Riflessioni

Il caso Tarantino e l'atropina, un farmaco che produce midriasi

AtropinaNell'anniversario dell'espianto di Pietro, ricordiamo che questa vicenda legale è stata trascinata per 14 anni fino all'incidente probatorio (2004), atto strumentale richiesto dai medici inquisiti per manovrare l'archiviazione e impedire il processo. Ai 4 consulenti di parte presenti in aula (Patologo e Chirurgo generale, Anestesista-rianimatrice, medico-legale e Presidente della Lega Contro la Predazione di Organi) fu impedito di parlare.

Invece i 2 consulenti tecnici del giudice parlarono a ruota libera senza spiegare perché l'ospedale riportò all'atto del ricovero una diagnosi inventata di “Frattura C2” che sostituiva la diagnosi corretta data da un precedente ospedale e, ancor più grave, perché glissarono sulla relazione tecnica che stigmatizzava la valutazione del coma compiuta sotto Atropina, farmaco vietato a livello internazionale nelle dichiarazioni di morte cerebrale, perché produce midriasi (dilatazione fissa pupillare).

Ecco uno stralcio dell'analisi dell'Ordinario di Fisiologia Umana dell'Università degli Studi Milano:

“...Dalle cartelle cliniche si evince che nelle ore seguenti all'incidente Tarantino, che era in stato comatoso, ricevette due successive iniezioni intramuscolari di atropina, ciascuna nella dose di 1 mg, la prima tra le ore 9.00 e le 9.30, durante il trasporto in elicottero dall'ospedale di Vaprio d'Adda agli Ospedali Riuniti di Bergamo, e la seconda subito dopo il ricovero nel reparto di Terapia Intensiva della Divisione Neurochirurgia, simultaneamente all'incannulazione della vena succlavia destra.

In Iraq le bombe Usa continuano a produrre orribili malformazioni congenite sui bambini

Barack ObamaL’Inter Press Service (IPS) ha rivelato che le crudeli conseguenze della guerra continuano a scatenarsi sui bambini dell’Iraq, dato che le armi impiegate dagli Stati Uniti hanno lasciato orribili malformazioni congenite sui bambini iracheni, e il problema non mostra segni di una diminuzione.

Il portavoce dell’ospedale di Fallujah, Nadim al-Hadidi, ha detto all’IPS che “nel 2004 gli americani hanno sperimentato su di noi ogni genere di sostanze chimiche e ordigni esplosivi: bombe a vuoto (termobariche, N.d.T.), fosforo bianco e uranio impoverito … per loro siamo stati tutti delle cavie da laboratorio.”

L’IPS osserva che questo mese il Ministero della Sanità iracheno è deciso a intraprendere in stretta collaborazione con l’OMS la sua prima indagine sulle malformazioni congenite nei governatorati di Baghdad, al-Anbar, Dhi Qar, Sulaymaniyya, Diyala e Bassora.

Attenzioni agli imballaggi! Sono uno spreco

Visto che c'è crisi, siete pronti ad aiutare concretamente i proprietari di cementifici e impianti industriali? Aiutarli coi vostri sempre più scarsi e sudati quattrini, sia chiaro! No, perché questo è il senso del decreto annunciato dal ministro dell'ambiente Clini per permettere di bruciare nei loro impianti i cosiddetti CCS, alias “combustibili solidi secondari”, alias monnezza. Non è solo una questione di ambiente e di salute: è anche una questione di soldi. Di soldi nostri che prendono il volo.

La faccenda dell'ambiente e della salute, sia chiaro, non è affatto secondaria, ma riguarda solo (si fa per dire) chi vive in prossimità degli impianti. Così almeno risulta da uno studio pubblicato pochi giorni fa dall'Arpa Toscana (l'agenzia regionale per la protezione ambientale, non un comitato civico di attivisti) secondo il quale coloro che abitano vicino agli inceneritori di Forlì, e in particolare le donne, si ammalano più frequentemente di cancro. Bazzecole per pochi sfigati. Ma la faccenda dei soldi invece no: quella riguarda tutti.

Secondo gli industriali, l'idea di Clini di usare la monnezza come combustibile farà risparmiare 40 euro all'anno a famiglia. Attenzione, perché l'inghippo sta qui. Tutta la roba che gli industriali e il ministro vogliono bruciare (e che ora effettivamente spesso va in discarica, stanti le penose condizioni del riciclaggio in Italia) ci costa ben più di 40 euro all'anno.

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