Colonialismo

Concessione cittadinanze: l'Italia è al primo posto in Europa

Passaporto italianoUna persona su cinque in Europa che nel 2015 ha acquisito la cittadinanza UE l'ha ottenuta in Italia, che risulta quindi essere il primo Paese europeo per numero di nazionalità concesse a fronte di un giro di vite generale sui passaporti registrato negli ultimi anni.

I “nuovi italiani” sono in maggioranza albanesi (19,7%), marocchini (18,2%) e romeni (8,1%), mentre sono in prevalenza italiani i cittadini che hanno chiesto e ottenuto una nuova nazionalità in Svizzera (primi con il 13,4% delle 40.689 totali concesse) e Lussemburgo (terzi con il 9,5% sulle 3195 complessive).

È la fotografia scattata da Eurostat, dove l'Italia ha concesso 178.035 cittadinanze sulle 840mila complessive date a livello Ue (pari al 21%), nel quadro di una tendenza europea in calo rispetto alle 890mila del 2014 e alle 980mila del 2013.

Da Ginevra, intanto, oggi l'Organizzazione internazionale per la migrazione (Oim) fa sapere che dall'inizio dell'anno 42.974 migranti e rifugiati sono giunti in Europa via mare e 962 sono morti.

Gli effetti catastrofici del climate change

Gli effetti catastrofici del climate changeIl crollo della produzione di olio extra vergine in Europa è solo il campanello. Fattela addosso, tuo figlio è nella merda, come si dice in francese. Il mio sforzo, piuttosto disperato nel paese che vede meno che a 7 cm dal suo naso sempre e su tutto, è di farvi capire ciò che tuo figlio/a, oggi di 2 anni, dovranno affrontare quando avranno la tua età. Sono capaci tutti di scrivere le news di oggi.

Ci vuole un certo cervello per offrirvi le news che faranno mettere le mani sulla faccia ai vostri bimbi fra 30 anni, ma offrirvele oggi (vedi pezzo precedente su Agorastrea, anche se in altro ambito). È ciò che sto facendo da due anni, in un paese dove i lettori hanno una visione di 7 cm dal loro naso.

Una siccità senza precedenti nella storia della Siria fu l’innesco della guerra civile là. Orde di disperati fuggirono nel 2006 dalle campagne verso le città perché morivano di fame. Il marasma di povertà, disperazione, orrore governativo di quella bestia umana di Assad, pari solo all’orrore delle bestie umane della “opposizione moderata di Hollywood”, e le tensioni derivanti, è precisamente ciò che oggi vedete come guerra civile in Siria.

Una siccità senza precedenti nella storia… Climate Change.

Sapete cosa poi ci ha portato quella guerra civile, le gigantesche conseguenze sull’Europa, sulle politiche, sull’economia del tuo portafoglio, ci ha portato Trump (in parte), e lo dico a te signor taxista di Novara… (che mai capisce dove sono i veri drammi, ma neppure Barra-Caracciolo ci capisce una mazza, e non fa il taxista).

Migranti: in Italia il 97 per cento sono finti rifugiati

Migranti economiciAltro che fuga dalla guerra Il 97% sono finti rifugiati
A Padova, su 3600 richieste d’accoglienza presentate, la Commissione prefettizia ne ha ritenute idonee solo 100

I migranti a Padova sono corpi che vagano. Naviganti nell’attesa di una decisione di un tribunale.

Intanto rimangono in Italia a spese dello Stato. E sono anche tanti.

I dati della Commissione prefettizia che esamina i richiedenti asilo che approdano a Padova, rivelano che il 97% di questi non ha diritto allo status di rifugiato. Delle 3.600 richieste, infatti, che la Commissione ha esaminato, dal giorno in cui si è insediata, il 16 marzo 2015, soltanto 108 sono stati ritenute idonee per ottenere il diritto all’asilo. Questo vuol dire che i profughi veri alla fine sono soltanto il 3%. Solo una minima parte dei richiedenti, quindi, ha diritto all’aiuto. Gli altri sono invece «semplici» migranti in cerca di fortuna nel nostro Paese.

Per ottenere lo status di rifugiato il percorso è lungo. Dopo che i migranti sbarcano sulle nostre coste, vengono presi e portati in un Cpsa (Centro primo soccorso e accoglienza), come quelli esistenti a Lampedusa. Poi vengono accompagnati nelle varie strutture temporanee e, con i pullman, nelle questure dove devono compilare il verbale per chiedere il riconoscimento dello status di rifugiato.

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