Biologia

In Cina fabbricano zanzare con lo scopo di combattere le malattie

ZanzareNella città cinese di Guangzhou, nel sud della Repubblica Popolare e poco a nord di Macao e Hong Kong, esiste la più grande fabbrica di zanzare del mondo: si tratta di un mega-laboratorio che copre una superficie di 3.500 metri quadri costituito da quattro allevamenti in grado di produrre, ciascuno, 5 milioni di zanzare la settimana.

L'allevamento di Guangzhou rilascia 20 milioni di zanzare maschio infettate con il batterio Wolbachia che, accoppiandosi con le femmine, producono uova che non si schiudono. L'obiettivo, scrive Quartz, è diminuire la popolazione di zanzare in una delle zone della Cina che maggiormente soffre il problema di diffusione della febbre Dengue, una malattia infettiva molto simile al virus Zika trasmesso dalle stesse zanzare - del genere Aedes – la cui diffusione endemica in questo momento preoccupa non poco l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il team di ricercatori guidati dal professor Xi Zhiyong, che lavora presso la China's Sun Yat-sen University e alla Michigan University, è al lavoro da anni su una tecnologia che potrebbe essere usata per prevenire e controllare malattie come zika, dengue e febbre gialla e in questo momento è sotto i riflettori della comunità scientifica di mezzo mondo proprio per la potenziale soluzione che potrebbe offrire in questa nuova pandemia.

Stabilita la datazione del lago più antico d’Europa

Clicca per ingrandireLo studio, pubblicato sulla rivista Eos, è stata realizzato da un team internazionale con l’importante contributo dei ricercatori dell’Università di Pisa

È più giovane di quanto si credesse, sebbene la sua età, oltre un milione di anni, sia comunque ragguardevole. Si tratta del lago di Ohrid (Ocrida), il lago più antico d’Europa, che si trova a metà fra l’Albania e la Macedonia.

L’esatta datazione è stata calcolata da un team internazionale di cui fa parte un gruppo di studiosi italiani guidato da Giovanni Zanchetta, ricercatore del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, e composto da esperti degli Istituti CNR-IGAG (Geologia Ambientale e Geoingegneria) di Roma e CNR-IGG (Geoscienze e Georisorse) di Pisa, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Pisa e di Roma e delle Università di Bari e La Sapienza di Roma.

La ricerca è partita nel 2013 con una campagna di carotaggio profonda in cinque siti del lago. I primi risultati emersi dall’analisi dei sedimenti estratti (in totale oltre 2 km di “carote” ora conservate all’Università di Colonia in Germania) sono stati resi noti nel 2014 in articolo sulla rivista internazionale Eos.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Giovanni Zanchetta – era di raggiungere, attraverso dei carotaggi profondi, la base dei sedimenti lacustri e di ricostruire la storia climatica e biologica del luogo. La ricchissima messe di dati emersa ci ha permesso, per la prima volta, di indicare l’età orientativa del lago, oltre un milione di anni, e di avanzare alcune ipotesi preliminari sulla formazione delle faune endemiche del bacino”.

Bio-ingegneri stampano tessuti viventi dotati di vasi sanguigni

3d tissue constructImmaginate una stampante a inchiostro speciale, con cui stampare tessuti viventi dotati di vasi sanguigni, che intrecciati tra loro danno vita a veri e propri organi. È questa l’idea da cui è partito il gruppo di scienziati della Harvard University guidato da Jennifer Lewis.

L’ambizioso obiettivo dei bio-ingegneri è costruire parti di ricambio per gli organi umani come il rene o il polmone a partire dalle cellule proprie dei pazienti. La scoperta potrebbe rappresentare una vera e propria svolta nel campo della donazione degli organi. Niente più lunghe liste di attesa per i pazienti, i quali avrebbero a disposizione dei ricambi personalizzati senza il rischio di rigetto.

I biologi sanno già come fabbricare piccole porzioni di tessuto in laboratorio, ma per poter ottenere dei veri e propri organi è necessario fabbricare tessuti più grandi, che si ottengono creando complesse reti tridimensionali di vasi sanguigni. È questo il salto di qualità che consente ai tessuti di raggiungere le dimensioni e la complessità proprie degli organi.

Ed è questo l’obiettivo degli studi dei ricercatori di Harvard, che hanno presentato una stampante 3D e un set di inchiostri con i quali è possibile stampare rapidamente tessuti sottili dotati di vasi sanguigni.

I tessuti artificiali privi di vasi sanguigni devono essere necessariamente molto sottili, per permettere la diffusione dell’ossigeno e degli altri nutrienti e impedire l’accumulo di metaboliti tossici. Gli scienziati di Harvard sono riusciti a stampare dei tessuti che superano il millimetro di spessore, ma il loro obiettivo è creare tessuti ancora più spessi utilizzando questo approccio mirato alla vascolarizzazione.

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