media di informazioni convertita per ciascun simbolo con una tecnica che riesce a quantificare la complessità e la struttura.

Secondo gli scienziati, per informazione in questo caso non si intende il significato, ma la complessità, la prevedibilità o l'imprevedibilità di un messaggio.

I meccanismi della percezione dei colori

L'occhio è un recettore sensoriale che si limita ad inviare i segnali di variazione della energia luminosa che il cervello trasforma in sensazioni colorate

La percezione dei colori è un fenomeno complesso che riguarda occhio e cervello.

L'occhio è un recettore sensoriale che si limita ad inviare i segnali di variazione della energia luminosa che il cervello trasforma in sensazioni colorate. Per moltissimi anni, a partire dalle considerazioni di ISAC NEWTON sull'arcobaleno dei colori prodotto da un prisma di vetro trasparente, si è ritenuto che l'occhio percepisse i colori e con essa la visione sostanzialmente riferendosi ad un modello di macchina fotografica.

“Sintesi additiva dei colori”: proiettando con Lampade colorate dei colori fondamentali su uno schermo i vari colori essi si sommano per interferenza generando i colori secondari e come somma finale ricomponendosi nella luce bianca. Basandosi su tale modello concettuale si interpretava ad esempio che il colore rosso di una mela fosse semplicemente una funzione di assorbimento delle varie frequenze delle luce corrispondenti ai differenti colori dell'arcobaleno di cui e composta la luce bianca; pertanto la mela risulta rossa per la sottrazione per assorbimento tutte le altre componenti della luce bianca escluso il rosso.

Perseguendo tale modello cognitivo ormai antiquato, si riteneva, che i colori venissero visti dal cervello, mediante un centro specializzato per la percezione dei colori; infatti si pensava che i colori fossero “trascritti” come da una macchina fotocopiatrice a colori direttamente dal mondo esterno in questo centro. Tale interpretazione “meccanica” ha limitato molto la successiva interpretazione e del colore come processo di costruzione comparativa proprio della realizzazione di una sensazione cerebrale Oggi siamo certi che come non ci sono rumori nel mondo esterno ma solo vibrazioni che il cervello interpreta come suoni e rumori, così si può dire che nel mondo esterno i colori non esistono; “il colore è di fatto una un'invenzione sensoriale del cervello”.

Come il cervello apprende le lingue

La predisposizione nei confronti dell'apprendimento delle lingue dipende dalla struttura del cervello. È coinvolto l'emisfero dominante sinistro

Sono stati fatti molti studi per capire come mai il cervello di alcune persone apprende più facilmente le lingue mentre altri faticano.

Sembra che nel mondo vi siano più di 6.000 lingue. Nel XIX secolo Paul Broca fu il primo a sostenere l'esistenza di un'asimmetria funzionale tra gli emisferi cerebrali dell'uomo e a ritenere che, nella maggioranza degli individui, l'emisfero sinistro presiede alla facoltà del linguaggio articolato.

Seguirono altre ricerche, utilizzando soprattutto l'osservazione di pazienti affetti da lesioni di uno o dell'altro emisfero cerebrale. Inoltre si sa che L'abilità di comprendere il linguaggio è una caratteristica della nostra specie. Le aree specifiche del linguaggio sono situate nell'emisfero dominante (sinistro) e comprendono:

l'area corticale anteriore di Broca

l'area corticale posteriore di Wernicke

l'area corticale superiore

Tuttavia, all'elaborazione del linguaggio partecipano anche altre aree come le aree associative parietali di sinistra. Le ricerche hanno evidenziato che in genere la lingua madre ha una rappresentazione corticale più centrale nell'emisfero dominante sinistro, mentre le altre lingue hanno una rappresentazione corticale più estesa rispetto alla prima lingua.

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