Cambiamenti climatici

Gravi errori sui dati climatici inerenti alle emissioni di gas serra

Gas serraLe emissioni di gas serra negli anni 1990 potrebbero essere state sottostimate per miliardi di tonnellate, gettando nel dubbio alcuni dei calcoli matematici alla base del Protocollo di Kyoto, e offrendo così potenzialmente una buona notizia sul tasso di progressione del cambiamento climatico.

Una ricerca internazionale guidata da scienziati dell’ente australiano di ricerca Csiro ha misurato i cambiamenti reali nella quantità di CO2 che si accumulava nell’atmosfera, contro la quantità di gas che ciascuna nazione ha detto di aver emesso.

E il quadro d’insieme non combacia, “come in un puzzle in cui mancano dei pezzi”. “La spiegazione più semplice è che vi sia stata una sottostima di circa il 7% in quel periodo di base degli anni 1990”, scrive il responsabile della ricerca Roger Francey della Divisione meteo e clima del Csiro sulla rivista Nature Climate Change. “L’aumento di CO2 nell’atmosfera non riflette le emissioni riportate. Questo può essere perché la metodologia per calcolare le emissioni nazionali era molto meno sviluppata di oggi, ed era accurata solo per pochi paesi. Quindi ci siamo affidati a stime molto più di quanto credessimo”, aggiunge.

Se è confermato che le emissioni negli anni 1990 erano più alte, vuol dire che non sono aumentate così rapidamente per arrivare ai livelli attuali, osserva Francey.

Significherebbe che le emissioni sono aumentate negli ultimi tre decenni entro la fascia media delle previsioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), anziché subire un’impennata a partire dal 2000.

Crisi idrica negli USA occidentali: Entro il 2040 diminuirà del 10% la portata dei fiumi

Fiume ColoradoIl problema della crisi idrica negli USA occidentali si fa sempre più critico. I nuovi modelli previsionali infatti, dipingono un quadro di severe siccità che dovranno portare necessariamente ad un taglio dell'uso dell'acqua

Nuovi modelli previsionali lanciano l’allarme per l’acqua sul territorio che comprende California, Nevada e Texas. Entro il 2040 diminuirà del 10% la portata dei fiumi. Secondo gli scienziati necessariamente si dovrà procedere al taglio della distribuzione dell’acqua.

Circa 40 milioni di persone dipendono dal fiume Colorado per l’acqua, ma le temperature in crescita a causa dei crescenti livelli di gas serra e una popolazione in aumento, possono portare ad una carenza di acqua. Un nuovo studio basato su modelli climatici del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University prevede un calo del 10 per cento del flusso del fiume Colorado nei prossimi decenni, abbastanza da mettere in difficoltà le aziende agricole e le città in tutto il sud-ovest dell’America, da Denver a Los Angeles a Tucson, e attraverso la California Imperial Valley.

“Potrebbe non sembrare una grande quantità, se non fosse che l’acqua è già sovra-allocata,” ha detto Richard Seager, climatologo della Columbia University e autore principale del nuovo studio.

Il riscaldamento globale forse ci porterà verso un mondo senza pane e pasta

Riscaldamento globaleGli americani lanciano l'allarme: il riscaldamento globale mette a rischio la coltivazione del frumento. In pratica, si rischia un mondo senza pasta e senza pane, annuncia l'ultimo numero di Newsweek.

Il frumento, infatti, dei principali cereali (con mais e riso è alla base dell'alimentazione mondiale) è quello più suscettibile all'aumento delle temperature, in particolare il grano duro con il quale si fa la pasta. Secondo David Lobell, del Centro per la sicurezza alimentare e l'ambiente dell'Università di Stanford, negli ultimi 50 anni l'aumento delle temperatura media globale di circa mezzo grado centigrado ha comportato una diminuzione del 5,5% della produzione mondiale di frumento.

PROSPETTIVE - Da qui al 2050 le aree di coltivazione dei principali Paesi produttori di grano (Usa, Canada, Cina, India, Russia e Australia) dovranno fronteggiare estati più calde e siccitose delle attuali (un problema che nel 2012 è stato particolarmente sentito dagli agricoltori americani del Midwest, colpiti dalla peggiore siccità degli ultimi 50 anni).

Secondo un rapporto dell'International Food Policy Research Institute (Ifpri), la produzione subirà un declino stimabile di circa un quarto e si sa per certo che la popolazione aumenterà fino a raggiungere i 9-10 miliardi di persone.

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